10 giugno 1924: Matteotti assassinato

Da "Doppiozero", Enrico Palandri su Il consenso e la forza di Giacomo Matteotti, con un saggio di Francesca Rigotti
«La Rigotti è molto brava anche ad analizzarne la retorica che infatti, per tutti gli italiani (anche quelli di destra) è diventata sinonimo di un linguaggio tronfio e ridicolo.
Il disgusto per Mussolini è del resto ampiamente condiviso e bastino per tutti le belle pagine che ha scritto Elsa Morante dopo la sua fucilazione.
Più inquietante per me è stato rivedere il ruolo di Antonio Gramsci, sottolineato sia da Grasso che dalla Rigotti. È difficile non amare Gramsci, le lettere dal carcere al figlio Delio, la finezza di molti suoi giudizi letterari. Tuttavia, la definizione che dà di Matteotti come “pellegrino del nulla” ritorna come un’eco a vergogna del leader comunista».
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Il consenso e la forza
L’ultimo discorso del 30 maggio 1924
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