«L’idea del tempo eventualmente perduto provoca in noi una costante inquietudine ogni volta che guardiamo indietro. Perduto sarebbe il tempo in cui non avessimo vissuto da uomini». Così scriveva il teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer in una memoria indirizzata ai suoi amici, membri della resistenza al nazismo, tre mesi prima dell’arresto, il 5 aprile 1943. La sua vita in carcere e il suo martirio, due anni dopo, all’età di 39 anni, costituiscono il culmine della sua testimonianza di autentico discepolo del Vangelo. Ne fa parte un’eroica lotta per “salvare il tempo” con tutti i mezzi che la sua forte personalità ha saputo mettere in campo, ricostruita dall’autore in questo appassionante percorso che può diventare un piccolo manuale di sopravvivenza in tempi ostili.
Biografia dell'autore
Alessandro Andreini
Alessandro Andreini è presbitero della Comunità di San Leolino e parroco di Santa Maria Assunta a Panzano in Chianti. È docente di Religious Studies presso la Gonzaga University di Firenze. Ha pubblicato Dietrich Bonhoeffer. L’etica come confessione (Paoline, Milano 2001). È redattore di “Feeria. Rivista per un dialogo tra esodo e avvento” ed è incaricato per la pastorale universitaria della Conferenza Episcopale Toscana. È stato membro del Comitato Nazionale per il Centenario della nascita di don Lorenzo Milani. La sua ricerca si concentra sulla comprensione delle prospettive del concilio Vaticano II, sulla letteratura e la spiritualità del Novecento e sulle sfide a cui sono chiamati i credenti nell’odierno “cambiamento d’epoca”.








