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La visione del mondo secondo un maestro, Vittorio Gregotti

La visione del mondo secondo un maestro, Vittorio Gregotti

 Matteo Gambaro, curatore del libro Il mestiere dell’architetto di Vittorio Gregotti edito da Interlinea, ricorda qui il grande maestro di fama internazionale, urbanista e storico dell’archiettura moderna (Novara 1927-Milano 2020).

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Vittorio Gregotti è stato un intellettuale che ha attraversato da protagonista il ventesimo secolo. Ha interpretato il mestiere di architetto coerentemente e con grande pragmatismo per oltre sessant’anni parallelamente alla attività di ricerca e d’insegnamento in qualità di professore ordinario alla IUAV di Venezia e in altre università del mondo, sempre con la convinzione della necessità di sperimentare gli esiti della ricerca, in un processo di contaminazione e scambio, con l’obiettivo finale della costruzione dell’opera architettonica.

Le sue numerose opere, dalle prime costruzioni novaresi con lo studio Architetti Associati con Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino, alle importanti committenze pubbliche e internazionali, fino alle recenti realizzazioni in Cina ne testimoniano il rigore metodologico e la coerente linea di condotta intellettuale.

Gregotti trasmette una lezione importante per le nuove generazioni di architetti che si devono misurare con una contemporaneità caratterizzata da luoghi sempre più complessi, con processi di omologazione dove è difficile percepire gerarchie, relazioni, differenziazioni funzionali tra spazi e luoghi. Una esortazione a non rinunciare alla passione per l’architettura, intesa come teoria e pratica capace di apportare contributi alla trasformazione della società.

 

Matteo Gambaro

 

Il mestiere di architetto

di Vittorio Gregotti

editore: Interlinea

pagine: 112

«Capacità di modificazione creativa e critica dello stato delle cose» sono alla base della lezione e dei ricordi di un grande maestro dell’architettura internazionale. Vittorio Gregotti, superati i novant’anni, parte dal racconto della sua formazione intellettuale e degli anni novaresi per descrivere i tratti strutturali del suo modo di intendere l’architettura e la professione di architetto. Questo libro, arricchito da una raccolta di suoi disegni (significativi per l’approccio culturale nella costruzione del paesaggio), è una esortazione a non rinunciare alla passione per l’architettura, intesa come teoria e pratica capace di apportare contributi rilevanti alla trasformazione della società, nell’idea di Gregotti che «sono l’idea di passato e di futuro a costruire insieme un frammento di verità del presente».

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