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Le chiavi per capirlo "Nei suoi romanzi molta autoironia e perfezionismo"

24.03.2020
Da "La Provincia Pavese", Maria Grazia Piccaluga  su "La scrittura infinita di Alberto Abrasino" di Clelia Martignoni , Elisabetta Cammarata , Cinzia Lucchelli

« Arbasino, spiega la filologaClelia Martignoni, "non è scrittore di lettura immediata, tutt'altro, grazie ai tasselli culturali colti (sua cifra distintiva), desunti da tutte le arti e culture, con mescolanza progettuale". E allora come addentrarsi nella lettura delle sue numerose opere? "Servono alcune chiavi. La prima è certamente l'ironia – dice Martignoni, tra gli autori per Interlinea di "La scrittura infinita di Alberto Arbasino " –. Ironia e autoironia. È stato sempre un narratore di tipo sperimentale e umoristico, attratto dal genere brillante, antidrammatico e antisentimentale. Ha sempre preferito ironia e sberleffi, respingendo intimità, psicologia, introspezione con l'arma del riso e della satira". Impossibile applicargli un'etichetta univoca. "E' stato un intellettuale molto mobile: legato alla tradizione ma anche innovativo; colto ma anche informatissimo di ogni forma di cultura popolare". Autore di romanzi saggi a vocazione enciclopedica.»

La scrittura infinita di Alberto Arbasino

di Elisabetta Cammarata, Cinzia Lucchelli e Clelia Martignoni

editore: Interlinea

pagine: 128

I saggi contenuti in questo libro analizzano l'opera di Arbasino a partire dal suo libro più importante e celebre, Fratelli d'Italia

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