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Valerio Cirio

Libri dell'autore

Carmi e compasso

Giuseppe Zanoia abate, letterato e architetto (1752-1817)

a cura di Lino Cerutti, Valerio Cirio, Marziano Guglielminetti, Laura Nay

editore: Interlinea

pagine: 96

Quale importanza abbia avuto la persona e l'opera del canonico Zanoia, omegnese illustre, fra Settecento e Ottocento, in Milano, è più che sufficientemente documentato nei contributi raccolti in questo volume. Nei saggi qui pubblicati trovano pure ospitalità le necessarie carte d'archivio, utilizzate nelle rispettive zone di competenza. Il profilo del canonico risulta di tale varietà e di tale ricchezza, da consentirgli l'esercizio di operazioni letterarie ben differenti. Sempre l'autore vi porta una esperienza della vita, che non vuole però adattarsi alla piega assunta dagli eventi dopo la Rivoluzione Francese. Quando Zanoia si esercita nella orazione sacra o nella commedia tardo goldoniana si ha netta l'impressione di una vivacità di spirito che non necessariamente conveniva alla figura di intellettuale di regime che egli poteva a prima vista rappresentare. Di qui forse la sua capacità di muoversi in settori non omogenei, di qui forse l'alternarsi fra atteggiamenti discordi, che paiono addirittura non facilmente congiungibili.
 

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