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Il primo libro sul lino e le donne tra Salone del libro e Normandia

Il primo libro sul lino e le donne tra Salone del libro e Normandia Il primo libro sul lino e le donne tra Salone del libro e Normandia
Il primo libro sul lino e le donne tra Salone del libro e Normandia

Originale opera della scrittrice argentina María Josefina Cerutti promossa da Linificio e Canapificio Nazionale tra storia e sostenibilità attuale per Interlinea: anteprima il 15 maggio al Lingotto e presentazione il 3 luglio a Veules-les-Roses

Sul lino, fibra dalla storia lontanissima in cui le donne hanno avuto un ruolo cruciale, mancava un libro di taglio letterario come Eulin. Storie di donne e di lino di María Josefina Cerutti, edito da Interlinea in collaborazione con Linificio e Canapificio Nazionale – il principale filatore europeo – con edizione francese promossa da Terre de Lin. Nel volume la scrittrice argentina, cui si deve il precedente Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura, ripercorrele origini cherisalgono a oltre 30 000 anni fa: l’anteprima è fissata al Salone internazionale del libro di Torino, al Lingotto Fiere, venerdì 15 maggio alle 12,45 nella sala Indaco del padiglione Oval, con moderazione di Marta Marin e interventi di Luca Vignaga e Giorgio Rondi, al quale si deve nel libro un’appendice storica scritta con Jean Marc Hémeryck. Dopo altre presentazioni italiane seguirà, venerdì 3 luglio a Veules-les-Roses (in Normandia, dove cresce ancora oggi la maggior parte degli steli di lino d’Europa), la presentazione dell’edizione francese sostenuta da Terre du lin – la principale cooperativa francese di produttori di fibra – all’interno del festival du Lin alle ore 18 nella libreria Zulma di 1 rue Gabriel Marty.

María Josefina Cerutti, italoargentina, pronipote di Emanuele Cerutti nato nel 1864 a Borgomanero, in provincia di Novara, è nata a Mendoza, ai piedi delle Ande. Si è laureata in Sociologia a Buenos Aires e a Trento con due tesi sul ruolo degli emigrati italiani nel mondo del vino e da allora si è dedicata a studiare l’emigrazione italiana in Argentina. María Josefina continua a scrivere anche su varie testate di Buenos Aires, si dedica alla diffusione della cultura e della letteratura del vino e insegna yoga all’Università Nazionale delle Arti di Buenos Aires. Ha pubblicato Ni ebrias, ni dormidas, las mujeres en la ruta del vino, Buenos Aires, Planeta 2012 e Casita Robada, Buenos Aires, Sudamericana 2016, edito da Interlinea come Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura (2019).
Come si legge nel volume Eulin, «senza le donne ai telai non ci sarebbero state le armature di lino di Alessandro il Grande, la sacra Sindone, le vele della Amerigo Vespucci». È una chanson de toile, il genere medievale francese in cui le donne cantavano mentre tessevano. Le donne che vi compaiono – Cleopatra, Inanna, Penelope, Eulin, Lisistrata, Cassandra, Rebecca, le Sibille, Christine de Pizan – non sono figure retoriche. Sono estimatrici di un sapere che l’occidente ha a lungo relegato ai margini. Eulin che ispira il titolo è “colei che fila bene il lino” in un’iscrizione riferita al corredo della tomba etrusca dell’Orsa, forse la testimonianza alfabetica più antica dell’occidente antico al riguardo.
Questa fibra europea per eccellenza è anche al centro della nascita delle corporazioni nelle Fiandre e delle lotte delle tessitrici in Irlanda. Ma anche negli ultimi decenni il tessuto è tornato a essere molto richiesto nella moda e nell’arredamento, non solo per una questione di attenzione alla sostenibilità e alla qualità del prodotto, legato a una tradizione antichissima. È una lunga storia che in questo libro viene raccontata come un romanzo illuminando in particolare le figure di donne che nel lino hanno riconosciuto sempre il simbolo della loro grazia.

Scrive nell’introduzione Davide Favrin, del Linificio e Canapificio Nazionale, «Eulin. Storie di donne e di lino è un libro scritto con una sua struttura che imita l’intreccio del telaio: fili dell’ordito che sono la storia (Mesopotamia, Egitto, Israele, Etruria, Grecia antica, Roma); fili della trama che sono la poesia, la voce, la presenza dell’autrice nella fibra che descrive. Non è un’operazione semplicemente decorativa. Si tratta di un’opera introspettiva che tocca alcuni passi della storia dell’umanità attraverso questa nobile fibra. Ma c’è qualcosa di più, che il mercato attuale ha riscoperto negli ultimi anni e che questo libro racconta nella seconda parte dove Giorgio Rondi e Jean Marc Hémeryck analizzano passato, presente e futuro di questa fibra: il lino è la fibra più sostenibile che abbiamo. Cresce senza irrigazione. Lasciando il terreno più ricco di alcuni humus. Non produce scarti: il seme diventa olio, il canapulo diventa isolante, persino le fibre corte trovano uso nell’industria della carta. È una pianta che non chiede; restituisce tutto. In un momento in cui il tessile è sotto pressione per il suo impatto ambientale, il lino è una delle poche risposte credibili, non per moda, ma per struttura. Il lino ha attraversato i secoli perché è nato per durare o, usando una bellissima parola francese, pour la pérennité».

La storia del Linificio e Canapificio Nazionale (società benefit del gruppo Marzotto con sede a Villa D’Almè, in provincia di Bergamo) è fatta di creatività italiana, vocazione alla bellezza, amore per la tradizione e il territorio. È una storia di produzione ininterrotta del lino lunga 150 anni, e per questo unica al mondo. Tutto ha inizio il 14 gennaio 1873 grazie all’intuizione di un illuminato imprenditore di nome Andrea Ponti, che riunì l’opificio di Fara Gera d’Adda a quello di Cassano, a cui si aggiunse dal 1920 quello di Villa d’Almè. Dalla fusione nacque la manifattura destinata a diventare la più importante società al mondo per la lavorazione della canapa e del lino. Di recente la società è stata insignita di due premi importanti: “100 Eccellenze Italiane" e “100 Ambasciatori Nazionali”.

 

Eulin

Storie di donne e di lino

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 264

Il lino è un tessuto dalla storia lontanissima in cui le donne hanno avuto un ruolo cruciale. Le origini risalgono a oltre 30 000 anni fa. Nell’antico Egitto il lino era largamente usato per abbigliamento, lenzuola e bende funerarie, simboleggiando purezza e status sociale. Il lino, fibra europea per eccellenza, è anche al centro della nascita delle corporazioni nelle Fiandre e delle lotte delle tessitrici in Irlanda. Ma anche negli ultimi decenni questo tessuto è tornato ad essere molto richiesto nella moda e nell’arredamento, anche per una questione di attenzione alla sostenibilità e alla qualità del prodotto, legato a una tradizione antichissima. È una lunga storia che in questo libro viene raccontata come un romanzo illuminando in particolare le figure di donne che nel lino hanno riconosciuto sempre il simbolo della loro grazia.In collaborazione con Linificio e Canapificio Nazionale, con edizione francese promossa da Terre de Lin.

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