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Una poesia civile: una riflessione per le nuove generazioni nella nuova raccolta di Maurizio Cucchi

Una poesia civile: una riflessione per le nuove generazioni nella nuova raccolta di Maurizio Cucchi Una poesia civile: una riflessione per le nuove generazioni nella nuova raccolta di Maurizio Cucchi

Il poeta esprime in versi il divario socio-culturale contemporaneo in un viaggio di riflessioni e ispirazioni per affrontare il futuro

 

Nel vasto territorio tossico è il titolo della nuova raccolta di poesia a cura di Maurizio Cucchi: un’attenta analisi della società con attenzione particolare ai giovani, risorsa inesauribile del futuro circondati da cambiamenti epocali senza una bussola per orientarcisi. L’autore esprime in versi le nuove necessità, immaginando un nuovo “mondo civile, nuovo sulle spalle dei secoli, un’idea da mettere in comune, ricca di argomenti e cose”. Nei testi della raccolta ritroviamo tematiche attuali e urgenti, come l’utilizzo sempre più inflazionato dei social media, con l’invito del poeta ad essere coinvolti ma “con occhio critico, prudente, sociale (non social), s’intende, e guardando in faccia la gente”. Maurizio Cucchi, premio alla carriera del Festival di Poesia Civile, rende la poesia portavoce di emergenze attuali, dal clima, alla recente pandemia, offrendo al lettore la possibilità di agire, riflettere e migliorare.


Cucchi_Nel-vasto-territorio-tossicoNel vasto territorio tossico. Poesie civili «Creatura assai robotica» appare l’umanità di oggi a un intellettuale come Maurizio Cucchi che s’interroga sulla società liquida e inquinata, tra la superficialità dei social e la profondità delle campagne contro i cambiamenti climatici alla Greta Thunberg, nell’idea che i giovani non sono un corpo indistinto «ridotto al gregge e allo sballo». Anzi da loro può venire la capacità di una svolta «nel vasto territorio tossico / che sarà nostro lascito e dono».

 

Maurizio Cucchi Maurizio Cucchi (Milano 1945) è poeta, consulente letterario, pubblicista e traduttore. Tra le sue raccolte poetiche Il disperso (1976), Glenn (1982, premio Viareggio), Poesia della fonte (1993, premio Montale), Malaspina (2013, premio Bagutta), Sindrome del distacco e tregua (2019). Ha curato con Stefano Giovanardi l’antologia Poeti italiani del secondo Novecento. 1945-1995 (1996, nuova edizione 2004) e ha raccolto saggi e articoli in Cronache di poesia (2010). I suoi romanzi: Il male è nelle cose (2005), La maschera ritratto (2011), L’indifferenza dell’assassino (2012), La vita docile (2020).

 

«Ma intanto, qua e là, gruppi sparuti, / figli e nipoti della comunque crescita, / vanno verso un domani di lentissimo, / pacificato sopravvivere in natura, / ruvidi e pensanti, macchie sparse / sempre più numerose e sane, / nel vasto territorio tossico / che sarà stato nostro lascito e dono»

 (Maurizio Cucchi)

 

Nel vasto territorio tossico

Poesie civili

di Maurizio Cucchi

editore: Interlinea

pagine: 80

«Creatura assai robotica» appare l’umanità di oggi a un intellettuale come Maurizio Cucchi che s’interroga sulla società liquida e inquinata, tra la superficialità dei social e la profondità delle campagne contro i cambiamenti climatici alla Greta Thunberg, nell’idea che i giovani non sono un corpo indistinto «ridotto al gregge e allo sballo». Anzi da loro può venire la capacità di una svolta «nel vasto territorio tossico / che sarà nostro lascito e dono».

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