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Le note del violino di Auschwitz nel Salone d'oro della Marazza

Rassegna stampa
14.02.2020
Da "Novaraoggi Gionale di Arona" su "Il violino di Auschwitz" di Anna Lavatelli

«Il testo racconta la storia vera di Eva Maria Levy, una giovane torinese di fede ebraica che venne deportata ad Auschwitz e che, nel campo, riuscì a entrare nella famosa orchestrina che allietava le cene dei nazisti perché si era portata il violino. Quando il violino si ruppe, la giovane andò incontro alla sua sorte. La storia della giovane è stata ricostruita proprio partendo dal suo violino, che è stato restaurato dopo essere stato riportato in Italia dal fratello di Eva Maria: anche lui era stato deportato, ma riuscì a salvarsi. E' stato l'attuale proprietario dello strumento musicale a ricostruirne la storia, partendo da un biglietto che ha trovato incollato al suo interno. Il biglietto reca la scritta "Der Musik macht frei", ("La musica rende liberi", facendo il verso alla tristemente celebre frase che campeggia sul cancello del campo di concentramento polacco).»

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