Enzo Ciconte racconta l'anno che ha cambiato l'Italia: i retroscena dei drammatici eventi del 1992 da Mani pulite alle stragi di mafia

Enzo Ciconte racconta l'anno che ha cambiato l'Italia: i retroscena dei drammatici eventi del 1992 da Mani pulite alle stragi di mafia Enzo Ciconte racconta l'anno che ha cambiato l'Italia: i retroscena dei drammatici eventi del 1992 da Mani pulite alle stragi di mafia
Enzo Ciconte racconta l'anno che ha cambiato l'Italia: i retroscena dei drammatici eventi del 1992 da Mani pulite alle stragi di mafia

Venerdì 18 novembre alle ore 16,30 la presentazione del nuovo saggio 1992. L’anno che cambiò l’Italia in occasione di Bookcity Milano

In anteprima la presentazione, in occasione dell’undicesima edizione della rassegna milanese Bookcity, del nuovo libro di Enzo Ciconte, 1992. L’anno che cambiò l’Italia edito da Interlinea nella collana di saggistica “Alia”. Venerdì 18 novembre alle ore 16,30 presso il Salone degli Affreschi della Società Umanitaria di Milano, via Daverio, 7, l’autore dialoga con Mario Portanova e Giuliano Turone.
30 anni fa: da Mani Pulite alle stragi della mafia è il titolo dell’incontro che tenterà di fare luce sui principali retroscena che hanno determinato un anno di tragici episodi, ancora impressi nella memoria collettiva e bisognosi di una rinnovata attenzione per ulteriori indagini e chiarimenti.
Le premesse di una crisi che colpirà il Paese nel 1992, sono da ricercare negli anni immediatamente precedenti che minacciano la democrazia mirando alla sua stabilità: sono gli anni «della strategia della tensione, del terrorismo di sinistra, dello stragismo di destra, e di una mirata azione di Cosa nostra» che firmano alcune delle peggiori stragi della storia, dall’attentato del treno Italicus nel 1974 alla strage di Bologna nel 1980.
In questo periodo di fragilità e terrore, «la mafia giganteggia, domina la scena e non sembra avere rivali», con una rappresentanza politica composta da «uomini spregiudicati, rampanti, ossessionati dal dena­ro e dal potere» e una condizione economica devastante che mina l’integrità di un Paese corrotto e indebolito.
Un’operazione, quella di Enzo Ciconte, che scava nel passato della politica italiana ponendo domande e sollecitando riflessioni riguardo alle vicende principali, perché come afferma l’autore «ci può essere un motivo scatenante, ma non è mai l’unico e, a volte, neanche il più importante».
La fiducia viene oggi riposta della legge che «è stata l’architrave che ha permesso di portare a termine con successo tante indagini e operazioni antimafia fino a oggi» e di cui «a distanza di quarant’anni si staglia nitidamente la forza».

L’anno che cambiò l’Italia Trent’anni fa una serie di eventi cambiò l’Italia. Si va dalle stragi di mafia di Falcone e Borsellino all’esplosione di Mani pulite, con l’elezione di Scalfaro a presidente in un momento drammatico della Repubblica. Uno storico rivela gli intrecci inquietanti del 1992 con una serie di domande ancora attuali come questa: perché era necessario eliminare chi avrebbe potuto far luce su un rapporto dedicato a mafia e appalti contenente nomi di imprenditori del Nord? Il 1992 è un anno di fratture e di cesure che chiude un’epoca e ne apre un’altra, in cui «c’è tutto un ribollire di episodi che si concentrano in quell’anno» come scrive Enzo Ciconte, tra i massimi storici delle mafie, ricostruendo i retroscena di un momento in cui «la guerra fredda è terminata ma i morti non riposano in pace».

Enzo Ciconte è docente di Storia delle mafie italiane all’Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione parlamentare antimafia. Il suo libro ’Ndrangheta dall’Unità a oggi (Laterza, Bari 1992) è il primo studio a carattere storico sulla ’ndrangheta. Fra i suoi altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia, ’Ndrangheta e Camorra dall’Ottocento ai giorni nostri (2008); Politici (e) malandrini (2013), Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia (Edizioni Santa Caterina, Pavia 2017), L’assedio. Storia della criminalità a Roma da Porta Pia a Mafia Capitale, (Carocci, Roma 2021) e Classi pericolose. Una storia sociale della povertà dall’età moderna ad oggi (Laterza, Roma-Bari 2022).

1992. L’anno che cambiò l’Italia

Da mani pulite alle stragi di mafia

di Enzo Ciconte

editore: Interlinea

pagine: 160

Per capire dove nascono le stragi di Matteo Messina Denaro e l’omertà che l’ha tenuto nascosto bisogna andare al “1992, l’anno che cambiò l’Italia”. Infatti… trent’anni fa una serie di eventi cambiò l’Italia. Si va dalle stragi di mafia di Falcone e Borsellino all’esplosione di Mani pulite, con l’elezione di Scalfaro a presidente in un momento drammatico della Repubblica. Uno storico rivela gli intrecci inquietanti del 1992 con una serie di domande ancora attuali come questa: perché era necessario eliminare chi avrebbe potuto far luce su un rapporto dedicato a mafia e appalti contenente nomi di imprenditori del Nord? Il 1992 è un anno di fratture e di cesure che chiude un’epoca e ne apre un’altra, in cui «c’è tutto un ribollire di episodi che si concentrano in quell’anno» come scrive Enzo Ciconte, tra i massimi storici delle mafie, ricostruendo i retroscena di un momento in cui «la guerra fredda è terminata ma i morti non riposano in pace».

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