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La lunga notte di Exilles

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La lunga notte di Exilles
titolo La lunga notte di Exilles
autore
Argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa italiana
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
Collana Biblioteca di narrativa, 33
marchio Interlinea
Editore Interlinea
Formato Libro
Pagine 144
Pubblicazione 2018
ISBN 9788868571429
 
Promozione valida fino al 31/12/2021
12,00 11,40
 

Disponibile anche nel formato

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Agli albori del 1700 la piccola comunità di Exilles è in fermento per la preparazione di una Sacra Rappresentazione in onore di san Rocco da cui tutti si attendono qualcosa: il parroco don Giasset spera di distogliere la sua amante, la vedova Ballon, dalle attenzioni di uno degli ufficiali francesi che presidiano il forte; la locandiera Léontine di aumentare gli incassi con l’arrivo dei forestieri; zia Lionette di maritare sua figlia. Tra preparativi e problemi organizzativi, mentre apparizioni e miracoli non sempre autentici accendono sia la fede sia i pettegolezzi, Laura Mancinelli (germanista, traduttrice di classici e narratrice di successo, da I dodici abati di Challant ad Amadé) tratteggia con ironia il ritratto di una minuscola società di montagna, lontana dalle mode cittadine cui però aspira e dai giochi di potere in cui si trova suo malgrado immersa. Ma sarà la Grande Storia a cambiare il destino di ognuno.
 

Biografia dell'autore

Laura Mancinelli

Laura Mancinelli è nata a Udine nel 1933 ed è scomparsa nel 2016 a Torino, dove ha compiuto gli studi. Laureata in Lettere, ha intrapreso la carriera universitaria dedicandosi prevalentemente alla letteratura tedesca medievale. Ha insegnato a Sassari e a Venezia, dove ha conseguito la cattedra di filologia germanica. Chiamata alla medesima cattedra presso l’ateneo di Torino, vi ha insegnato fino al 1996, anno in cui è stata costretta ad andare in pensione a causa di una malattia invalidante. Le sue ceneri sono state tumulate a Exilles in Val di Susa, dove la scrittrice ha ambientato il suo romanzo La lunga notte di Exilles. Negli ultimi anni alla produzione scientifica ha infatti affiancato scritti di carattere narrativo.
Tra le opere scientifiche segnaliamo la cura dei testi I Nibelunghi (Einaudi, Torino 1972), Tristano di Gottfried (ivi, 1984), Gregorio. Il povero Enrico di Hartmann von Aue (ivi, 1989); e i saggi Il messaggio razionale dell’avanguardia (ivi, 1978) e Da Carlomagno a Lutero. Storia della letteratura tedesca medievale (Bollati Boringhieri, Torino 1996).   
Tra le opere di carattere narrativo si segnalano i romanzi di ambientazione medievale I dodici abati di Challant (Einaudi, Torino 1981; tradotto in polacco presso le edizioni Petra e in portoghese presso le edizioni Teorema); Il miracolo di Santa Odilia (ivi, 1989); Gli occhi dell’imperatore (ivi, 1993; anche in edizione per ipovedenti in corpo 16 presso L’Angolo Manzoni di Torino); questi tre romanzi sono contenuti anche nella trilogia medievale pubblicata negli “Einaudi Tascabili”, Torino 1995; I tre cavalieri del Graal (ivi, 1996); Il principe scalzo (ivi, 1999).
Tra i romanzi e i racconti di carattere vario invece troviamo La casa del Tempo (Piemme, Casale Monferrato 1993); I racconti della mano sinistra (ivi, 1994); Il fantasma di Mozart (Einaudi, Torino 1986; anche in traduzione francese presso le edizioni Salain, in catalano presso Bullent e in tedesco presso Arche); Amadé (L’Argonauta, Latina 1990; poi in Il fantasma di Mozart, nell’edizione successiva: Einaudi, Torino 1994; infine Interlinea, Novara 1999; tradotto in francese presso le edizioni Salain e in tedesco presso le edizioni Arche); Raskolnikov (Einaudi, Torino 1996; tradotto in tedesco presso le edizioni Arche); Notte con Mozart, testo teatrale (L’Argonauta, Latina 1991; più volte rappresentato in Francia e a Torino nel giugno 1999); Attentato alla Sindone (Einaudi, Torino 2000); La musica dell’isola (Interlinea, Novara 2000); La Sacra Rappresentazione, ovvero Come il forte di Exilles fu conquistato ai francesi (ivi, 2001); Biglietto d’amore (ivi, 2002); I colori del cuore (ivi, 2005); Un misurato esercizio della cattiveria (ivi, 2005); Il ragazzo dagli occhi neri (ivi, 2007); Il codice d’amore (ivi, 2008); Due storie d’amore (ivi, 2011); Un peccatore innocente (ivi, 2013).
Tra i romanzi poliziesco-umoristici (“I casi del capitano Flores”) ci sono invece Il mistero della sedia a rotelle (Einaudi, Torino 1997); Killer presunto (ivi, 1998), Persecuzione infernale (ivi, 1999); I fantasmi di Challant (ivi, 2004); Il “Signor Zero” e il manoscritto medievale (ivi, 2006); Gli occhiali di Cavour (ivi, 2009). 
 

Un brano del libro

Don Giasset aveva aspettato con impazienza che la notte senza luna scendesse sulla città di Exilles. Quando, affacciatosi alla finestrella sul retro della canonica, vide che le tenebre avevano inghiottito tutto, l’orto, il cimitero e persino le montagne al di là della Dora, uscì silenziosamente dalla porticina che dava sulle aiuole di ortaggi, le attraversò facendo ben attenzione a non calpestare carote e lattughe, e richiuse alle sue spalle il cancelletto di legno, che serviva più per segnalare i confini della canonica che per difendere i prodotti da eventuali furti. E chi avrebbe avuto interesse a rubare cavoli e patate, dal momento che tutti avevano il loro orticello, e quando veniva la gelata veniva per tutti?
Se don Giasset uscì più in fretta del solito dalla canonica e si avviò di corsa nelle tenebre, non era per paura delle aggressioni. E se quella notte era uscito senza lanterna, non era perché volesse tenere segreta la sua relazione con la vedova Ballon, da anni nota a tutto il paese.
Del resto erano molti i cittadini di Exilles che si aggiravano furtivi nel buio, diretti per i loro amori clandestini a qualche fienile, non essendo toccata loro la buona sorte di avere per amica una vedova ancor giovane, ricca e piacente come quella di don Giasset. E tutti scivolavano lungo i muri senza lume, come coloro che il paese lo conoscevano pietra per pietra: tutti erano abituati a muoversi e a fare quello che dovevano o volevano col solo ausilio degli occhi, in quei tempi di buio, in cui l’illuminazione stradale non esisteva neppure nella fantasia, e anche nelle case si approfittava della luce del sole finché c’era, e poi di mozziconi di candele e lumini a olio solo se era proprio indispensabile per non infilarsi un coltello nel posto sbagliato.
È vero che accadevano a volte degli strani incidenti, come quello capitato a un certo signore, non più giovane ma ancora valido, che una notte aveva deciso di portare in dono alla sua bella una toma, la più grossa della dispensa e maturata al punto giusto. Non ci sono noti i motivi del regalo, eccezionale se si considera l’avarizia di quel signore, di cui avremo occasione di parlare più avanti, avarizia talmente acuta che alla sera, per cena, tagliava personalmente una fetta sottilissima di toma per ogni familiare, e subito richiudeva a chiave la dispensa.
È noto invece che la moglie, tradita, derubata e stanca di sopportare l’avarizia di un marito fedifrago – fedifraghi lo erano quasi tutti a quei tempi, forse perché non esistevano altri diversivi alla fatica quotidiana – che però era disposto a sottrarre alla dispensa domestica un’intera forma di cacio per farne dono alla rivale, uscì silenziosamente anche lei quella sera subito dopo il marito, ben avvolta nel suo scialle, e prendendo una scorciatoia precedette l’altra al fienile. Giunse l’adultero complimentandosi con la donna per la sua puntualità, inconsueta poiché l’amante, per meglio accendere le voglie dell’uomo, era solita farsi attendere anche mezz’ora. Sbrigata in fretta la faccenda tra scialle e tabarro, per via del freddo che in quelle montagne si fa sentire anche nelle notti d’aprile, l’uomo consegnò la toma alla donna, che svelta si allontanò nascondendola sotto lo scialle, e arrivò a casa prima del marito. La sera dopo, mentre il padrone di casa si accingeva a tagliare le solite fettine sottili, la donna tirò fuori la “sua” toma, e ne tagliò una bella fetta per ciascuno. Allo sguardo stupito dell’uomo rispose molto sussiegosa: «Questa me la sono guadagnata io». E furono le ultime parole che rivolse al marito. Dopo di che vissero insieme molti anni. Nel silenzio.

Rassegna stampa per La lunga notte di Exilles

Da "La Bisalta", su "La lunga notte di Exilles" di Laura Mancinelli

Notizie che parlano di: La lunga notte di Exilles

Il ritratto di una minuscola società di montagna di inzio '700, lontana dalle mode cittadine cui però aspira e dai giochi di potere in cui si trova suo malgrado immersa.

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Cappella di San Rocco, il 25.08.2018 alle ore 20.30, Exilles (TO), Exilles (TO)
Cappella di San Rocco, il 15.08.2018 alle ore 20.30, Exilles (TO), Exilles (TO)
Cappella di San Rocco, il 14.07.2018 alle ore 20.30, Exilles (TO), Exilles (TO)
Salone internazionale del Libro di Torino, il 12.05.2018 alle ore 13.00, Lingotto, via Nizza 280, Sala Argento, Torino
Circolo dei Lettori, il 06.03.2018 alle ore 18.00, via Bogino 9, Torino

Tutti tornarono alle loro case con gli animi divisi tra l’attesa della festa, che avrebbe rotto la monotonia della vita paesana e in cui tutti speravano un vantaggio, e la preoccupazione delle spese che avrebbe comportato

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