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"Non una nota di meno"

Recensione di: Il violino di Auschwitz
30.01.2019
"Il Carabiniere", Maria Mataluno su "Il violino di Auschwitz" di Anna Lavatelli

« Che la musica potesse rivelarsi una via di fuga dall'orrore lo imparò anche Eva Maria Levy, giovane ebrea veronese la cui storia è raccontata in un piccolo, prezioso libro firmato da Anna Lavatelli e intitolato il violino di Auschwitz (Interlinea). È lo stesso violino, un pregiato Collin -Mezin che il papà di Eva maria le aveva comprato dal miglior liutaio di Torino, a ripercorrere "in prima persona" la vicenda di quella ragazza da cui aveva amato tanto lasciarsi suonare».

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 88

Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera.

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