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Le note del violino di Auschwitz nel Salone d'oro della Marazza

Recensione di: Il violino di Auschwitz
14.02.2020
Da "Novaraoggi Gionale di Arona" su "Il violino di Auschwitz" di Anna Lavatelli

«Il testo racconta la storia vera di Eva Maria Levy, una giovane torinese di fede ebraica che venne deportata ad Auschwitz e che, nel campo, riuscì a entrare nella famosa orchestrina che allietava le cene dei nazisti perché si era portata il violino. Quando il violino si ruppe, la giovane andò incontro alla sua sorte. La storia della giovane è stata ricostruita proprio partendo dal suo violino, che è stato restaurato dopo essere stato riportato in Italia dal fratello di Eva Maria: anche lui era stato deportato, ma riuscì a salvarsi. E' stato l'attuale proprietario dello strumento musicale a ricostruirne la storia, partendo da un biglietto che ha trovato incollato al suo interno. Il biglietto reca la scritta "Der Musik macht frei", ("La musica rende liberi", facendo il verso alla tristemente celebre frase che campeggia sul cancello del campo di concentramento polacco).»

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 88

Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera.

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