Angelini, don Cesare, nasce ad Albuzzano nel 1886, in quella campagna pavese alla quale sempre rimarrà legato. Sesto figlio di una famiglia contadina, studia presso il seminario vescovile di Pavia: ne uscirà sacerdote nel 1910. In questa data raggiunge monsignor Cazzani, suo docente di lettere del liceo – dal 1904 vescovo a Cesena – in qualità di suo segretario particolare. È l’ambiente cesenate a consentire al giovane Angelini di stringere i rapporti con Renato Serra, primo a riconoscergli una «svagata passioncella per le lettere» e ad avviarlo alla collaborazione con varie testate (“Romagna”, “La Ronda”). Sarà ancora Serra a introdurre Angelini a De Robertis, consentendogli la collaborazione con “La Voce”. Proprio su questa rivista escono i primi articoli in cui Angelini traccia le linee guida del suo pensiero critico, oltre a una certa opposizione al metodo crociano. Angelini resterà sempre legato alla figura di Serra.
Nel primo conflitto mondiale Angelini è volontario cappellano degli alpini in val Braulio; seguono brevi periodi di servizio in Tirolo e in Albania. Con la fine della guerra rientra a Pavia dedicandosi all’insegnamento in seminario. Dal 1920 la firma di Angelini compare su riviste e quotidiani di chiara fama, tra cui “Il Resto del Carlino” e “Il Corriere della Sera”.
Corre il 1939 quando Angelini è nominato rettore dell’Almo Collegio Borromeo, carica che detiene fino al 1961. In questi anni ospita prestigiosi nomi della cultura del Novecento, tra cui Marinetti, Croce, Papini, Bo, Prezzolini, Contini, Ungaretti, Quasimodo. Il Collegio diviene, dal 1946, culla dei “Saggi di umanismo cristiano”, rivista diretta da Angelini volta a riconoscere il fondamento cristiano di culture non confessionali.
Spentosi nella sua Pavia il 27 settembre 1976, riposa nel cimitero di Torre d’Isola.
Angelini, al quale l’Università di Pavia riconosce la laurea honoris causa in lettere nel 1964, è figura poliedrica di religioso, scrittore e critico, autore e curatore di decine di testi, tra cui spicca il settore dedicato alla critica manzoniana: tra gli altri, Il dono del Manzoni (Vallecchi, Firenze 1924), Invito al Manzoni (La Scuola, Brescia 1936), Capitoli sul Manzoni vecchi e nuovi (Mondadori, Milano 1966), Variazioni manzoniane (Rusconi, Milano 1974).
Tra le pubblicazioni di materia religiosa si segnala una collaborazione con il cardinale Giovanni Battista Montini (La Madre del Signore, 1958), futuro papa Paolo VI.
Infine, molto è il materiale lasciatoci dall’Angelini epistolografo, di cui sono editi diversi volumi, tra cui si ricordano I doni della vita (Rusconi, Milano 1985) con corrispondenti varî oltre ai molti indicati in Appendice. La sua biblioteca è confluita in quella del seminario vescovile di Pavia, le sue carte sono custodite presso il Centro Manoscritti della stessa città.