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Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura

Borgomanero a Buenos Aires: la saga familiare di emigrazione, vino e dittatura di María Josefina Cerutti
La scrittrice argentina in Italia a ottobre per presentare il suo libro Vino amaro.
Una storia di emigrazione e dittatura con presentazione di Giovanni Cerutti

 

Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura è il titolo di María Josefina Cerutti, autrice argentina di origini familiari novaresi, che in ottobre farà un tour in Italia – da Cuneo a Biella, da Genova a Roma fino a Palermo – per presentare il suo libro di memorie edito da Interlinea.

Vino amaro è una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

Come scrive nell’introduzioneGiovanni Cerutti (direttore scientifico dell’Istituto Storico Fornara che ha collaborato al progetto), «condotto sul registro narrativo, è il racconto fedele di una vicenda vissuta, senza concessioni all’invenzione letteraria, che attinge ai propri ricordi e ai ricordi di chi ha accettato di condividerli con l’autrice. È, dunque, soprattutto la storia di una famiglia, ricostruita con grande affetto e partecipazione, affetto che è soprattutto il riflesso di un’infanzia felice, ma senza indulgere al sentimentalismo che edulcora la realtà. Una storia ben radicata nel tempo e nello spazio; perciò è anche una storia di emigrazione, di Italia e di italiani».

Una citazione daVino amaro: «Adesso la facciata della Casa Grande è dipinta di bianco e sabbia, ma allora, nella sua versione originale, in linea con l’architettura piemontese, era di mattoni a vista. La porta, o meglio il portone, era di rovere e aveva quattro ante. Era fatto così perché ai tempi di Mazzolari entravano nel patio a cavallo. Il nonno Manuel entrava con la macchina. Ma Josefina non lo permise mai: né macchine né cavalli. “È una cosa da indios” insisteva. Sopra il portone c’era una meridiana di quattordici spicchi, rosso, ambra, verde e blu. E sopra la meridiana, un grappolo d’uva come stemma. Gli immigrati fondarono stirpi vinicole italiane fuori dall’Italia con il loro modo contadino di relazionarsi con la terra. A tenerli insieme furono sapori, profumi, consistenze, paesaggi».

María Josefina Cerutti, italoargentina, pronipote di Emanuele Cerutti nato nel 1864 a Borgomanero, in provincia di Novara, è nata a Mendoza, ai piedi delle Ande. Si è laureata in Sociologia a Buenos Aires e a Trento con due tesi sul ruolo degli emigrati italiani nel mondo del vino e da allora si è dedicata a studiare l’emigrazione italiana in Argentina. María Josefina continua a scrivere anche su varie testate di Buenos Aires, si dedica alla diffusione della cultura e della letteratura del vino e insegna yoga all’Università Nazionale delle Arti di Buenos Aires.Maria Josefina Cerutti ha una formazione sociologica e lunghe ricerche sull’emigrazione italiana alle spalle, la cui solidità traspare nella ricostruzione puntuale e accurata del contesto socio-economico entro cui si è sviluppata la presenza italiana in Argentina e nella precisione con cui restituisce nel libro Vino amaro la mentalità di questi nostri connazionali, in cui non è poi così difficile identificarsi.

Il programma di incontri di presentazione tra Milano, Novarese e Torino:

Giovedì 10 ottobre, ore 18

Novara, Biblioteca Civica Negroni, corso Cavallotti 6

Intervengono, con l’autrice, Anna Cardano e Giovanni Cerutti

 

Venerdì 11 ottobre, ore 18

Torino, LaFeltrinelliVillage, via Nizza 262

Intervengono, con l’autrice, Albina Malerba e Maddalena Tirabassi

 

Sabato 12 ottobre, ore 15,30

Borgomanero, Biblioteca Marazza, viale Marazza 5

Interviene, con l’autrice, Giovanni Cerutti

Sabato 12 ottobre – 17:30

Gattinara, Cantina Travaglini, via delle Vigne 36

Iervengono, con l’autrice, Roberto Cicala, Giovanni Cerutti e Cinzia Travaglini

 

 

 

Vino amaro

Una storia di emigrazione e dittatura

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 196

Una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

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