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SalTo26 - Alla scoperta della poesia ucraina contemporanea

Dove

Sala Malva - Galleria visitatori Torino

Quando

sabato 16 maggio 2026
dalle 11.30 alle 12.30
Presentazione delle raccolte di Iryna Shuvalova e Alex Averbuch
SalTo26 - Alla scoperta della poesia ucraina contemporanea

Con i curatori e traduttori Alessandro Achilli e Yaryna Grusha. Modera Francesco Chiamulera.
In collaborazione con Ukrainian Institute

Un incontro sulla scena poetica nell’Ucraina di oggi a partire dalla pubblicazione delle raccolte: Canzoni alla fine di Iryna Shuvalova e L’ultima cena del mio corpo di Alex Averbuch (Interlinea).

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L’ultima cena del mio corpo
Alex Averbuch
Una selezione di alcuni dei più recenti testi del poeta ucraino Alex Averbuch, accomunati dal tema della guerra, dal secondo conflitto mondiale all’aggressione russa nella sua regione natale, Luhans’k. Dai versi di Averbuch emerge una pluralità di voci, tormentate dalle guerre e dalle deportazioni, mettendo al centro la storia dell’Ucraina tra presente e passato. Ma la sua poesia è tanto collettiva quanto individuale: «per Averbuch la centralità dell’esperienza corporea è, forse a prima vista paradossalmente, la negazione della chiusura solipsistica nell’io in favore di una costante ricerca di un dialogo con corpi che sono al contempo altri e parte stessa del sé» (dalla presentazione di Alessandro Achilli).Con testo originale ucraino a fronte
Canzoni alla fine
Iryna Shuvalova
Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l’attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell’oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l’esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall’ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l’incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c’è chi sceglie di girarsi dall’altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha).Con testo originale ucraino a fronte.


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