Tra le pagine della letteratura per l’infanzia. Colloquio con Anna Vivarelli

«Come è nata l’idea di scrivere Animali bruttissimi?
Difficile risalire all’idea iniziale. Ma guardo tanti documentari di National Geographic. Quasi sicuramente mi sono imbattuta in un animale e ho pensato: “Bello proprio non è…”. E dal primo racconto, che non saprei dire quale fosse, ho fatto ricerche e sono nati gli altri, e poi l’ossatura generale. Dunque, l’idea è nata per caso, come del resto mi capita sempre».
Animali bruttissimi
di Anna Vivarelli
editore: Interlinea
pagine: 32
La natura è solo bellezza? No! Secondo il nonno «c’è un sacco di roba orrenda a questo mondo. Muffe, mucillagini, piante carnivore con tanto di denti. E animali bruttissimi». Così, sera dopo sera, il nonno racconta divertenti storie sugli animali più schifosi: mollicci, spelacchiati, ruvidi, pelosi. E tutti veri. Perché, in natura, sapersi adattare all’ambiente è più importante che essere carini.
Inserisci un commento