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Interlinea festeggia il centenario di Wojtyla

Nel centenario dalla nascita di Karol Wojtyla due titoli storici in offerta con testi del pontefice santo


A cento anni dalla nascita di Karol Wojtyla, avvenuta 18 maggio 1920 a Wadowice in Polonia, Interlinea rende omaggio a una figura centrale del pontificato e della spiritualità con due titoli che raccolgono alcuni dei testi più intensi: sono pagine per scoprire e ricordare la figura di Giovanni Paolo II attraverso parole e testimonianze. Abbiamo ancora copie in magazzino e possiamo, in osservanza alla legge sul libro, praticare uno sconto molto forte.
Si tratta di: La mia croce, a cura di Andrzej Dobrzyński e Valerio Rossi con testi di Vittorio Messori e Luigi Negri, in cui sono raccolti anche testi inediti e mai tradotti, dai pellegrinaggi polacchi a una preghiera in forma di poesia, nella collana “Passio”; dalla collana “Nativits” La notte della luce. Pagine e omelie di Natale, a cura di Andrzej Dobrzyński e Valerio Rossi, con una testimonianza del card.StanislawDziwisz e un inserto fotografico a colori.
Karol Wojtyla venne ordinato sacerdote nel 1946 e nominato vescovo ausiliare di Cracovia nel 1946, quindi arcivescovo della stessa città nel 1964. Eletto Papa il 16 ottobre 1978 con il nome di Giovanni Paolo II, mantenne il suo ministero per ventisette anni, fino al 2 aprile 2005, giorno della sua morte.
In occasione dell’anniversario i titoli sono disponibili in offerta sul nostro sito www.interlinea.com

La mia croce
di Karol Wojtyla
Un piccolo libro per un grande testimone, Giovanni Paolo II, il papa oggi santo, l'"atleta di Dio" che Vittorio Messori ricorda nella sua ultima notte dolorosa domandandosi: "Chi è, davvero, colui il cui respiro difficoltoso si leva da quel letto di ospedale?" è la croce a dare senso a tutto. Come scrive nell'introduzione Luigi Negri, "la croce è la radice della dignità dell'uomo". Ecco perché a un certo punto papa Wojtyla esorta: "Ciascuno di noi, guardando Cristo crocifisso, ritrovi la propria grandezza e la propria dignità". Una raccolta di testi, anche inediti e mai tradotti, dai pellegrinaggi polacchi a una preghiera in forma di poesia: "Accogli coloro che accettano la croce, coloro che non la capiscono e coloro che la evitano... accetta l'uomo!".
Interlinea 2012, pp. 160, isbn9788882128296, euro 12,00(-50%) euro 6,00


La notte della luce

di Karol Wojtyla
Dalle gelide notti polacche a NowaHuta, dove il vescovo Karol celebrava il Natale in una cappella perché la chiesa non era prevista dal piano regolatore del regime, fino alle messe in San Pietro, da papa, inginocchiato davanti alla statua del "dolce bambino di Betlemme", Giovanni Paolo II ha sempre trovato in quella nascita, dentro la notte dell'uomo, "la luce del significato ritrovato di tutte le cose". Come ricorda con affetto e commozione il cardinal Dziwisz, suo segretario, "le feste di natale erano per il papa le feste della famiglia, anche se lui stesso aveva perso presto la sua famiglia".
Interlinea 2010, pp. 136, isbn9788882127442, euro 8,00(-50%) euro 4,00




«La croce significa difficoltà, l’uomo conquista il vero bene, raggiunge i veri valori, attraverso le difficoltà. […] Ma la croce ci ordina di guardare oltre, di cercare non solo le opere, i prodotti che l’uomo lascia dietro di sé, sul cammino della propria storia, pur rimanendo essi frutto di sacrifici o pur esprimendosi in essi la sapienza della croce. Essa ci indica di cercare, anzitutto, il supremo valore che ogni uomo ha in sé. Se vuoi diventare qualcuno, caro ragazzo, cara ragazza, genitore, sacerdote, vescovo, se vuoi diventare qualcuno, se vuoi raggiungere una certa maturità e la pienezza del tuo essere umano, ricordati: ciò deve costare» (Karol Wojtyla, La mia croce. Interlinea 2012)

 

 

 

La mia croce

di Karol Wojtyla

editore: Interlinea

pagine: 160

Un piccolo libro per un grande testimone, Giovanni Paolo II, il papa oggi beato, l'"atleta di Dio" che Vittorio Messori ricorda nella sua ultima notte dolorosa

La notte della luce

Pagine e omelie di Natale

di Karol Wojtyla

editore: Interlinea

pagine: 136

Dalle gelide notti polacche a Nowa Huta, dove il vescovo Karol celebrava il Natale in una cappella perché la chiesa non era prevista dal piano regolatore del regime, fino alle messe in San Pietro, da papa, inginocchiato davanti alla statua del "dolce bambino di Betlemme", Giovanni Paolo II ha sempre trovato in quella nascita, dentro la notte dell'uomo, "la luce del significato ritrovato di tutte le cose". Come ricorda con affetto e commozione il cardinal Dziwisz, suo segretario, "le feste di natale erano per il papa le feste della famiglia, anche se lui stesso aveva perso presto la sua famiglia".

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