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«On talent inscì foeura de misura» Letture da Tommaso Grossi nel bicentenario di Carlo Porta

«On talent inscì foeura de misura» Letture da Tommaso Grossi nel bicentenario di Carlo Porta «On talent inscì foeura de misura» Letture da Tommaso Grossi nel bicentenario di Carlo Porta
«On talent inscì foeura de misura». In occasione del bicentenario dalla morte di Carlo Porta (1821-2021)


Con l'occasione del bicentenario dalla morte di Carlo Porta, un Convegno di Studi che si terrà il 27 e 28 maggio a cura dell' Università degli Studi di MilanoComune di MilanoRegione Lombardia, Comitato Nazionale Carlo Porta e Milano City of Literature. Partecipano  Gianluca Albergoni, Federica Alziati, Marco Ballarini, Alberto Bentoglio, Claudia Berra, Giovanni Biancardi, Franco Brevini, Luca Cadioli, Pietro Gibellini, Renato Martinoni, Felice Milani, Silvia Morgana, Mauro Novelli, Giuseppe Polimeni, Aurelio Sargenti, Gianfranco Scotti.
 In particolare l'incontro di venerdì 28 maggio alle ore 9,30 vedrà le letture di Aurelio Sargenti "Grossi e Porta. Grossi in Porta", a partire dal nostro libro Interlinea Edizioni Le poesie milanesi di Tommaso Grossi, in edizione  rivista e accresciuta a cura proprio di Aurelio Sargenti.
Guarda le dirette da Milano:https://www.comune.milano.it/web/incomune-webtvradio
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Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e il seguente testo Poesie milanesi
Tommaso Grossi
a cura di Aurelio Sargenti

Per un'immersione nella cultura romantica non c'è di meglio dell'amico di 
Carlo Porta e Alessandro Manzoni, il Tommaso Grossi autore di poesie in dialetto tra cui "La prineide", da Stendhal definita "la maggiore satira che mai la letteratura abbia prodotto nell'ultimo secolo". Questo volume a cura di Aurelio Sargenti ripropone, con l'aggiunta di un inedito, tutte le opere del poeta lombardo, nella volontà di riaffermarne l'importanza all'interno del contesto storico e letterario del romanticismo.


«Se hai avuu i sò defensor / E la fevra e 'l maa de testa, / Se gh'è staa quell bell'umor / Che ha lodaa fina la pesta, / L'è vergogna d'on poetta / Se nol loda la boletta»







Nell'occasione segnaliamo anche la nostra ultima uscita nella collana "Lyra" L'inferno di Dante riscritto in milanese di Carlo Porta, a cura di  in edzione a tiratura limitata di 333 copie nel 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

L’Inferno di Dante riscritto in milanese

L'inferno di Dante riscritto in milanese
di Carlo Porta
a cura di Pietro Gibellini e Massimo Migliorati

La prima traduzione del poema di Dante in un dialetto italiano si deve a Carlo Porta. L’Inferno in versi milanesi, seppur frammentario, rappresenta il vero inizio della poesia portiana. Sospesa com’è tra emulazione e parodia, tra slancio verso il sublime e controcanto comico-realistico, la ricreazione dialettale produce un testo originale e assai godibile. Dispersi qua e là nelle edizioni delle poesie portiane, i frammenti dell’Inferno milanese sono qui riuniti, ordinati e riprodotti a fronte dell’originale dantesco. Il libro è introdotto da un ampio saggio di Pietro Gibellini e reca le retroversioni in italiano approntate da Massimo Migliorati.

«A mitaa strada de quell gran viacc / che femm a vun la voeulta al mond da là / me sont trovaa in d’on bosch scur scur affacc, / senza on sentee da podè seguità»







Carlo Porta  Poeta milanese per antonomasia, Carlo Porta (1775-1821) passa la vita nella sua città, che nella stagione compresa tra il “Caffè” e il “Conciliatore” si afferma come capitale della nostra cultura, oltre che del Regno d’Italia creato da Napoleone. Funzionario nella banca di Stato, coltiva la passione per il teatro, recitando come attore dilettante, e soprattutto quella della poesia in dialetto. Difende il milanese dagli attacchi dei puristi e, attraverso il realismo e la comicità, interpreta le istanze dei romantici, nelle cui file milita durante l’aspra polemica contro i classicisti. Saluta con entusiasmo l’arrivo dei francesi ma condanna poi la loro prepotenza, spera nel ritorno di un’Austria illuminata ma non esita a criticare la restaurazione dell’Antico Regime. Dei suoi versi escono edizioni parziali nel 1817 e nel 1821, prima che la stampa luganese del 1826, diffusa di contrabbando, offra il corpus complessivo. La satira sociale, lo schietto realismo, il brioso umorismo fanno di Porta un ponte tra Parini e Manzoni, che alla morte dell’amico riconosce il suo «talent admirable», pur lamentando che lo abbia esercitato solo nel dialetto. Lodato da Stendhal e da Foscolo, Porta ci lascia testi indimenticabili, nei quali mette in caricatura dame sussiegose e ignoranti (La nomina del cappellanLa preghiera), canzona preti senza vocazione (Ona visionEl Miserere) e dà finalmente voce agli umiliati e offesi dal potere e dalla vita: Giovannin Bongee, il Marchionn di gamb avert, la Ninetta del Verzee. Il suo vivace linguaggio, che svaria dal dialetto plebeo al “parlar finito”, dal latinorum agli idiomi stranieri, fa di lui un campione della linea espressionistica lombarda, anzi europea. Nel 2021 Interlinea ha pubblicato L’Inferno di Dante riscritto in milanese, a cura di Pietro Gibellini e Massimo Migliorati, in edizione a tiratura limitata di 333 copie nel 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Le poesie milanesi

di Tommaso Grossi

editore: Interlinea

pagine: 324

Per un'immersione nella cultura romantica non c'è di meglio dell'amico di Carlo Porta e Alessandro Manzoni, l'autore di poesia dialettale Tommaso Grossi.

L’Inferno di Dante riscritto in milanese

di Carlo Porta

editore: Interlinea

pagine: 136

La prima traduzione del poema di Dante in un dialetto italiano si deve a Carlo Porta. L’Inferno in versi milanesi, seppur frammentario, rappresenta il vero inizio della poesia portiana.

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