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Dall'Ucraina alle donne per dare voce alle urgenze dell’attualità: l’impegno di Interlinea al Salone del libro 2026

Dall'Ucraina alle donne per dare voce alle urgenze dell’attualità: l’impegno di Interlinea al Salone del libro 2026 Dall'Ucraina alle donne per dare voce alle urgenze dell’attualità: l’impegno di Interlinea al Salone del libro 2026
Dall'Ucraina alle donne per dare voce alle urgenze dell’attualità: l’impegno di Interlinea al Salone del libro 2026

Dai testi di poeti ucraini contro la guerra alle riflessioni su come permettersi la sostenibilità, dai discorsi di Mattarella sulla memoria al ruolo storico delle donne in vista dell’80° del loro voto sono alcuni dei temi emergenti nelle proposte editoriali di Interlinea alla fiera di Torino dal 14 al 18 maggio nello stand al padiglione 2 del Lingotto, con un concorso sul tema della ansia nei bambini a partire dall’albo Non mi fai paura di Anna Vivarelli, all’interno del tema del Salone "Il mondo salvato dai ragazzini". Un omaggio allo stand nel segno di Sebastiano Vassalli.

Interlinea è al Salone internazionale del Libro di Torino 2026 dal 14 al 18 maggio allo stand M69 nel padiglione 2 con le novità dedicate all’impegno sociale e civile, per celebrare l’80° anniversario della Repubblica del primo voto delle donne in Italia e per riflettere su temi urgenti del nostro presente, dal conflitto in Ucraina alla sostenibilità economica e aziendale, con un omaggio per i clienti nel segno di Sebastiano Vassalli.
Saranno anche presenti i libri illustrati delle “Rane” dedicati ai lettori dai 3 agli 11 anni, con un laboratorio creativo e un concorso sul tema della paura nei più piccoli: un’occasione per riflettere sul potere dei libri e dell’immaginazione e sulla capacità di distinguere realtà e finzione, a partire dall’ dall’albo Non mi fai paura di Anna Vivarelli.
Ospiti allo stand le Edizioni Santa Caterina con il master in editoria dell’Università di Pavia con titoli dedicati al mondo dell’editoria (il titolo più recente è Rivoluzione Feltrinelli) e alla sfera giuridico-sociale con particolare attenzione al tema della lotta alle mafie.

Si parte giovedì 14 maggio alle ore 12,40, Lab. Crescere con i libri, con il laboratorio a partire dall’albo Non mi fai paura se sei dentro una storia (Le rane Interlinea) di Anna Vivarelli, con le illustrazioni AntonGionata Ferrari, condotto da Alessandra Alva, editor delle Rane Interlinea, e dedicato alla I e II primaria (target 5-7 anni).
Il piccolo Gionni, protagonista della storia, affronta mostri, serpenti e altre paure che prendono vita tra le pagine, ma quando la storia finisce scopre che la fantasia può aiutare a riconoscere e superare ciò che spaventa: un racconto sul potere immaginifico dei libri e delle storie che educa a distinguere ciò che è reale da ciò che è immaginario. Da questo albo illustrato storia nasce il concorso che invita i bambini a disegnare e raccontare le proprie paure: per tutta la durata del Salone i giovani lettori che passeranno allo stand di Interlinea-Le rane M69 troveranno uno spazio bianco – come quello che si trova alla fine del libro – dove potranno lasciare il segno: le creazioni più spaventose e originali saranno premiate.
Venerdì 15 maggio alle ore 12,45, sala Indaco è previsto l’incontro Storie di lino: trame di bellezza e memoria è dedicato a Eulin. Storie di donne e di lino originale opera della scrittrice argentina María Josefina Cerutti, che ripercorre le origini del lino, fibra dalla storia lontanissima in cui le donne hanno avuto un ruolo cruciale. Il libro è edito da Interlinea in collaborazione con Linificio e Canapificio Nazionale – il principale filatore europeo – con edizione francese promossa da Terre de Lin. L’evento al Salone vede interventi di Luca Vignaga e Giorgio Rondi, al quale si deve nel libro un’appendice storica scritta con Jean Marc Hémeryck, con moderazione di Marta Marin.
 
In occasione degli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia un libro racconta le vite ordinarie di donne straordinarie: domenica 17 maggio alle ore 12,30, spazio Arancio, si presenta Voci di donne in Piemonte di Elisabetta Dellavalle in dialogo con Laura Bosio, con la moderazione di Enrico Pagano, direttore dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia. Il libro è un calendario civile che scandisce le date dal 25 aprile al 2 giugno, celebrando le vite straordinarie di 39 donne vissute tra il XIX e XX secolo e nate in Piemonte, che hanno operato nella politica, sanità, scuola, scienza, sociale, arte e cultura. Queste donne, alcune immeritatamente dimenticate, si sono battute con la voce e con le azioni per gli ideali di libertà e di uguaglianza nella convinzione che ognuna di loro: «può entrare nella vita politica del paese». Si va da Maria Antonietta Torriani, nata nel 1840 alla più recente, Rossana Benzi, che è del 1948; il 25 aprile ha i nomi delle giovani staffette cadute Santina Riberi e Rosanna Re; il 1˚ maggio ricorda il lungo sciopero delle sartine torinesi, le “Caterinette”; il 1˚ giugno è dedicato alle mondine di Vercelli che in quel giorno di un secolo fa ottennero le 8 ore di lavoro e, infine, dovutamente, il 2 giugno è il giorno delle tre madri costituenti piemontesi, le torinesi Angiola Minella, Rita Montagnana e Teresa Noce.

Il 2026 segna anche 80 anni dalla nascita della Repubblica, e allo stand di Interlinea i lettori potranno trovare i due libri che raccolgono le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella: La nostra libertà. I discorsi per il 25 aprile e La nostra memoria. I discorsi per non dimenticare la Shoah: uno stimolo a riflettere, anche per i più giovani, su temi molto attuali: la democrazia, la legalità, la lotta alla corruzione e alle mafie e l’importanza della memoria.
Proprio nel segno della memoria nasce la ricerca di Anna Cardano Novara e la Shoah. Presenza e persecuzione antiebraica tra indifferenza, complicità e soccorso (Interlinea) che sarà presentato sabato 16 maggio ore 18,30, spazio Arancio, dove l’autrice dialogherà con Roberto Cicala e Elena Mastretta dell’Istituto Storico Fornara, che promuove il libro. Documenti d’archivio, testi giornalistici dell’epoca e testimonianze sono utilizzati per ricostruire una memoria che altrimenti andrebbe persa, fornendoci alcune chiavi interpretative per capire gli atteggiamenti di indifferenza o addirittura di entusiasmo verso la persecuzione, o al contrario le scelte di soccorso verso i perseguitati, puntando in particolare l’attenzione su ciò che successe a Novara il 19 settembre del 1943, e sulle vittime di quegli arresti.

L’anima civile del catalogo di Interlinea emerge anche dalla traduzione e pubblicazione di poeti che danno voce alla drammatica situazione in Ucraina dove il conflitto continua da quattro anni in seguito all’invasione russa. Sabato 16 maggio ore 11,30 in sala Malva l’incontro Alla scoperta della poesia ucraina contemporanea racconta la scena poetica nell’Ucraina di oggi a partire dalla pubblicazione in Italia di due importanti raccolte: Canzoni alla fine di Iryna Shuvalova e L’ultima cena del mio corpo di Alex Averbuch (Interlinea), dove interverranno i curatori e traduttori Alessandro Achilli e Yaryna Grusha, con la moderazione di Francesco Chiamulera e con la collaborazione con Ukrainian Institute. La lirica di Iryna Shuvalova racconta lo sconvolgimento del presente, tra l'invasione russa in Ucraina e la pandemia, descritta da Achilli e Grusha come «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte». I testi della raccolta di Alex Averbuch, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa nella sua regione natale, Luhans’k, fanno emergere una pluralità di voci, tormentate dalle guerre e dalle deportazioni, mettendo al centro la storia dell’Ucraina tra presente e passato.  Per i lettori questo incontro sarà inoltre l’occasione di riscoprire la raccolta Nella lingua del nemico e altre poesie sulla guerra in Ucraina di Aleksandr Michajlovič Kabanov, pubblicata nel 2022 subito dopo lo scoppio del conflitto.

Le incertezze del presente, tra conflitti internazionali, cambiamento climatico e crisi economica rendono particolarmente importante riflettere sul tema della sostenibilità, al centro dell’incontro di sabato 16 maggio alle 17,15 in sala Caffè Letterario, pad. Oval con la presentazione di Permettersi la sostenibilità. Come governare il cambiamento di Deborah Zani, con Maria Chiara Voci, dove l’autrice dialoga con Mario Burrascano, Massimo Davi, Carlo Robiglio e con la coautrice Voci. Il volume, attraverso le voci di 14 imprenditori e personalità (da Albiera Antinori a Paolo Barilla fino al climatologo Luca Mercalli) affronta una delle sfide culturali e imprenditoriali più urgenti del nostro tempo: assumersi la responsabilità di agire, anche quando il contesto o il mercato non sono ancora pronti. «La duplicità del "permettersi" riflette esattamente il paradosso che molte imprese vivono quotidianamente» spiega Deborah Zani: «La sostenibilità non è un lusso, è una necessità per tutti. Chi impara a governarla scopre di potersela permettere perché è la chiave della propria resilienza nel lungo periodo». 

In occasione del Salone torna con una nuova edizione del volume De André il corsaro, disponibile in anteprima per un firmacopie con Giovanni Cerutti, domenica 17 maggio alle ore 15, allo stand allo stand Interlinea (M69, pad. 2).
Nei giorni del Salone del libro social e sito web di Interlinea avranno aggiornamenti giornalieri con interviste, anticipazioni, estratti e dichiarazioni: www.interlinea.com.

 

Non mi fai paura

se sei dentro una storia

di Anna Vivarelli

editore: Interlinea

pagine: 32

Gionni ha paura dei mostri con le zanne. Ha paura anche dei serpenti, degli insetti, dei ragni, dei dinosauri, dei pagliacci e degli alieni. Ma quando la storia finisce e il libro si chiude Gionni non ha più paura: si tira le coperte fin sopra la testa e si addormenta contento. Un libro sul potere della lettura e dell'immaginazione.

Eulin

Storie di donne e di lino

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 264

Il lino è un tessuto dalla storia lontanissima in cui le donne hanno avuto un ruolo cruciale. Le origini risalgono a oltre 30 000 anni fa. Nell’antico Egitto il lino era largamente usato per abbigliamento, lenzuola e bende funerarie, simboleggiando purezza e status sociale. Il lino, fibra europea per eccellenza, è anche al centro della nascita delle corporazioni nelle Fiandre e delle lotte delle tessitrici in Irlanda. Ma anche negli ultimi decenni questo tessuto è tornato ad essere molto richiesto nella moda e nell’arredamento, anche per una questione di attenzione alla sostenibilità e alla qualità del prodotto, legato a una tradizione antichissima. È una lunga storia che in questo libro viene raccontata come un romanzo illuminando in particolare le figure di donne che nel lino hanno riconosciuto sempre il simbolo della loro grazia.In collaborazione con Linificio e Canapificio Nazionale, con edizione francese promossa da Terre de Lin.

Permettersi la sostenibilità / Affording sustainability

Come governare il cambiamento / How to manage change

di Deborah Zani e Maria Chiara Voci

editore: Interlinea

pagine: 352

In questo volume si analizza il tema della sostenibilità attraverso la lente della governance e del ruolo non solo ambientale, ma anche sociale, delle scelte aziendali, affrontando questioni cruciali per chi si trova a guidare questo cambiamento: quali sono gli schemi organizzativi e di processo più efficaci? Quali costi comporta la cultura della sostenibilità e quanto deve permeare i vari livelli dell’azienda? Tra gli altri temi di approfondimento, l’importanza del supporto legale e il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’impostazione e il monitoraggio delle pratiche di sostenibilità, oltre a una sezione con le interviste (disponibili anche on line per una fruizione multimediale dell’opera) a quattordici figure di spicco italiane del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale che offrono una panoramica concreta su come mettere in atto un modello di governance responsabile. Presentazione di Fabio Pompei, illustrazioni di Nicolò Canova. This volume explores sustainability through the lens of governance and the environmental and social impact of corporate decision-making, addressing the key questions facing those who are leading this transformation: What organisational and procedural models are most effective? What are the real costs of a sustainability-oriented culture, and to what extent must it permeate every level of the company? Among the topics examined are the importance of legal support and the role of artificial intelligence in designing and monitoring sustainability practices. The book also includes interviews (available online as well for a multimedia reading experience) with fourteen prominent Italian figures from the business, academic and institutional worlds, who offer a concrete overview of how to implement a responsible model of governance. Foreword by Fabio Pompei, illustrations by Nicolò Canova.

L’ultima cena del mio corpo

di Alex Averbuch

editore: Interlinea

pagine: 144

Una selezione di alcuni dei più recenti testi del poeta ucraino Alex Averbuch, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa nella sua regione natale, Luhans’k. Dai versi di Averbuch emerge una pluralità di voci, tormentate dalle guerre e dalle deportazioni, mettendo al centro la storia dell’Ucraina tra presente e passato. Ma la sua poesia è tanto collettiva quanto individuale: «per Averbuch la centralità dell’esperienza corporea è, forse a prima vista paradossalmente, la negazione della chiusura solipsistica nell’io in favore di una costante ricerca di un dialogo con corpi che sono al contempo altri e parte stessa del sé» (dalla presentazione di Alessandro Achilli).Con testo originale ucraino a fronte

Canzoni alla fine

di Iryna Shuvalova

editore: Interlinea

pagine: 152

Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).Con testo originale ucraino a fronte.

Novara e la Shoah

Presenza e persecuzione antiebraica tra indifferenza, complicità e soccorso

di Anna M. Cardano

editore: Interlinea

pagine: 208

Antichi pregiudizi e stereotipi sono alla base della diffusione dell’antisemitismo che favorì anche a Novara l’applicazione delle leggi razziali contro la piccola minoranza di ebrei presenti in città. Negli anni trenta e quaranta si arrivò così, nel breve volgere di pochi anni, a produrre un’aberrante attività amministrativa finalizzata alla persecuzione dei diritti e poi delle stesse vite degli ebrei. Documenti d’archivio, testi giornalistici dell’epoca e testimonianze sono utilizzati per ricostruire una memoria che altrimenti andrebbe persa, fornendoci alcune chiavi interpretative per capire gli atteggiamenti di indifferenza o addirittura di entusiasmo verso la persecuzione, o al contrario le scelte di soccorso verso i perseguitati, puntando in particolare l’attenzione su ciò che successe a Novara il 19 settembre del 1943, e sulle vittime di quegli arresti. Come la cittadinanza si interrogò sulla Shoah, dopo la Liberazione? Quale ascolto ebbero gli ebrei sopravvissuti? Che cosa resta oggi di quella memoria?

Voci di donne in Piemonte

Negli 80 anni della Repubblica

di Elisabetta Dellavalle

editore: Interlinea

pagine: 96

Negli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne si ricordano figure femminili piemontesi vissute tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Duemila che, con le loro scelte e il loro coraggio, hanno contribuito – in alcuni casi pagando con la vita – alla nascita dello stato democratico. Sono partigiane, intellettuali, artiste, medici, lavoratrici e non solo: queste donne, alcune immeritatamente dimenticate, si sono battute con la voce e con le azioni per gli ideali di libertà e di uguaglianza nella convinzione che ognuna di loro: «può entrare nella vita politica del paese. Come ha saputo lottare durante la guerra di Liberazione, capace di continuare il suo cammino verso la ricostruzione».

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