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L'ultimo testimone: il violino della Shoah

L'ultimo testimone: il violino della Shoah L'ultimo testimone: il violino della Shoah

Carlo Alberto Carutti ricostruisce la storia di un pregiato violino Collin-Mezin testimone della tragedia della Shoah, trovato per caso,  in un volume ricco di documenti e testimonianze.

L’ultimo testimone narra la storia del “violino della Shoah”, appartenuto a una famiglia ebrea e finito in campo di concentramento ad Auschwitz, e nasce con l’intento di difenderne l’autenticità attraverso vari documenti e una preziosa testimonianza. Ma, come scrive lo stesso Carlo Alberto Carutti, il libro è anche «occasione di indagine sugli esseri umani in un periodo grave della nostra storia, descrivendo le relazioni all’interno di una famiglia ebrea, mettendo in luce grandi prove di solidarietà anche da parte di esseri umani che non si conoscevano, e i rapporti strettissimi tra il mondo cattolico e il mondo ebraico».

Dall'incipit del libro:
«Alcuni anni fa mi capitò di scoprire, presso un antiquario di Torino, un violino Collin-Mézin con una stella di Davide in madreperla bianca sulla parte posteriore dello strumento. Colpito da un oggetto così particolare e che senza dubbio aveva molto da raccontare, lo acquistai e decisi di ricostruirne la storia. Oggi il violino si presenta completamente restaurato. La tavola armonica, spaccata in due, è stata ricucita con due pezzi di legno da un eccellente maestro liutaio. Porta un filetto supplementare in losanghe di madreperla che, come scoprii più tardi, era stato fatto aggiungere dal proprietario, Edgardo Levy, per impreziosire lo strumento da regalare alla figlia Eva Maria. Ma la meraviglia di questo violino sta nel segreto della sua sonorità: solitamente le vibrazioni della tavola armonica vengono trasmesse attraverso un’esile calamita di legno del diametro di circa 5 millimetri che si trova sul fondo del violino, quella parte che si dice anima del violino, che fa poi vibrare tutta la cassa armonica e genera il suono. Ma qui accade che l’anima riceve le vibrazioni da trasmettere non dalla tavola armonica ma da una piastra di legno aggiuntiva: questo è un fatto sensazionale. Si deve all’intuizione del grande restauratore di aver capito che la voce di quel violino non poteva soccombere, aveva ancora un compito da assolvere: perpetuare nel tempo il ricordo di una tragedia che non dovrà più ripetersi. Già nel 2016 riuscii a ricostruire parte della tragica storia della famiglia Levy, ebrei italiani originari di Verona. Ma fu solo nel Natale del 2019 che venni a sapere, quasi per miracolo, di un testimone in carne e ossa.».

Dalla storia di questo fortuito ritrovamento, nasce anche un racconto per bambini e ragazzi, scritto da Anna Lavatelli e illustrato da Cinzia Ghigliano: Il violino di Auschwitz.
Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica.
Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove dovrà suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera. 

 


L’ultimo testimone

Il violino della Shoah e la sua storia

di Carlo Alberto Carutti

editore: Interlinea

pagine: 80

La storia del “violino della Shoah”, appartenuto a una famiglia ebrea e finito in campo di concentramento ad Auschwitz.

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 96

Una toccante storia per ragazzi raccontata da un violino, custode del messaggio della giovane Cicci, vittima delle leggi razziali e deportata ad Auschwitz. Una storia vera per ricordare l'orrore della Shoah dalla penna di Anna Lavatelli e illustrata da Cinzia Ghigliano.

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