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Maria Caterina Perazzo

Libri dell'autore

Il Risorgimento vercellese e l'impronta di Cavour

a cura di Alberto Cavaglion, Raffaella Afferni, Renata Allìo, Magda Balboni, Carlo Barbero, Michela Barosio, Ombretta Bertolo, Luca Brusotto, Patrizia Carpo, Irene Gaddo, Giorgio Giordano, Mario Guilla, Cinzia Joris, Cinzia Lacchia, Gianni Mentigazzi, Mario Ogliaro, Maria Caterina Perazzo, Paoletta Picco, Paolo Pomati, Anna Rosso, Claudio Rosso, Marco Trisciuoglio, Cristina Vernizzi, Adriano Viarengo, Giuseppe Zaccaria

editore: Interlinea

pagine: 360

Una raccolta di saggi che, a centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, si accostano, con una rinnovata consapevolezza storica, a temi nuovi e consolidati riguardanti eventi e personaggi del Risorgimento in rapporto al territorio vercellese, a sua volta contraddistinto dalla contrapposizione tra città e campagna, immobilismo e innovazione. Nella convinzione che, come scrive Edoardo Tortarolo nell’Introduzione, «centocinquant’anni sono molti: vale la pena di ricordarli non distrattamente e come per dovere (o far finta di dimenticarsene) ma con il senso della proporzione storica che rende significativo e utile parlare a ragion veduta del passato comune».

E divenne Maggiore

Aspetti della storia dell'Ospedale di sant'Andrea in Vercelli

a cura di Giancarlo Andenna, Luca Bianchi, Giorgio Cosmacini, Miriam Clelia Ferrari, Gianmario Ferraris, Riccardo Nelva, Maria Caterina Perazzo, Adriano Soldano

editore: Interlinea

pagine: 276

«Un tempo si diceva comunemente e semplicemente “Ospedale Maggiore”, ora, non si sa perché, si dice comunemente “Ospedale di Sant’Andrea”. In realtà sia l’uno sia l’altro modo di chiamare quest’ospedale vanno bene. Nel primo modo s’indica la supremazia storica dell’ospedale fondato da Guala Bicchieri nei confronti degli altri ospedali che sono esistiti a Vercelli e che poi vennero assorbiti dall’Ospedale di Sant’Andrea, nel secondo modo si ritorna alla dugentesca denominazione originaria. [...] Ricordiamo che dapprima fu un’istituzione religiosa, poi, con bolla di Paolo IV del 1555, divenne un’istituzione laica, amministrata da cittadini vercellesi; nel secolo XIX ebbe una ragguardevole crescita, acquisendo anche un’ottima e ben meritata fama, grazie ad amministratori capaci e scrupolosi nel gestire il suo grande patrimonio fondiario e soprattutto nello scegliere con rigore il personale sanitario, che ancora al principio del Novecento era ritenuto fra i migliori del Piemonte. In questi ultimi decenni gli studi di storia ospedaliera, sia in generale sia di singoli ospedali, hanno avuto un forte incremento, ed è giusto che anche le complesse vicende dell’Ospedale di Sant’Andrea, una gloria autentica di Vercelli, incomincino a essere studiate in modo degno. Per questo v’è da plaudire a Vercelliviva per aver organizzato questo convegno, dove valenti relatori hanno dato importanti contributi sia nell’inquadrare la storia particolare dell’ospedale vercellese nella più vasta storia ospedaliera italiana, sia nell’approfondire la ricerca storica su argomeriti specifici riguardanti importanti momenti del suo passato, fino al secolo XVI. è da augurarsi però che gli studi proseguano anche per i secoli successivi» (Rosaldo Oldano, presidente della Società Storica Vercellese).
 

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