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Filippo Mittino

Filippo Mittino
autore
Interlinea

Filippo Mittino, psicologo, psicoterapeuta, socio dell’Istituto Minotauro di Milano. Svolge attività clinica con bambini e adolescenti. Conduce laboratori di scrittura per emozioni con ragazzi e adulti, svolge attività di ricerca nell’ambito della psicologia applicata alla narrazione. Inoltre, in ambito scolastico conduce sportelli d’ascolto, si occupa di progetti d’orientamento ed educazione relazionale affettiva, progetta e realizza attività di formazione per insegnanti. Collabora con Attivecomeprima Onlus. È membro del comitato di redazione della rivista “Psichiatria e psicoterapia” edita da Giovanni Fioriti; per la stessa ha curato i numeri monografici: Adolescenza e Internet; Psicoterapia Narrativa: trame, trasformazione, cambiamento; Apprendere: un processo complesso. Con Antonio Ferrara ha pubblicato: Scappati di mano. Sei racconti per narrare l’adolescenza e i consigli per non perdere la strada (San Paolo, Cinisello Balsamo 2013), La sfida dei papà. Nove racconti sul padre alla prova dei figli adolescenti (San Paolo, Cinisello Balsamo 2016), Riorganizzare la speranza. Tra adulti inquieti e bambini in cerca d’ascolto (San Paolo, Cinisello Balsamo 2018), Se saprei scrivere bene (Coccole Books, Belvedere Marittimo 2016) e Visti di profilo (Bacchilega, Imola 2018). Ultimo lavoro: Piccolo manuale per domatori di leoni. Comprendere l’adolescente che cresce (San Paolo, Cinisello Balsamo 2019).

 

Libri dell'autore

Il bambino e la scuola: nel solco di Marcella Balconi

Sviluppo emotivo e apprendimento in un approccio globale

di Maurizio Stangalino e Filippo Mittino

editore: Interlinea

pagine: 184

«Tutte le questioni che interrogano chi si occupa dello sviluppo dei bambini transitano in questo libro di grande utilità, che mette al centro l’ascolto dell’altro e delle relazioni affettive, con la consapevolezza che nessuna delle funzioni di chi si prende cura deve soffocare le altre o essere cristallizzata in una prescrizione. Il lavoro clinico dei due autori si inserisce nell’opera e nel pensiero di Marcella Balconi a cento anni dalla nascita e lo prosegue con intensità e coerenza, con la capacità di utilizzare una teoria “incarnata” nella relazione con il bambino invece che “applicata” in modo meccanico. Si gioca, si sogna, si cresce, in una dimensione profondamente relazionale e sociale» (dalla prefazione di Anna Ferruta).
 

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