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L'esploratore del Medioevo, Hieronymus Münzer

L'esploratore del Medioevo, Hieronymus Münzer L'esploratore del Medioevo, Hieronymus Münzer

Svelato il volto del primo viaggiatore nell’Europa del XV secolo Il dottor Hieronymus Münzer raccontato da un bibliofilo

 

Silvio Biancardi ricostruisce un viaggio storico e letterario attraverso gli occhi del dottor Hieronymus Münzer all’alba dell’Età Moderna: da Carlo VIII re di Francia ai re di Castiglia e Aragona fino a Cristoforo Colombo, intrighi di corte e strategie economico-politiche.

 

Il diario di viaggio, conservatonella Biblioteca Statale di Monaco di Baviera, vergato dalla mano del cronista Hartmann Schedel, è uno scorcio dell’Europa alle soglie dell’Età moderna è in uscita per Interlinea nella collana “Studi” a cura del bibliofilo milanese Silvio Biancardi: Il dottor Hieronymus Münzer. Un viaggiatore nell’Europa. Un viaggio da Norimberga fino alla Svizzera e Provenza sino a Malaga, poi Portogallo, Spagna, i Pirenei, il ducato di Borgogna, Colonia, Magonza e Worms. Silvio Biancardi ci accompagna lungo le tappe del lungo viaggio diHieronymus Münzer, svelandoci i meccanismi politici ed economici del tempo, la quotidianità e il mondo degli intellettuali e aristocratici nelle piccole e grandi vicende nell’Europa di Carlo VIII re di Francia, i re di Castiglia e di Aragona e di Cri­stoforo Colombo.

 Il dottor Hieronymus Münzer
Un viaggiatore nell’Europa del XV secolo

di Silvio Biancardi

Sabato 2 agosto 1494 un medico di Norimberga, il dottor Hieronymus Münzer, lasciava la sua città per un lungo viaggio attraverso tutta l’Europa occidentale, apparentemente con lo scopo di «vedere molte genti, conoscere gli usi di molti popoli, e tramandare tutto questo alla memoria». Ma questa straordinaria spedizione, che il dottore documenterà attentamente attraverso una sorta di diario di viaggio, l’Itinerarium sive peregrinatio excellentissimi viri, non era mossa solo da motivi di alta cultura. Hieronymus infatti godeva del sostegno di Massimiliano di Asburgo, Rex romanorum, che gli attribuiva un ruolo al contempo di ambasciatore non ufficiale e di informatore segreto. Attraverso il racconto preciso e puntuale delle vicende di cui il dottor Münzer si rese protagonista, Silvio Biancardi ci racconta quali meccanismi muovessero le azioni dei sovrani dell’epoca, tra relazioni famigliari e interessi economici, e fino a che punto gli intellettuali potessero avere un ruolo nelle piccole e grandi vicende dell’Europa, negli anni che segnarono il tramonto del Medioevo e l’alba dell’Età moderna.

Interlinea, Novara 2021, pp. 128, euro 20, “Studi” 102, ISBN 978-88-6857-419-2 


Silvio Biancardi è stato un bibliofilo milanese con ampie frequentazioni francesi, al suo esordio in campo storico con La chimera di Carlo VIII (1492-1495), un ampio e documentatissimo volume sul periodo italiano del re di Francia, con presentazione di Giancarlo Andenna.






Dall’incipit del diario di viaggio: «Considerando, secondo il detto di Aristotele, che l’uomo è soprattutto il suo intelletto, che la ricerca della verità è l’attività a lui più consona, e che lontano delle faccende quotidiane e degli affari […] ci si trova meglio per vedere ed apprendere le varie cose del mondo […] per questo motivo è piaciuto a molti […] esporsi al rischio di peregrinazioni per terra e per mare […] vedere molte genti, conoscere gli usi di molti popoli, e tramandare tutto questo alla memoria»

 

 

 

Il dottor Hieronymus Münzer

Un viaggiatore nell’Europa del XV secolo

di Silvio Biancardi

editore: Interlinea

pagine: 128

Sabato 2 agosto 1494 un medico di Norimberga, il dottor Hieronymus Münzer, lasciava la sua città per un lungo viaggio attraverso tutta l’Europa occidentale, apparentemente con lo scopo di «vedere molte genti, conoscere gli usi di molti popoli, e tramandare tutto questo alla memoria». Ma questa straordinaria spedizione, che il dottore documenterà attentamente attraverso una sorta di diario di viaggio, l’Itinerarium sive peregrinatio excellentissimi viri, non era mossa solo da motivi di alta cultura. Hieronymus infatti godeva del sostegno di Massimiliano di Asburgo, Rex romanorum, che gli attribuiva un ruolo al contempo di ambasciatore non ufficiale e di informatore segreto. Attraverso il racconto preciso e puntuale delle vicende di cui il dottor Münzer si rese protagonista, Silvio Biancardi ci racconta quali meccanismi muovessero le azioni dei sovrani dell’epoca, tra relazioni famigliari e interessi economici, e fino a che punto gli intellettuali potessero avere un ruolo nelle piccole e grandi vicende dell’Europa, negli anni che segnarono il tramonto del Medioevo e l’alba dell’Età moderna.

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