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GLI IDOLI DEL VIRUS

09.05.2020
Da "Il Foglio", Mattia Ferraresi su "Lo scandalo dell'imprevedibile" di Silvano Petrosino

«Il filosofo Silvano Petrosino ha scritto un libriccino sulla pandemia che si discosta da buona parte della pubblicistica istantanea sul tema perché si sforza di ragionare, rifiutandosi di razionalizzare. La via del raziocinio è quella di chi ricorda che Bill Gates e altri, maneggiando efficacemente grandi quantità di dati, avevano previsto tutto, e se non ce ne siamo accorti è stato per un difetto della volontà; ma è anche quella di chi dice che l'emergenza si può capire e gestire affidandosi con rinnovata convinzione alle categorie su cui già facevamo affidamento, quelle della razionalità analitica e del problem­solving, facoltà adatte per l'elaborazione di dati e la previsione di scenari. L'algoritmo, strumento predittivo capace di adattamento, è il vertice di un tipo di razionalità che nei suoi momenti più ispirati può partorire al tutt'al più una metafisica del test sierologico. Petrosino si muove invece nei territori vasti della kantiana Vernunft, la ragione che supera e ricomprende gli opposti che l'intelletto non riesce a riconciliare. E cosa scorge l'occhio della ragione in questa pandemia? In  una parola, "l'imprevedibile". Il libro s'intitola appunto "Lo scandalo dell'imprevedibile" (sottotitolo: "Pensare l'epidemia") ed è costruito nella forma di un'intervista, curata dall'editore Interlinea, piccola casa di Novara che offre con regolarità contributi saggistici preziosi e in passato ha pubblicato alcuni long seller del filosofo.  L'imprevedibile a cui fa riferimento Petrosino non è lo pneumatico che si fora mentre andiamo al lavoro né l'infarto che ci coglie senza preavviso: per quanto improvvisi, questi eventi sono inclusi nella contabilità ordinaria delle cose umane, sono degli "imprevisti pre­visti", mentre il virus che ha sconvolto il mondo, e soprattutto il primo mondo, quello che gode di condizioni sanitarie impensabili anche soltanto mezzo secolo fa, è un evento che sfugge e deborda da ogni parte: "Come spesso è accaduto nella storia umana, mentre guardavamo in una direzione, la 'cosa' è arrivata e ci ha colpito dall'altra.»

Lo scandalo dell’imprevedibile

Pensare l’epidemia

di Silvano Petrosino

editore: Interlinea

pagine: 80

«L’epidemia che ci ha colpito si è manifestata con la violenza dell’imprevedibile» eppure prevedere e decidere il proprio benessere è oggi tra le condizioni principali della nostra società. Uno dei filosofi attuali più lucidi riflette sul dramma del coronavirus a partire dalle parole che usiamo per spiegare questo evento e le sue conseguenze: perché il “futuro” è diverso dall’“avvenire”, il “mondo” dal “reale”, la “scienza” dagli “scienziati”, l’“ottimismo” dalla “speranza”, ma anche perché la modalità del “morire” ci ha atterrito più della “morte” in sé, fino a comprendere che l’autentica “libertà” non consiste nel fare ciò che si vuole. Come ci ha cambiato l’epidemia? Che cosa possiamo fare per non farci sopraffare? «dovremmo essere più seri nel vivere il tempo, che non è mai solo il “nostro tempo”, il tempo delle nostre “urgenze private”», afferma l’autore indicando un atteggiamento per il “dopo” e citando La peste di Camus: «bisogna restare, accettare lo scandalo, cominciare a camminare nelle tenebre e tentare di fare il bene».

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