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Luca Villani

Luca Villani
autore
Interlinea

Luca Villani, architetto vercellese, dal 1986 è contitolare dello studio Enrico Villani e Luca Villani Architetti. Si è occupato di restauro (tra i lavori più importanti, il restauro di Palazzo Birago di Borgaro, ora sede della Camera di Commercio di Torino, i restauri al Santuario di Oropa, il Museo del Tesoro del Duomo in Vercelli, i restauri delle maniche medioevale e settecentesca dell'antico Monastero di Santa Chiara, di Palazzo Centori e dell’Ex Macello in Vercelli, e per la sede della Agenzia di Pollenzo, Accademia del Gusto, Banca del Vino e struttura alberghiera in Pollenzo Bra, i restauri al Grand Hotel Billia di Saint Vincent) ) e di progettazione e direzione lavori a scala urbana (il lungomare di Arma di Taggia e il grande sagrato della Chiesa Nuova di Oropa, esiti della vittoria di due importanti concorsi nazionali). Altre sue realizzazioni sono il Centro Logistico per YKK Italia a Prarolo e il Centro di Rieducazione Funzionale dei Silenziosi Operai della Croce in Moncrivello, e il Centro Diurno Psichiatrico per ASL VC. Con il padre Enrico, scomparso nel 2016, ha firmato, sin dai primi anni novanta, il progetto di restauro dell’alloggio napoleonico e della corte di Palazzo Avogadro. Recentemente approfondito il tema dei restauri dei fronti monumentali. Come fotografo ha pubblicato per Priluli&Verlucca, Editori Vecchia Sardegna (Ivrea 1979) e Tra Filande e Risaie (Ivrea 1989)

Libri dell'autore

Napoleone a palazzo Avogadro della Motta

Narrazioni d’arte, storia e fantasia da una dimora vercellese

di Paolo Pomati e Luca Villani

editore: Interlinea

pagine: 136

Il 5 maggio 1821 moriva a Longwood House, nella sperduta isola britannica di Sant’Elena nel mezzo dell’oceano Atlantico, Napoleone Bonaparte, già console, poi imperatore dei francesi e re d’Italia, deposto ed esiliato. Alessandro Manzoni, appresane la notizia, lo celebrò nell’ode in cui pose in risalto tanto le gesta quanto la fragilità umana del grande condottiero, interrogandosi retoricamente sulla sua gloria militare («Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza»): una gloria che passò, lasciando terreno alla disperazione, allietata però dalla misericordia divina, che la elevò alla contemplazione della vita ultraterrena.Non è ancora stato scritto un regesto di tutti i luoghi dove passò Napoleone; l’Italia è piena di epigrafi che ne ricordano almeno una breve sosta. Anche Vercelli ne ha una, posta nell’androne di palazzo Avogadro di Collobiano e della Motta, il grandioso edificio che domina via Duomo, l’antica strada dei Nobili; Napoleone dormì nell’appartamento padronale alcune volte e tale presenza bastò per attribuire all’ambiente l’aggettivo “napoleonico”, che per traslato suggerisce valori di grandiosità e di eccezionalità. Queste pagine aiuteranno a conoscere meglio il luogo e a comprendere se la gloria sia transitata e appassita o se sia rimasta in qualche modo imprigionata nelle tappezzerie e nei mobili d’epoca.Ho per la prima volta raccontato la storia di palazzo Avogadro della Motta nel volume Case private, giardini segreti. Vercelli raccontata con la storia e la fantasia, pubblicato da Whitelight nel 2007. Il libro, arricchito dalle immagini di Angela White e dai disegni di Claudio Tambornino, vinse la menzione d’onore al premio Hanbury e fu gratificato da buone recensioni di riviste prestigiose. È stato questo, credo, il motivo per cui Carlo e Miretta Sarasso, gli attuali proprietari dell’appartamento, mi hanno incoraggiato a riprendere gli studi di questo angolo vercellese.Carlo e Miretta hanno da poco concluso la ricreazione scrupolosa del raffinato contesto aristocratico della fine del Settecento, non solo vercellese; un’operazione ben più ambiziosa (e stupendamente riuscita) del semplice lavoro di restauro e di riarredo di una casa. Hanno ritenuto che le mie parole potessero essere utili a produrre un testo a disposizione di chiunque desideri ripassare stralci di storia vercellese e conoscere qualche dettaglio su cui finora poco o nulla è stato scritto.Ancora un’anticipazione per i lettori. Nel libro si troveranno frammenti d’arte, di storia e di fantasia, in un mix di generi che spaziano dal racconto alla scheda di visita al saggio di storia. Mi sono divertito a mescolare le carte per solleticare lo stesso piacere in chi avrà la pazienza di leggere queste pagine, arricchite dalle immagini di Luca Villani, che ha curato con me questo progetto editoriale, di Mauro Porta e di altri contributori. L’analisi non può considerarsi terminata ed esaustiva; rimangono spazi e questioni inesplorati, meritevoli di approfondimento o stimolanti interpretazioni diverse da quelle fornite. È il fascino misterioso e giocoso che sprigiona ogni luogo del cuore.
 

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