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La lunga notte di Exilles

Recensione di: La lunga notte di Exilles
25.05.2018
Da "La Bisalta" su La lunga notte di Exilles di Laura Mancinelli

«Tra l'estate del 1707 e quella del 1708 la buona società exillese si anima per allestire una sacra rappresentazione in onore di San Rocco, da cui tutti si attendono qualcosa. Il parroco don Giasset spera di distrarre la sua amante, la vedova Ballon, dalla divisa rossa di un ufficiale francese; la locandiera Léontine intravede lauti incassi grazie all'arrivo di forestieri; Lionette sogna di trovare un buon partito per la figlia; tutti intravedono i futuri guadagni. Ma sarà la Storia a cambiare i destini di ognuno. E ...passata la festa, a mano a mano che gli ufficiali francesi rientravano al forte cantando,ubriachi e felici, un braccio con una manica azzurra li prendeva, li disarmava e li chiudeva in una camera...
Subito tutti pensarono a uno scherzo poi qualcuno cominciò a ricordare quel braccio vestito d'azzurro. Nel raccontare con una scrittura ironica e maliziosa il dilagare settecentesco delle sacre rappresentazioni Laura Mancinelli ricorda un importante fatto storico: la conquista,senza colpo ferire, del forte di Exilles da parte dei Savoia...»

La lunga notte di Exilles

di Laura Mancinelli

editore: Interlinea

pagine: 144

Agli albori del 1700 la piccola comunità di Exilles è in fermento per la preparazione di una Sacra Rappresentazione in onore di san Rocco da cui tutti si attendono qualcosa: il parroco don Giasset spera di distogliere la sua amante, la vedova Ballon, dalle attenzioni di uno degli ufficiali francesi che presidiano il forte; la locandiera Léontine di aumentare gli incassi con l’arrivo dei forestieri; zia Lionette di maritare sua figlia. Tra preparativi e problemi organizzativi, mentre apparizioni e miracoli non sempre autentici accendono sia la fede sia i pettegolezzi, Laura Mancinelli (germanista, traduttrice di classici e narratrice di successo, da I dodici abati di Challant ad Amadé) tratteggia con ironia il ritratto di una minuscola società di montagna, lontana dalle mode cittadine cui però aspira e dai giochi di potere in cui si trova suo malgrado immersa. Ma sarà la Grande Storia a cambiare il destino di ognuno.

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