fbevnts Serie Edizione nazionale dell'epistolario di Giovanni Verga | Interlinea srl edizioni
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Interlinea: La serie Edizione nazionale dell'epistolario di Giovanni Verga

La pubblicazione di un epistolario completo richiede un imponente lavoro preparatorio. Un ringraziamento particolare va al gruppo di giovani studiose e studiosi che hanno contribuito, in vario modo, alla realizzazione di una prima ricognizione del materiale verghiano disperso in biblioteche e archivi italiani e stranieri e alla revisione del posseduto della Biblioteca Re­gionale di Catania, custode principale del Fondo Verga. Il lavoro di équipe svolto in questi anni ha permesso la realizzazione di un primo catalogo della corrispondenza di Verga, provvisorio certo, ma fondamentale punto di partenza per tutti coloro che cureranno i diversi volumi. Si ringraziano per tale motivo: Stephanie Cerruto e Maria Melania Vitale che hanno coordinato il lavoro, ma anche Francesca Aiello, Viola Bianchi, Denis Bruno, Giulia Cacciatore, Giuseppe Canzoneri, Marco Lugnan, Anita Placenti, Francesca Puliafito, Mariagiovanna Rapisarda.

Con la pubblicazione dell’epistolario e dei carteggi si conclude la gran­de impresa dell’Edizione Nazionale, che ha permesso di leggere le opere di Verga in testi criticamente affidabili; e non solo: ha consentito di seguire l’evoluzione della scrittura verghiana attraverso apparati di varianti, appen­dici che documentano primi abbozzi e campagne correttorie inesauste. Allo stesso modo, come si è illustrato nella presente introduzione, il complesso davvero monumentale dell’epistolario, insieme con i carteggi, forniranno un ritratto a tutto tondo di un grande scrittore che ha realmente posto le basi della letteratura del Novecento.

Gabriella Alfieri, Giorgio Forni, Cristina Montagnani, Carla Riccardi


Carteggio con Luigi Capuana

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: LXVI + 710

«Capisci bene che non può passar giorno che io non ricordi di te. Sono immerso nel lavoro, e ad ogni pagina che scrivo e rileggo mi faccio la domanda: che ne dirà Giovanni?» scrive in una bella lettera Luigi Capuana al conterraneo Giovanni Verga nel 1879. Il carteggio tra i due autori veristi è ricco di spunti: dalla moralità dell’arte alla lontananza dalla Sicilia, fino al rapporto con la critica e il pubblico. Emerge una vera e propria officina comune ai due scrittori che attraverso l’impegno creativo giungono a sentirsi «penetrare da tutta questa febbre violenta di vita in tutte le sue più ardenti manifestazioni, l’amore, l’arte, la soddisfazione del cuore, le misteriose ebbrezze del lavoro».

Carteggio con Federico De Roberto

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: XLII + 230

A differenza di quella tra Verga e Capuana, la relazione letteraria e umana tra Verga e De Roberto non ha finora goduto di quell’attenzione critica che solo una lettura integrale delle missive disponibili rende possibile. Di certo il ventennio che separa anagraficamente i due scrittori ha influito nel confinare la presenza di De Roberto a un ruolo minore nel rapporto con l’amico, ruolo che si è andato via via trasformando in quello di biografo “ufficiale”, mentre la relazione con Capuana si è sempre collocata su un piano di assoluta parità. La lettura integrale del carteggio restituisce in ogni caso l’intensità di un rapporto che, se non attinge alle manifestazioni di «fratellanza artistica e morale» che caratterizzano quello con Capuana, fornisce comunque un importante contributo per la conoscenza del Verga scrittore e lettore di testi altrui, a maggior ragione nei momenti in cui il giudizio critico si esercita su opere poste a distanza di una generazione.

Lettere ai nipoti

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: LII + 140

Si raccolgono in questo volume le lettere di Giovanni Verga ai nipoti Giovannino, Caterina e Marco, figli del fratello Pietro. Le lettere coprono un arco cronologico che va dal 1897 al 1921: la stagione dei capolavori è chiusa e si apre il lungo periodo del “silenzio letterario” in cui la parabola artistica ed esistenziale dello scrittore maturo si incrocia con le parole affettuose, i rimproveri e i nuovi doveri verso i nipoti, di cui diviene tutore quando rimangono orfani di entrambi i genitori. Le lettere fanno emergere un nuovo punto di vista da cui osservare Verga, in quanto i diversi passaggi della sua biografia possono essere adesso riletti alla luce della dimensione privata dello scrittore, anche in relazione ai viaggi e alle vicende politiche contemporanee, in particolare il dramma della Grande Guerra.

Carteggi con Felice Cameroni, Salvatore Farina e Ferdinando Martini

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: XLIV + 180

Il presente volume offre insieme i carteggi di Verga con tre alti rappresentanti della critica militante italiana, attivi su fronti distanti, anche opposti, nella cruciale stagione delle polemiche sul realismo nell’arte, destinate a mutare profondamente il nostro sistema letterario: Cameroni, Farina e Martini rappresentano tre differenti voci ben rappresentative dell’ampio dibattito sul realismo che soprattutto tra gli anni settanta e ottanta dell’Ottocento si consuma sulle pagine delle riviste italiane e che, nella diversità delle posizioni, li vede cooperare alla rifondazione della letteratura nazionale. Sono tra i primi recensori dei romanzi di Verga e instaurano con lo scrittore un rapporto che, diventato presto di affettuosa amicizia, influì più o meno direttamente sulla sua visione dell’arte.

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