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"Ascoltiamo i giovani E chiediamo loro che cos'è la felicità"

Recensione di: Ascoltami
12.01.2021
Da "Il Piccolo", Mimma Caligaris sul libro Ascoltami. La generazione Z e il dialogo con il mondo adulto di Fulvia Guazzone

«"Avrei potuto intitolare il libro 'Ascoltateci', perché i giovani chiedono questo. Lo stacco generazionale è sempre più accentuato. Gli adulti sembrano essere troppo concentrati sulla lacunosità dei ragazzi, quasi infastiditi dalla loro indifferenza, li considerano senza entusiasmi e passioni. È l'approccio di chi forse ha dimenticato quanta incertezza c'è nell'adolescenza e anche quella sensazione di inadeguatezza verso gli impegni scolastici e le pretese di familiari e amici. La generazione Z si sente spesso vulnerabile e, per proteggersi, si isola».

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Ascoltami

La generazione Z e il dialogo con il mondo adulto

di Fulvia Guazzone

editore: Interlinea

pagine: 120

Una finestra, non filtrata dal punto di vista adulto, sul mondo dei giovani, la cosiddetta generazione Z. Una testimonianza e un’indagine sulla base dell’esperienza del FestivaldeiGiovani® creato dall’autrice e della piattaforma social NoiSiamoFuturo®. Una chiave attraverso cui gli adulti possono, in una dimensione di dialogo, ascoltare i figli, evitando i giudizi affrettati e gli atteggiamenti paternalistici, per renderli attivi protagonisti delle proprie scelte e del proprio futuro. Perché i ragazzi «hanno storie da raccontare, opinioni da esprimere, e sogni da colorare».Un brano del libro:«Quante storie sono racchiuse in quei silenzi, in quegli sguardi un po’ sfuggenti, talvolta difficili da afferrare. Molti adulti rimproverano ai giovani di non saper dialogare: non solo tra di loro, coetanei, ma proprio con gli adulti, genitori o insegnanti o altro che siano. E sono esasperati dalla laconicità dei giovani, urtati dalla loro indifferenza, preoccupati dalla loro mancanza di entusiasmo e di passioni. A volte sono perfino impauriti dalle loro reazioni aggressive, tanto brevi quanto violente.Ma cosa c’è sotto questa superficie? Direi un urgente, prorompente desiderio di essere ascoltati, e ancora prima interpellati, infine capiti. Nei modi giusti, nei loro modi, è ovvio. Usando anche il loro linguaggio, rispettando i loro tempi».

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