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Intervista a Marco Scardigli

Intervista a Marco Scardigli Intervista a Marco Scardigli
A pochi giorni dalla cerimonia per il 67esimo Premio Bancarella, Luisa Bartolucci di Slash Radio Web intervista Marco Scardigli, finalista con "Évelyne. Il mistero della donna francese".

L.B: Come nasce l'idea di questo ciclo, perchè questo è il secondo romanzo che vede come protagonisti Marchini e Stoffel?

M.S: Il libro è legato alla mia città, non potevo pensare di inziare a raccontare storie in un posto che non conoscessi. L'ambientazione storica è dovuta appunto al fatto che quando uno si occupa di storia, acquisisce una sorta di sensibilità, è storico dentro, per cui vede il mondo attraverso quello che è  il passato, in ogni cosa riconosce gli elementi che lo hanno costituito, il suo divenire. Sono contento che venga apprezzato questo aspetto del libro, la fedeltà e la ricostruzione storica, tra l'altro c'è un aspetto che a me piace molto, che ci tengo sempre a sottolineare: l'inizio del secolo scorso era un momento di grandissime trasformazioni, la tecnologia del tempo stava cambiando la vita, arrivano le macchine, l'elettricità, cambiava tutto, ricorda un pochino il nostro tempo[...]"

L.B: Perchè ha scelto proprio questo periodo, che cosa la affascina della Belle Époque?
M.S: Era un periodo in cui tutto stava cambiando, e in una parte della società c'era un grandissimo ottimismo, sembrava, leggendo le cose dei tempi, che il progresso che a quei tempi proponeva un'invenzione al mese [...], sembrava un pò che il futuro fosse una sorta di scala mobile infinita, che avrebbe continuamento portato cose belle e cose nuove all'umanità, e questo per qualcuno voleva dire una società sempre più giusta, il vedere adesso, a centoquindici anni di distanza, serve anche per porci la domanda "che cosa è andato storto?" [...]
L.B: A proposito delle invenzioni, ci sono due cose che mi hanno colpita nel libro che vengono citate da Marchini parlando con Tina, una è il cinematografo che lui descrive parlando di migliaia e migliaia di metri di pellicola, parlando di istantanee e di foto e poi si inizia a conoscere anche l'aperitivo, l'acqua di Seltz, questi due aspetti che sono particolari caratteristici un pò del periodo.
M.S: È la scienza che entra nella vita di tutti i giorni, il racconto parla anche di come la scienza entra anche nell'investigazioni poliziesche [...] è un libro affascinante di Francesco Ottolenghi Trattato di polizia scientifica, è la nascita dell'indagine come noi la conosciamo. Il fatto che investigare su un qualsiasi reato non sia una cosa da lasciare alla capocchia degli elementi della pubblica sicurezza, ma doveva esserci un metodo, un sistema da applicare ogni volta sempre nello stesso modo per ottenere i migliori risultati, si comincia a parlare anche dell'uso del microscopio, l'uso della macchina fotografica. Fino a queglia anni, i documenti portavano la descrizione di una persona [...], la fotografia trasforma tutto.

L.B: Emerge anche una certa fragilità dei personaggi maschili...
M.S: In quegli anni sta cominciando a trasformarsi il ruolo di genere fra uomini e donne, fino a quel punto lì c'erano dei binari obbligatori e rigidissimi, cioè l'uomo sceglieva la moglie, o la sceglievano i suoi familiari, o un mediatore, il sensale di matrimoni, e in casa il marito comandava, le donne non uscivano, [...] è proprio in quegli altri che comincia a incrinarsi questo ruolo, per cui quando un uomo si trova al di fuori di quei binari, inizia a domandarsi "a cosa mi rivolgo?"[...]

Ascolta l'intervista integrale:


 

Évelyne

Il mistero della donna francese

di Marco Scardigli

editore: Interlinea

pagine: 320

Un giallo ambientato nella Belle Époque di una città di provincia. Premio Selezione Bancarella

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