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In attesa di una rivelazione

Recensione di: Canti anonimi
22.05.2022
Da "Alias", Alberto Fraccacreta su Canti anonimi di Clemente Rebora

«Dal tempo dell'ammirevole esordio poetico l'"egual vita diversa" è, a passi brevi, in cammino verso una trascendenza ancora incrostata al muro dell'incomunicabilità. Intanto, tumultuoso arriva il thunderbolt per Sibilla Aleramo che accende la passione, non corrisposta e poi trasferita sulla pianista russa Lidia Natus con la quale il pacioso Clemente andrà a vivere al civico 3 di via Tadino, almeno fino allo scoppio della guerra (l'epilogo ufficiale della liaison è però da fissare l'8 dicembre 1919). Su tali pencolanti basi – la problematicità anche sensuale dell'amore e il trauma cranico provocato dall'esplosione di un obice mentre combatteva sul Podgora – sorgono le poesie dei Canti anonimi, stampati originariamente da "Il Convegno" nel 1922 e adesso riproposti in occasione del centenario da Interlinea, editore reboriano par excellence, con il commento di Gianni Mussini (presentazione di Pietro Gibellini, pp. 264, € 28,00)»

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Canti anonimi

di Clemente Rebora

editore: Interlinea

pagine: 264

«Dall’imagine tesa / Vigilo l’istante / Con imminenza di attesa – / E non aspetto nessuno» sono i versi di chi è in ansia aspettando qualcuno e qualcosa: forse la donna amata, forse la conversione. Clemente Rebora, dopo l’annichilimento e la strage della Grande Guerra, scrive questi Canti anonimi perché vuole cercare, nel donarsi anonimo agli altri, una ragione per continuare a vivere, per ripartire, per trovare prima o poi chi «Verrà, se resisto / A sbocciare non visto, / Verrà d’improvviso, / Quando meno l’avverto». Per la prima volta un’edizione commentata di un libro fondamentale tra le due guerre.

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