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Tra pecore e pastori emerge il nostro tempo

Recensione di: Vite da presepe
05.01.2020
Dal "Sole 24 Ore" Giuseppe Lupo su Vite da presepe di Andrea Kerbaker

«Kerbaker affida a vare statuine parlanti il compito di rappresentare la condizione del nostro tempo, quella particolare condizione che in uno dei racconti trova la sua definizione nell’ipocrisia della Storia, quando una delle statue si lancia in un'affermazione che lascia tutti perplessi: «noi siamo convocati soltanto per recitare la commedia del bene».

Vite da presepe

di Andrea Kerbaker

editore: Interlinea

pagine: 128

Aprire questo libro è come trovarsi nel bel mezzo di una notte di dicembre, quando le statuine di un presepe di casa narrano la propria storia. Sono piccole tranches de vie che non assomigliano affatto all’agiografia del presepe spesso retorica e buonista. C’è “la pecorella sbagliata”, che arriva da un gioco per bambini e irrompe in mezzo alle eleganti colleghe del presepe, il ladro destinato a incontrare Gesù, la statuina del panettiere con troppo fiuto per gli affari, le lavandaie con le loro storie, il re mago destituito e persino un postino. Ironia e tenerezza fanno assaporare, in una lettura che non ha fretta, il gusto dolce, antico e sempre nuovo, del Natale, con molti spunti di attualità.  

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