"Non una nota di meno"
« Che la musica potesse rivelarsi una via di fuga dall'orrore lo imparò anche Eva Maria Levy, giovane ebrea veronese la cui storia è raccontata in un piccolo, prezioso libro firmato da Anna Lavatelli e intitolato il violino di Auschwitz (Interlinea). È lo stesso violino, un pregiato Collin -Mezin che il papà di Eva maria le aveva comprato dal miglior liutaio di Torino, a ripercorrere "in prima persona" la vicenda di quella ragazza da cui aveva amato tanto lasciarsi suonare».









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