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Che cos'è mai un bacio? Alessandro Barbaglia risponde

Che cos'è mai un bacio? Alessandro Barbaglia risponde Che cos'è mai un bacio? Alessandro Barbaglia risponde

Alessandro Barbaglia va a caccia di baci nella poesia, nella letteratura e nell'arte in Che cos'è mai un bacio?, una preziosa antologia illustrata tascabile

Quell’«apostrofo rosa tra le parole “t’amo”» che è il bacio secondo Cyrano non ha mai avuto un’antologia poetica tutta per sé. Ora la propone un libraio e scrittore tra versi e arte passando per la narrativa senza dimenticare il cinema. Dalla «bocca mi baciò tutta tremante» di Paolo e Francesca a «ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai» di Pablo Neruda, con le immagini pittoriche che vanno da Giotto a Chagall, resta sempre aperta la domanda dello stesso Cyrano: «un bacio, insomma, che cos’è un bacio?» dono ideale per esprimere l’indicibile emozione di un atto sempre nuovo, unico.


Il curatore dell'antologia, Alessandro Barbaglia, ci svela il suo bacio preferito, la risposta secondo lui più convincente a Che cos'è mai un bacio? La  definizione perfetta arriva da un insospettabile protagonista delle fiabe... scopritelo nel reading che ha inaugurato #Interlineaepoesiafestival #InStreaming, il nostro festival di poesia virtuale che si è svolto nella primavera 2020 durante l'emergenza Covid-19, in un momento in cui i baci erano (e saranno ancora per un po') più proibiti che mai.


Niente batte i baci veri ma in periodo di Coronavirus i baci poetici ci possono venire in soccorso, offrendoci suggestive immagini ed emozioni per raccontare l'atto d'amore più misterioso, l'autore ne ha parlato con l'editore Roberto Cicala in una puntata del nostro podcast: Servono baci e abbracci? Vincere il virus con la poesia   

Leggi l'incipit:
Leggere di baci: una lettura pericolosa

È un bel silenzio quello detto dai baci, talmente bello che certi poeti non direbbero altro.
Non ci basterebbero tutte le labbra del mondo per contare i baci di Neruda o quelli di Prévert e sono letteralmente incalcolabili quelli di Catullo (anche se, e lo vedremo bene, ci saranno poeti che lo rimprovereranno di averne evocati pochi); forse Dante ne ha cantati meno ma gli sono bastate tre terzine per dirli in maniera definitiva e chiarire in modo decisivo il loro aspetto più importante: leggere di baci è pericoloso. È più pericoloso che scriverne. In certi casi ne va della vita, spalanca le porte dell’inferno, apre la via del tradimento (vedi Giuda o Giacobbe) o della dannazione (vedi Paolo e Francesca). In tutti gli altri casi è pura estasi. Un pericolo anch’essa, a guardar bene. Ecco allora il pericolo che vi attende: leggere di cento e mille e «millinfiniti» baci vestiti a festa dalle migliori parole dei poeti. E quando avrete finito vi accorgerete che i baci di cui avete letto altro non sono che un’ondina se confrontata allo tsunami di baci che squassa e sommerge la poesia amorosa di ogni tempo. Insomma preparate guance e labbra, sarà una lettura a schiocco, morbida, calda e mordicchiata, ci sarà da frullare, picchiettare, stampare, arrossire e impallidire e talvolta fuggire, solo per ritardare ancora di un istante l’estasi del bacio inevitabile. Ci sarà da pendere dalle labbra dei poeti e delle poetesse (colpevolmente meno dei poeti, per colpe non delle poetesse, è ovvio, e per responsabilità che andrebbero indagate. Perché le poetesse baciano meno? Forse per ragioni che hanno a che fare con uno storico maschilismo letterario? O forse perché per secoli non è stato concesso alle donne di raccontare la volontà carnale di perdersi in un’estasi fisica, volubile, magari anche solo fine a se stessa, della durata appunto di un solo bacio? O forse c’entra il fatto che tante meravigliose poetesse sono state mangiate via dal tempo e dalla dimenticanza in onore al fatto che se c’è una cosa che sappiamo fare bene, quasi quanto costruire bellezza, è distruggerla? Da raccontare, quella dei baci persi delle poetesse, mi sembra una storia bella, e magari lo faremo un’altra volta). Fare una selezione di baci in poesia è come chiedere a un bimbo di entrare in un gigantesco negozio di giocattoli per sceglierne uno solo: per quanto si possa tentare di far le cose bene, molto resterà fuori, e non è detto che quel che si è scelto di antologizzare qui sia il meglio in assoluto: è solo una scelta. E le scelte sono scommesse, proprio come i baci.

Che cos’è mai un bacio?

I baci più belli nella poesia e nell’arte

a cura di Alessandro Barbaglia

editore: Interlinea

pagine: 176

Che cos'è un bacio? e in quanti modi si può baciare? per S. Valentino Alessandro Barbaglia firma un'antologia illustrata con le risposte offerte dalla letteratura, dalla poesia e dall'arte: da Neruda a Dante, da Catullo a De Andrè.

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