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Pietro Gibellini

Pietro Gibellini
autore
Interlinea

Pietro Gibellini è nato a Pralboino (Brescia) il 16 maggio 1945. Alunno del collegio "Ghislieri", si è laureato in Lettere a Pavia (1968). Già ricercatore nell'ateneo pavese (1974) e chargé de cours a Ginevra (1982), ha coperto la cattedra di Letteratura italiana all'Aquila (1987), poi a Trieste (1990), donde è passato a "Ca' Foscari" (1996). È stato docente a contratto all'Università Cattolica di Brescia.

Oltre alla sua disciplina, ha insegnato anche Filologia italiana e Letteratura moderna e contemporanea. Si è interessato di educazione letteraria, realizzando un'ampia storia-antologia per la scuola e insegnando alla SSIS del Veneto. Collabora alla pagina culturale di un quotidiano nazionale.

Editore, commentatore e interprete di testi, ha offerto contributi dal Medioevo al Novecento, studiando in particolare l'età moderna: Belli, la poesia dialettale dell'Otto e del Novecento, la "linea lombarda" da Parini a Gadda, Manzoni, D'Annunzio, la critica delle varianti.
Da alcuni anni si occupa del mito classico nella letteratura italiana, e sul tema ha guidato una ricerca interateneo (PRIN), ora estesa alla memoria della Bibbia nella letteratura italiana. Attende all'edizione critica e commentata dei Sonetti di Belli per i "Meridiani".
Per Interlinea ha curato L'inferno di Dante riscritto in milanese di Carlo Porta e L'opera poetica di Giovanni Orelli.

Titoli dell'autore

Sonetti dei mesi dell’anno

di Cesare Angelini

editore: Interlinea

pagine: 116

«Stampati da soli, i dodici sonetti sui mesi occuperebbero altrettante pagine, campeggiando ariosi come nel volumetto che Scheiwiller mise fuori nel 1977, l’anno dopo la morte dello scrittore novantenne […]. Forse non dispiacerebbe, ad Angelini, se li chiamassimo idilli, nel senso teocriteo o leopardiano o semplicemente etimologico: dodici quadretti appesi alla bianca parete di una galleria d’arte che vanno valorizzati con un largo passe-partout e da una cornice elegante. Ci si ricorda di quei commentatori che facevano stampare il loro commento in una grande edizione in folio: al centro, come un francobollo, qualche riga di un testo sacro o profano, comunque venerato, e tutt’intorno l’apparato di chiose e commenti. Così ha fatto Mussini per la corona dei mesi: ciascun sonetto introdotto da un cappello, si appoggia sul piedistallo dell’apparato di varianti, cui segue l’ampia spiegazione, nel senso proprio del termine» (dalla Presentazione di Pietro Gibellini).

Canti anonimi

di Clemente Rebora

editore: Interlinea

pagine: 264

«Dall’imagine tesa / Vigilo l’istante / Con imminenza di attesa – / E non aspetto nessuno» sono i versi di chi è in ansia aspettando qualcuno e qualcosa: forse la donna amata, forse la conversione. Clemente Rebora, dopo l’annichilimento e la strage della Grande Guerra, scrive questi Canti anonimi perché vuole cercare, nel donarsi anonimo agli altri, una ragione per continuare a vivere, per ripartire, per trovare prima o poi chi «Verrà, se resisto / A sbocciare non visto, / Verrà d’improvviso, / Quando meno l’avverto». Per la prima volta un’edizione commentata di un libro fondamentale tra le due guerre.

L’Inferno di Dante riscritto in milanese

di Carlo Porta

editore: Interlinea

pagine: 136

La prima traduzione del poema di Dante in un dialetto italiano si deve a Carlo Porta. L’Inferno in versi milanesi, seppur frammentario, rappresenta il vero inizio della poesia portiana.

L'opera poetica

Con inediti

di Giovanni Orelli

editore: Interlinea

pagine: 720

In un solo libro l’intera opera di un autore di cui non si può fare a meno perché come pochi altri ha saputo raccontare in poesia la sua Svizzera tra valli e città, l’amore familiare tra eros e thànatos e la passione per i libri. Giovanni Orelli (1928-2016) è stato «scrittore versatile e uomo intero», ma anche «poeta-profeta», come lo descrive Pietro Gibellini nell’introduzione. Partendo dalla narrativa e dalla critica militante è arrivato alla poesia con una parola che sempre salva perché «guizza dal cervello al cuore».
 

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