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Nuova Corrente 163 - Narrazioni della fine

Da sempre l’umanità è chiamata a fare i conti con lo spettro della propria fine, così come da sempre pensare l’apocalisse ha significato cercare di svelare il senso ultimo e nascosto della nostra esistenza. A partire dal XX secolo, tra le devastazioni della Storia e le visioni catastrofiche dell’immaginario collettivo, l’apocalittica ansia del disastro si è fatta, nella nostra cultura, sempre più presente e immanente, assurgendo così a paradigma della condizione umana. Gli articoli raccolti in questo fascicolo di “Nuova corrente” interrogano in che modo l’ottica apocalittica e post-apocalittica segni alcune delle più rilevanti esperienze della letteratura italiana dal primo Novecento a oggi, spaziando da Svevo a Manganelli, da Papini a Morselli, da Malaparte a Volponi, passando per le riflessioni poetiche di Levi e De Angelis, fino alla narrativa (Eco, Arpaia) e al reportage (Gatti) del nuovo millennio.

SOMMARIO
- Introduzione (Alessandro Baldacci, Anna Porczyk, Tomasz Skocki)
- Visioni dell’apocalisse: cataclismi biblici e moderne esplosioni (Silvia Acocella)
- Apocalisse e antimodernità: Gog e Il libro nero di Giovanni Papini (Raoul Bruni)
- «Come un angelo, gridando». Fine e oltrepassamento della fine in Kaputt di Curzio Malaparte (Giovanni Turra)
- Pompei, Auschwitz, Hiroshima: il confronto tra catastrofi nella poesia-monito di Primo Levi (Maria Anna Mariani)
- La catastrofe del mondano. Visioni apocalittiche nei racconti di Dino Buzzati, Giorgio Manganelli e Gianni Celati (Anna Porczyk)
- Dentro l’apocalisse di Corporale: disintegrazione e rigenerazione (Tiziano Toracca)
- Ipotesi stravaganti e altre riflessioni a margine di Dissipatio H.G. (Hanna Serkowska)
- Il “sesto sigillo” del sublime. L’apocalisse dionisiaca di Milo De Angelis (Alessandro Baldacci)
- Il Libro e l’Apocalisse. Borges e l’escatologia del Cimitero di Praga di Umberto Eco (Tomasz Skocki)
- Calcolare la fine: escatologia e scienza nella narrativa di Bruno Arpaia (Stefano Redaelli)
- La catastrofe dei migranti in Bilal di Fabrizio Gatti (Paulina Orłowska)
- Abstracts
- Notizie sugli autori

Narrazioni della fine

L’apocalisse nella letteratura italiana fra XX e XXI secolo

rivista: Nuova Corrente

pagine: 160

Da sempre l’umanità è chiamata a fare i conti con lo spettro della propria fine, così come da sempre pensare l’apocalisse ha significato cercare di svelare il senso ultimo e nascosto della nostra esistenza. A partire dal XX secolo, tra le devastazioni della Storia e le visioni catastrofiche dell’immaginario collettivo, l’apocalittica ansia del disastro si è fatta, nella nostra cultura, sempre più presente e immanente, assurgendo così a paradigma della condizione umana. Gli articoli raccolti in questo fascicolo di “Nuova corrente” interrogano in che modo l’ottica apocalittica e post-apocalittica segni alcune delle più rilevanti esperienze della letteratura italiana dal primo Novecento a oggi, spaziando da Svevo a Manganelli, da Papini a Morselli, da Malaparte a Volponi, passando per le riflessioni poetiche di Levi e De Angelis, fino alla narrativa (Eco, Arpaia) e al reportage (Gatti) del nuovo millennio.

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