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Edizioni illustrate e d'arte

Volumi di grande formato con illustrazioni e realizzazione editoriale di prestigio, con testi e saggi di arte e storia, in particolare sul territorio novarese - Formato 22x30,5, rilegato con sovraccoperta a colori


Cusio

Il paesaggio del lago d'Orta

di Mario Bottini e Mauro Porta

editore: Interlinea

pagine: 152

Edizione in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco) con un testo descrittivo della natura e degli aspetti del popolamento umano sulle rive del lago d'Orta e con una ricchissima sezione fotografica a colori, opera di Mauro Porta.

La collezione egizia

Museo Camillo Leone Vercelli

a cura di Mariella Gallo Ferraris, Sabina Malgora

editore: Interlinea

pagine: 88

Il catalogo della collezione egizia si inserisce nel progetto di valorizzazione del Museo Leone di Vercelli. L’eclettismo della raccolta, che vede accanto a collezioni strettamente connesse con la storia vercellese, primario interesse di Leone, anche raccolte di diversa provenienza territoriale, deriva dal concetto di opera d’arte come strumento di conoscenza e di istruzione e dalla condivisione con l’ambiente colto torinese dei principi di conservazione e tutela. Ecco quindi giustificata la presenza a Vercelli, anzi, anche a Vercelli, di un piccolo, ma interessante nucleo di reperti egizi, così come in altri musei piemontesi. La collezione egizia, apparentemente lontana dagli interessi prevalenti del notaio, riflette invece i suoi multiformi interessi e il desiderio di conservare e tutelare, a prescindere dalla tipologia e dall’epoca, testimonianze rilevanti del passato. Certamente la civiltà egizia non affascinò il notaio vercellese quanto sedusse l’avvocato Antonio Borgogna, suo coetaneo e concittadino, nella cui preziosa collezione, oggi Museo, aveva un posto d’onore la cosiddetta “Sala Araba”, dove erano conservate originali opere orientaleggianti e dove furono esposti i due coccodrilli imbalsamati «piuttosto voluminosi», donati da Leone e provenienti dalla collezione di opere d’arte dell’Ospedale Maggiore, da lui acquistata nel 1889. L’insieme dei reperti, che ammonta a qualche centinaio di pezzi, è esposto fin dal 1939 nella sala ottagonale dell’edificio di collegamento tra le altre due sedi museali: i palazzi Alciati e Langosco. La maggior parte dei reperti non è stata oggetto di indagini specialistiche recenti.

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