Virgilio & Co. Perché i classici restano necessari?
Da "Avvenire", Roberto Righetto su Virgilio è urgente di Roberto Andreotti«Se l’Europa è certamente greca ed ebraica, è altrettanto romana. Ne è ben cosciente Roberto Andreotti, classicista e giornalista, per lunghi anni curatore di Alias, l’inserto letterario del “Manifesto”, come traspare nel libro Virgilio è urgente (Interlinea, pagine 254, euro 16): un titolo volutamente provocatorio, dato che come spiega lui stesso nelle prime pagine «è solo il contemporaneo che può generare domande nuove e incalzanti da porre ai libri degli Antichi, senza per questo trascurarne la drammatica alterità». Sono Virgilio e Ovidio gli autori cui maggior spazio è dedicato, seguiti da Seneca, Apuleio e Rutilio Namaziano. Della guida di Dante nella Divina Commedia si ricorda la ripresa recente, da Seamus Heaney a Alessandro Fo. Ma da più di un secolo, a partire dallo studio fondamentale di Richard Heinze Tecnica epica di Virgilio, l’autore dell’Eneide viene recuperato e acclamato, con letture pubbliche e performance un po’ ovunque. Senza dimenticare lo sceneggiato televisivo trasmesso dalla Rai negli anni Settanta con Giulio Brogi protagonista».
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Virgilio è urgente
Lettori moderni dei classici
di Roberto Andreotti
editore: Interlinea
pagine: 256
In che senso Virgilio può essere definito urgente? E poi, sarebbe urgente soltanto Virgilio o anche gli altri classici, sempre che vengano letti e riletti a certe condizioni? Le risposte il lettore dovrà trovarle da sé attraversando le pagine di questo piccolo libro sulla letteratura classica, che nasce da una scommessa editoriale: quella di impaginare le recensioni riservate agli autori greci e latini senza soluzione di continuità con quelle dei classici moderni e soprattutto con quelle dei loro “colleghi” attuali, promuovendo la frizione tra antico e contemporaneo. Perché, come scrive l’autore, «è solo il contemporaneo che può generare domande nuove e incalzanti da porre ai libri degli antichi, senza per questo trascurarne la drammatica alterità».








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