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Lo straniamento sconfina a volte nella rivelazione

Recensione di: Spore
03.06.2020
Da "Il Manifesto", Niccolò Nisivoccia su Spore di Angelo Gaccione

«La testimonian­za di un'esistenza rappresenta sempre un valore in sé, sembra voler dire Gaccione: tanto per chi la rende, perché ogni vita è una caccia al tesoro, perché ogni esperienza ha bisogno di essere assimilata, dopo essere stata vis­suta; quanto per chi l'ascolta, per il fatto di potervisi riconoscere»

Spore

di Angelo Gaccione

editore: Interlinea

pagine: 88

«Esatti come proverbi» ha definito questi componimenti Alessandro Zaccuri, costruiti con effetti di straniamento che sconfinano non di rado nella rivelazione. A sua volta lella costa ne sottolinea la sonorità e lo sguardo sempre consapevole. Spore si rivela una lettura «umanissima e sapienziale, capace di toccare la parte più sensibile e profonda del lettore».  

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