Quasi paesaggi racconta il territorio con una prospettiva inedita tra immagini e letteratura all’interno della collana di architettura diretta da Matteo Gambaro del Politecnico di Milano
Quasi paesaggi. Viaggi quotidiani tra poesia e fotografia è il titolo del libro dell’architetto novarese Romina Emili, in libreria nel periodo natalizio: un’opera che racconta il territorio e l’architettura del Novarese, unendo testi poetici e fotografia per esplorare le relazioni tra la ricerca del sé e i luoghi che viviamo. L’opera, illustrata a colori, rientra nella serie editoriale “Architettura” della collana “>Alia di Interlinea diretta da Matteo Gambaro con Francesca Albani, Paolo Favole, Luca Gibello, Italo Rota e Fabrizio Schiaffonati (tra i precedenti titoli: Costruire il paesaggio, Le anime del paesaggio e Dante Bini: costruire l’utopia).
Dal testo introduttivo di Roberto Carifi: «Quasi paesaggi si presenta come un’opera matura e consapevole, frutto di un percorso di affinamento stilistico che affonda le sue radici tanto nella ricerca ermetica quanto nel richiamo del realismo letterario. La scrittura di Romina Emili si distingue per la capacità di condensare cognizioni ed emozioni in versi densi, essenziali, dove ogni parola risuona con una precisione che richiama i grandi maestri ermetici. Allo stesso tempo l’autrice non si abbandona mai a un eccesso di amore per la musica della parola in quanto tale; al contrario, sa radicare le sue liriche in una dimensione concreta, reale, che evoca le atmosfere e i paesaggi della quotidianità con spirito di terrestre adesione al mondo delle cose. Un altro elemento di grande interesse in Quasi paesaggi è il perfetto, e insieme teso, equilibrio tra le poesie e le fotografie che le accompagnano. L’accostamento delle immagini visive ai testi, per Emili che in senso stretto è prima una fotografa che una poetessa, non appare mai forzato o decorativo, ma sempre profondamente integrato con il senso delle liriche stesse. Le fotografie, infatti, sembrano ampliare l’orizzonte semantico delle poesie, offrendo una nuova prospettiva da cui osservare i paesaggi descritti. Questo affiancamento di parola e immagine crea una sinergia potente e inquieta, dove l’una arricchisce e completa l’altra, rafforzando il legame tra il mondo interiore e la realtà senza risolverlo in un semplice circuito armonioso».
«Io abito qui / nei luoghi che mi compongono / l’immaginario / e placano il mio desiderio / senza pace né soluzione» (Romina Emili in Quasi paesaggi, Interlinea, Novara 2024)
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