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L’epistolario inedito di Verga: al via la pubblicazione all’interno dell’Edizione Nazionale del padre del Verismo

L’epistolario inedito di Verga: al via la pubblicazione all’interno dell’Edizione Nazionale del padre del Verismo L’epistolario inedito di Verga: al via la pubblicazione all’interno dell’Edizione Nazionale del padre del Verismo
L’epistolario inedito di Verga: al via la pubblicazione all’interno dell’Edizione Nazionale del padre del Verismo

Anteprima giovedì 7 dicembre 2023 a Roma alla fiera Più libri più liberi con Carla Riccardi, vicepresidente del Comitato per l’opera omnia dello scrittore siciliano ed edita da Interlinea. 

Un Verga inedito riemergerà dalle lettere che stanno per essere pubblicate da Interlinea in un’edizione integrale e critica in 24 volumi: l’edizione dell’epistolario completo, prevista in 27 volumi, si avvia da dicembre 2023, promossa dal Comitato per l’Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Verga e dalla Fondazione Verga presieduta da Gabriella Alfieri, con il Ministero della Cultura, con i primi due volumi delle Lettere ai nipoti, a cura di Giuseppe Sorbello, e dei Carteggi con Cameroni, Farina e Martini, a cura di Melania Vitale. L’impresa della nuova serie dell’Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Verga è stata inaugurata nel 2014 da I Malavoglia curati da Ferruccio Cecco e prosegue ancora oggi (recente è il volume della Duchessa di Leyra nel volume Abbozzi di romanzo a cura di Giorgio Forni). Alla serie sono stati affiancati i reprint della prima serie fondata da Francesco Branciforti, uno dei maestri della filologia verghiana.
«Allestire l’epistolario di un grande scrittore dell’Ottocento si presenta come un’impresa fortemente impegnativa» scrivono Gabriella Alfieri, Giorgio Forni, Cristina Montagnani e Carla Riccardi nella premessa ai carteggi: «In prima istanza, vi è l’esigenza di ricerca e costituzione di un corpus documentario che, nel caso di Giovanni Verga, si presenta oggi disperso in più archivi e biblioteche e composto da testimonianze eterogenee. Portata a buon punto la ricognizione del materiale, sempre suscettibile di incrementi, occorre stabilire in che modo presentare al lettore l’imponente mole della corrispondenza». All’epistolario in ordine cronologico si è preferito anticipare la pubblicazione di una serie di carteggi organizzati per corrispondente. E ad aprire la sezione dei carteggi non possono che essere quelli con i familiari. Per il momento sono state pubblicate le lettere ai nipoti, a cura di Giuseppe Sorbello, ma fondamentali per la ricostruzione delle vicende personali e culturali risulteranno le centinaia di lettere che Verga indirizzava con cadenza spesso giornaliera soprattutto alla madre, ai fratelli e, più tardi, ai nipoti.
Nelle Lettere ai nipoti si raccolgono le lettere di Giovanni Verga ai nipoti Giovannino, Caterina e Marco, figli del fratello Pietro. Le lettere coprono un arco cronologico che va dal 1897 al 1921: la stagione dei capolavori è chiusa e si apre il lungo periodo del “silenzio letterario” in cui la parabola artistica ed esistenziale dello scrittore maturo si incrocia con le parole affettuose, i rimproveri e i nuovi doveri verso i nipoti, di cui diviene tutore quando rimangono orfani di entrambi i genitori. Le lettere fanno emergere un nuovo punto di vista da cui osservare Verga, in quanto i diversi passaggi della sua biografia possono essere adesso riletti alla luce della dimensione privata dello scrittore, anche in relazione ai viaggi e alle vicende politiche contemporanee, in particolare il dramma della Grande Guerra.
Né meno rilevanti i Carteggi che Verga intrattiene con influenti critici letterari come Cameroni, Farina e Martini. Sempre restio a ogni pubblica illustrazione teorica del proprio metodo narrativo, nello spazio privato e confidenziale della lettera Verga si lascia andare invece a rivendicazioni, chiarimenti, giudizi sul proprio lavoro e su quello di altri scrittori, con una lucidità e un’acutezza che ci fanno conoscere uno scrittore che riflette sulla propria poetica e su questa base pondera le proprie scelte tematiche ed espressive, ben diverso dunque dall’immagine vulgata di un narratore solo d’istinto. Cameroni, Farina e Martini rappresentano tre differenti voci ben rappresentative dell’ampio dibattito sul realismo che soprattutto tra gli anni settanta e ottanta dell’Ottocento si consuma sulle pagine delle riviste italiane e che, nella diversità delle posizioni, li vede cooperare alla rifondazione della letteratura nazionale. Sono tra i primi recensori dei romanzi di Verga e instaurano con lo scrittore un rapporto che, diventato presto di affettuosa amicizia, influì più o meno direttamente sulla sua visione dell’arte.
«Con la pubblicazione dell’epistolario e dei carteggi si concluderà la grande impresa dell’Edizione Nazionale, che ha permesso di leggere le opere di Verga in testi criticamente affidabili; e non solo: ha consentito di seguire l’evoluzione della scrittura verghiana attraverso apparati di varianti, appendici che documentano primi abbozzi e campagne correttorie inesauste. Il complesso davvero monumentale fornirà un ritratto a tutto tondo di un grande scrittore che ha realmente posto le basi della letteratura del Novecento» (Gabriella Alfieri, Giorgio Forni, Cristina Montagnani e Carla Riccardi).

Lettere ai nipoti

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: LII + 140

Si raccolgono in questo volume le lettere di Giovanni Verga ai nipoti Giovannino, Caterina e Marco, figli del fratello Pietro. Le lettere coprono un arco cronologico che va dal 1897 al 1921: la stagione dei capolavori è chiusa e si apre il lungo periodo del “silenzio letterario” in cui la parabola artistica ed esistenziale dello scrittore maturo si incrocia con le parole affettuose, i rimproveri e i nuovi doveri verso i nipoti, di cui diviene tutore quando rimangono orfani di entrambi i genitori. Le lettere fanno emergere un nuovo punto di vista da cui osservare Verga, in quanto i diversi passaggi della sua biografia possono essere adesso riletti alla luce della dimensione privata dello scrittore, anche in relazione ai viaggi e alle vicende politiche contemporanee, in particolare il dramma della Grande Guerra.

Carteggi con Felice Cameroni, Salvatore Farina e Ferdinando Martini

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: XLIV + 180

Il presente volume offre insieme i carteggi di Verga con tre alti rappresentanti della critica militante italiana, attivi su fronti distanti, anche opposti, nella cruciale stagione delle polemiche sul realismo nell’arte, destinate a mutare profondamente il nostro sistema letterario: Cameroni, Farina e Martini rappresentano tre differenti voci ben rappresentative dell’ampio dibattito sul realismo che soprattutto tra gli anni settanta e ottanta dell’Ottocento si consuma sulle pagine delle riviste italiane e che, nella diversità delle posizioni, li vede cooperare alla rifondazione della letteratura nazionale. Sono tra i primi recensori dei romanzi di Verga e instaurano con lo scrittore un rapporto che, diventato presto di affettuosa amicizia, influì più o meno direttamente sulla sua visione dell’arte.

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