La tua carezza mi traversa l'anima

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Occorre leggere i versi di Adriano Cervia per comprendere che è ancora possibile, alle soglie del terzo millenio, immergersi nella migliore poesia biblica grazie alle parole di un uomo d'oggi. Le sue parole, vibranti e commosse, dimostrano che al silenzio spirituale può giovare la passione letteraria: parole che interrogano, riflettono, dividono, uniscono, amano. Sempre con l'immagine della croce davanti: «La mia carne posai su le tue braccia / come un sudario bianco sopra i rami / d'una croce il venerdì santo». Il lettore viene così accompagnato in un suggestivo itinerario spirituale di purificazione, rispecchiandosi nella natura e nel vangelo (con una sezione di testi ispirati ai santuari di Re, Cannovio, Varallo, Oropa...), secondo la migliore tradizione religiosa e poetica contemporanea inaugurata da Claudel, Rebora e Turoldo. In questi salmi contemporanei di Cervia (sacerdote, predicatore, autore di testi tradotti anche all'estero) tutte l esperienze della vita. Maturate nella coscienza di una condizione esistenziale tra angoscia e speranza, bruciano al fuoco di un amore che consuma ma salva, nella certezza che «la tua carezza mi traversa l'anima».
 

La tua carezza mi traversa l'anima, ombra d'un ramo di noce sugli occhi estivi. Signore.