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Giovanni Parrini

Giovanni Parrini
autore
Interlinea
Giovanni Parrini è nato a Firenze, dove vive e lavora. Ha una laurea in Ingegneria meccanica. I suoi lavori poetici, già presenti e premiati in vari concorsi letterari, sono stati poi composti e organizzati in due libri: il primo, dal titolo Nel viaggio (LietoColle, Faloppio 2006) con prefazione di Neuro Bonifazi; il secondo, Tra segni e sogni, è uscito sempre nel 2006 per i tipi di Manni, con prefazione di Maurizio Cucchi. Quest’ultimo libro è stato presentato nel novembre dello stesso anno su “Scuola di Poesia”, la rubrica che lo stesso Cucchi cura per la rivista “Specchio”, il mensile di “La Stampa” di Torino, dove l’autore aveva precedentemente pubblicato una poesia intitolata Scorribande natalizie (numero 401 della rivista). Tra segni e sogni ha inoltre avuto alcune recensioni, fra cui quella curata dall’italianista Monica Venturini, pubblicata sulla rivista “Caffè Michelangelo” (3, settembre-dicembre 2007). Altri suoi testi appaiono in varie riviste, fra cui “Atelier”, “Bollettino ’900” (del dipartimento di italianistica dell’Università di Bologna), oltre alla già citata “Caffè Michelangelo”.

Libri dell'autore

Nell'oltre delle cose

di Giovanni Parrini

editore: Interlinea

pagine: 68

Giovanni Parrini, già presente e premiato in vari concorsi letterari per i suoi lavori poetici, riunisce qui una nuova silloge in cui ripropone una conoscenza disposta a cantare l’oggettiva consistenza del visibile, ripercorrendo a ritroso la sua parcellizzazione nell’infinitamente piccolo, per poi cogliere nel silenzio del «suo fitto gerundio» l’imprevisto irrompere di una diversa meccanica, che sfugge alle misurazioni scientifiche. Proprio dal ciclo universale della vita, nel modo di comportarsi di atomi lucreziani, scaturisce così un’altra forma di visione dell’invisibile, che sussulta per la bellezza del creato, non rispetta le coordinate spazio-temporali e non cessa di interrogarsi sul mistero del vivere e del morire. Circoscritto nel cerchio di questa identità speculare, il libro si annuncia già nel titolo come il frutto di questo continuo scarto tra l’esatta e dimostrabile consistenza scientifica delle «cose» e il suo sconfinare di là dalla siepe che dell’ultimo orizzonte il guardo esclude: «proprio qui, / nell’oltre, / l’infinito».
 

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