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“Sui­te Et­na­po­lis”: il cen­tro com­mer­cia­le come me­ta­fo­ra del con­tem­po­ra­neo

Recensione di: Suite Etnapolis
19.07.2019
Da "Sicilian Post", Giulia Imbrogiano su Suite Etnapolis di Antonio Lanza

«In che modo un luo­go così ste­ri­le e im­per­so­na­le si tra­sfor­ma in poe­sia?

Cre­do che la poe­sia sia l’e­sat­to op­po­sto del­l’i­pe­ru­ra­ni­co e non deb­ba es­se­re di­stan­te dal­la quo­ti­dia­ni­tà. Il mio sfor­zo è sta­to quel­lo di por­ta­re la poe­sia in bas­so per rac­con­ta­re qual­co­sa che sem­bra ap­pa­ren­te­men­te non ave­re nul­la a che fare con que­sta. Par­la­re di Et­na­po­lis at­tra­ver­so un poe­met­to mi ha per­mes­so di scar­di­na­re al­cu­ni gam­bi del cen­tro com­mer­cia­le, come le voci de­gli al­to­par­lan­ti. Men­tre scri­ve­vo ho co­min­cia­to a ri­flet­te­re ad esem­pio sul fat­to che le voci ma­schi­li in­vi­ta­no sem­pre ad usci­re, men­tre sono quel­le fem­mi­ni­li che ac­col­go­no i clien­ti. Mi pia­ce­va che la poe­sia riu­scis­se a spie­ga­re a me stes­so e al mio let­to­re la com­ples­si­tà di un mon­do ap­pa­ren­te­men­te sem­pli­ce e ba­na­le, men­tre mi pro­teg­ge­va con­tem­po­ra­nea­men­te come uno scu­do da quel­la gret­tez­za.»

Suite Etnapolis

di Antonio Lanza

editore: Interlinea

pagine: 128

Quando la poesia nasce da un centro commerciale.

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