Il tuo browser non supporta JavaScript!

Azionisti italiani e intellettuali nel nuovo “Autografo”

Azionisti italiani e intellettuali nel nuovo “Autografo” Azionisti italiani e intellettuali nel nuovo “Autografo”

Il diario inedito di Carlo Levi sul nuovo “Autografo” svela il ruolo di intellettuali e azionisti italiani

 Nel numero della rivista del Fondo Manoscritti di Pavia testi e saggi su scrittura tra memoria, politica e narrazione a cura di Gainfranca Lavezzi e Giorgio Panizza. In uscita a fine luglio.

 

Azionisti e scrittura tra memoria e narrazione s’intitola il nuovo volume della rivista “Autografo” con saggi, inediti tra cui il diario del 1935 di Carlo Levi conservato al Fondo Manoscritti di Pavia, che cura il periodico fondato da Maria Corti ed edito da Interlinea, anche con la collaborazione dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Torino.

Il volume contiene riflessioni a partire da figure presenti nell’archivio pavese come Carlo Levi, Luigi Meneghello, Fausta Cialente e, tra gli altri, Eugenio Montale, per indagare e riflettere sugli scrittori di area azionista. Come scrivono i curatori Gianfranca Lavezzi e Giorgio Panizza, nella premessa, «attorno a questi nomi si è raccolta una riflessione a più livelli su due aspetti speculari: da un lato, il rapporto tra esperienza politica e anche strettamente resistenziale e sua rappresentazione letteraria; dall’altro, l’identificazione di forme specifiche di rappresentazione dell’intellettuale azionista, tra memoria dei fatti, elaborazione romanzesca, storiografia, non solo nell’ambito della letteratura, ma anche in quello del cinema».

Azionisti e scrittura tra memoria e narrazione (pp. 224, euro 20) contiene saggi di Mario Baudino, Filippo Benfante, Francesca Caputo, Emauela Carbè, Matteo Castellucci, Pierangela Lombardi, Clelia Martignoni, Mauro Novelli, Gilda Policastro, Nunzio Ruggiero e Luciano Zampese.

Azionisti e scrittura tra memoria e narrazione
Azionisti e scrittura tra memoria e narrazione
Autografo 65
 a cura di Gianfranca Lavezzi e Giorgio Panizza


I percorsi di ricerca raccolti in questo numero di “Autografo”, frutto della collaborazione tra il Centro Manoscritti di Pavia e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Torino, prendono le mosse da tre autori di area azionista presenti nel fondo pavese: Carlo Levi (Filippo Benfante), di cui viene qui proposto anche l’inedito Diario 1935 (a cura di Gilda Policastro), Luigi Meneghello (Francesca Caputo, Luciano Zampese), Fausta Cialente (Emmanuela Carbé, Nunzio Ruggiero). Ai loro nomi si affiancano negli altri contributi quelli di Emilio Lussu, Pietro Nenni, Curzio Malaparte, Jacopo Dentici, Dante Livio Bianco, Emanuele Artom, Nuto Revelli, Ferruccio Parri, Giorgio Bassani, Carlo Cassola: per indagare le forme di rappresentazione dell’intellettuale azionista, e per mettere a confronto l’esperienza politica con la sua rappresentazione letteraria (Matteo Castellucci, Pierangelo Lombardi, Clelia Martignoni, Mario Baudino, Mauro Novelli).
Interlinea, Novara 2021, pp. 224, euro 20, ISBN 978-88-6857-395-9

 Dalla nota critica all’inedito diario del 1935 di Carlo Levi, «conservato presso il Fondo Levi del Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, a cura di Gilda Policastro: «Per gli studiosi di Carlo Levi è il leggendario «quaderno verde»: un documento inedito del secondo periodo di prigionia, a Roma, di cui si leggevano menzioni vaghe ed estratti di varia lunghezza in forma frammentata e sparsa su riviste e in volume, spesso integrati dalla mano del critico o, al contrario, lacunosi e imprecisi. Negli ultimi vent’anni di quel documento sembravano essersi perse quasi del tutto le tracce, salvo sporadiche e comunque disgregate riemersioni. Ma cosa conteneva, il famigerato «quaderno»? Qualche indicazione è lo stesso autore a fornircela, nelle lettere del periodo e in appunti successivi. Partiamo dalle lettere: è il 12 luglio 1935, Carlo è detenuto a Regina Coeli e scrive ai familiari mentre aspetta di conoscere la località del confino, ricevuta ormai, sebbene in via non ancora ufficiale, notizia della condanna. Teme che non potrà dipingere, nella sede cui verrà destinato (come del resto già accadeva in carcere), ma intanto si rallegra di avere con sé l’occorrente per scrivere:

 Il mio quadernetto ha una bella copertina verde chiaro, su cui è stampato Quaderno del detenuto […]. Ha 50 bellissime pagine: scrivendo piccolo ci può stare una buona parte del mio libro

SCOPRI TUTTI I NUMERI DELLA RIVISTA

 

 

 

Azionisti e scrittura tra memoria e narrazione

Autografo 65

rivista: Autografo

pagine: 224

Pubblicazione rivista "Autografo" n. 65 frutto della collaborazione tra il Centro Manoscritti di Pavia e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Torino

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito web utilizza cookies per aiutare a migliorare i servizi e le informazioni ai suoi visitatori. Se continui ad usare questo sito ne accetti implicitamente l'utilizzo. Ricordiamo inoltre che dal tuo browser è possibile cancellare la cache e tutti i cookies principali. Utilizziamo cookies di terze parti e proprietari. Per maggiori informazioni ti invitiamo a consultare la Cookies Policy

Acconsento