Tutti i prodotti: Interlinea
Teatro II: drammi borghesi, frammenti di commedie e sceneggiature
di Giovanni Verga
editore: Interlinea
pagine: XCVI + 712
Il volume raccoglie le prime due commedie verghiane, risalenti al periodo fiorentino, I nuovi tartufi e Rose caduche, insieme agli abbozzi delle opere teatrali non compiute e a quanto ci è giunto delle sceneggiature cinematografiche. Se i frammenti delle opere teatrali attestano un costante scambievole rapporto tra novellistica e teatro, la collaborazione con la nascente industria cinematografica offre una ulteriore testimonianza della concezione profondamente sperimentale che Giovanni Verga ebbe dell’arte.
La traduzione del testo poetico
Tra XX e XXI secolo
a cura di Franco Buffoni
editore: Interlinea
pagine: 440
I maggiori autori e studiosi della traduzione letteraria sono raccolti in un libro di riferimento a cura di Franco Buffoni, tra i massimi esperti del settore a livello europeo. Da Bonnefoy e Sanesi a Bacigalupo, Magrelli e Gardini, sono messi in luce i diversi aspetti del tradurre, nell’idea che occorra comprendere e monitorare «il concetto di costante mutamento e trasformazione che è delle lingue e della traduzione, come metafora del nostro esistere».
Manzoni sul lago Maggiore
di Raffaele Fattalini
editore: Interlinea
pagine: 80
«La lettura di queste piacevoli e dettagliate pagine ci induce a pensare che Raffaele Fattalini abbia accompagnato Alessandro Manzoni nei suoi viaggi e soggiorni a Lesa, si sia seduto al suo fianco in carrozza, con lui abbia passeggiato in riva al lago o sulla costa del Vergante fino al Sacro Monte di Orta, per viali, vialetti e stradicciole, si sia seduto al tavolo del giardino e intrattenuto a osservare il battello che faceva la spola da e con la Svizzera, abbia ascoltato – con discrezione – le chiacchiere di Manzoni con gli amici e le conversazioni con Antonio Rosmini a Stresa, e ce le abbia diligentemente riferite. Come un fedele amico o un attento segretario ha saputo cogliere nei suoi occhi l’ammirazione per i luoghi che andava visitando, che lo hanno accolto, e che oggi ne conservano la memoria» (Jone Riva). «Un contributo vero, concreto e notevole – e piacevole, che non guasta – alla bibliografia e biografia manzoniana» (Carlo Carena).
Pensare e narrare le nuove forme del lavoro
Nuova corrente 177
rivista: Nuova Corrente
pagine: 128
Questo numero di “Nuova corrente” affronta il tema del lavoro come una delle categorie decisive della modernità: non soltanto attività produttiva, ma forma di esperienza attraverso cui si trasformano soggettività, tecnica e rapporti sociali. I contributi qui raccolti – che spaziano dalla filosofia alla teoria critica e alla letteratura – interrogano il Novecento e il presente: dalla mobilitazione totale teorizzata da Jünger alla riflessione di Benjamin sulla tecnica, dalla crisi dell’utopia socialista nella DDR alle più recenti scritture working class e al capitalismo digitale. Al centro emerge la trasformazione dell’esperienza moderna e contemporanea: precarietà, accelerazione, prestazione permanente, dissoluzione delle identità stabili. Ne risulta una mappa teorica e narrativa delle tensioni del nostro tempo, là dove il lavoro diventa il luogo in cui si misurano libertà e dominio, produzione ed esistenza, emancipazione e alienazione.
Sommario
Micaela Latini e Gabriele Guerra, Premessa. Il lavoro e le sue metamorfosi
Ubaldo Fadini, Le stanchezze contemporanee e l’orizzonte narrativo
Valentina Serra, Le «bestie del proletariato». Rappresentazioni zoomorfe del lavoro nella Repubblica di Weimar
Maurizio Guerri, La guerra come «tradimento della tecnica». Su Walter Benjamin ed Ernst Jünger
Raul Calzoni, Dalla fabbrica al palcoscenico: il lavoro come simbolo e utopia nella letteratura della DDR
Giorgio Fazio, Il significato politico della nuova letteratura working class. Il caso Didier Eribon
Daniele Balicco, Ribellarsi è giusto. Normazione digitale e pirateria: la lotta di classe nell’era del dark web
Abstracts
Notizie sugli autori
Archivio Giuridico del Piemonte Orientale II
rivista: Archivio Giuridico del Piemonte Orientale
pagine: 256
Il Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa (Disei) dell’Università del Piemonte Orientale promuove lo studio delle discipline giuridiche nell’ambito dei corsi di laurea a libero accesso di Economia aziendale (Lt), Progettazione e Management del Turismo (Lt), Amministrazione, Professione e Persone (Lm), Management, Economia e Finanza (Lm), Giurisprudenza (Lmg). Le discipline giuridiche sono centrali anche nella didattica per la formazione avanzata, nell’ambito della quale possiamo ricordare il master di I livello in “Mediatore penale esperto in programmi di giustizia riparativa”, il master di II livello in “Praticabilità dell’azione amministrativa”, il corso di alta formazione in Diritto costituzionale e il corso di alta formazione in tecniche dell’amministrazione locale. La qualità della didattica è assicurata da un impegno costante sul piano della ricerca che porta il Disei ad essere protagonista nel dibattito nazionale e internazionale. L’Archivio Giuridico del Piemonte Orientale vuole lasciare una traccia delle ricadute dell’azione del Disei sull’ambito territoriale nel quale opera e della feconda collaborazione tra dipartimento e istituzioni che nei rispettivi contesti professionali hanno cura dei diritti dei cittadini.
Sommario
DOTTRINA
Maria Antonietta Ligios, Diritto romano e responsabilità illimitata nell’esercizio dell’impresa. Profili ricostruttivi
Massimiliano Malvicini, Appunti sulla teoria della rappresentanza politica di Vittorio Emanuele Orlando
Roberto Pettinelli, Accesso alla contrattazione collettiva e pluralismo sindacale. Valore e funzione del reciproco riconoscimento dopo Corte Cost. n. 156/2025
Davide Achille, Concezioni della causa contrattuale e diritto effettivo
Chiara Brustia, Influencer marketing tra soft law e hard law: verso una regolamentazione dell’influenza digitale?
Alessandra Szego, Il sofferente psichico autore di reato
GIURISPRUDENZA. NOTE A SENTENZA E MASSIME
Note a sentenza
Vito Rubino, L’evocazione semantica, fonetica e concettuale della Dop Grana Padano in una recente sentenza della Corte d’appello di Torino »
Filippo Lattanzio, L’estensione temporale dell’onere di repêchage del datore di lavoro
Mario Natale, “Super-pegno” e concorso «minimo»? Note critiche sull’autotutela esecutiva del pegno non possessorio tra crisi d’impresa e liquidazione giudiziale
Massime
CRONACA DEGLI EVENTI
NOTIZIE DALLE PROFESSIONI
Letture boiardesche
Inamoramento de Orlando. Libro I
a cura di Cristina Montagnani, Elisa Curti, Elisabetta Menetti, Giovanna Rizzarelli
editore: Interlinea
pagine: 400
Perché proporre una lettura continuata e integrale dell’Inamoramento de Orlando che, per la sua struttura entrelacée, pare prestarsi poco e male a questo esperimento? L’avventura, affascinante quanto perigliosa, ha preso avvio nel 2023 grazie all’iniziativa di Elisa Curti, Elisabetta Menetti, Cristina Montagnani e Giovanna Rizzarelli. Se è vero che quasi mai un canto corrisponde a un’unità narrativa compiuta, ragionare di nuovo sulle chiuse e sugli attacchi dei canti ha permesso di approfondire la dimensione dinamica della narrazione boiardesca, individuando simmetrie e corrispondenze, anche numeriche, sinora sconosciute. Sono state inoltre affrontate zone del poema, specie quelle epiche, ancora quasi incognite: si pensi alle battaglie campali e soprattutto ai duelli singolari, di cui alcuni dei close reading qui pubblicati mostrano l’attenta e raffinata costruzione. Il risultato forse più importante che emerge da questa lettura del I libro riguarda gli elementi strutturali di ampia estensione, che sono stati indagati più volte alla ricerca di un’architettura sottesa all’impalcatura del poema. Lo stadio in cui Boiardo ha lasciato la sua opera non consente di formulare ipotesi a questo riguardo: al momento dell’interruzione la rete delle avventure è larghissima, il poema si espande solo orizzontalmente. Ma le letture qui raccolte offrono qualche risposta e non poche novità.
Quaderni borromaici 13
Saggi, studi, proposte
rivista: Quaderni Borromaici
pagine: 244
Anticipo che ho sempre cercato, nella mia vita di studioso e di accademico, di onorare, con l’impegno, il privilegio concessomi – immeritato come ogni privilegio – di essere entrato nella vita universitaria a Pavia, attraverso l’Università che era stata di Cesare Beccaria; e di esservi entrato, in contemporanea, dimorando per sei anni preziosi nel «Palazzo per la Sapienza» (così ebbe a chiamarlo il Vasari), fatto costruire a Pellegrino Tibaldi da san Carlo per farne l’Almo Collegio Borromeo: il più antico collegio universitario italiano. E dunque, in tal modo, per così dire passando anche attraverso il capitolo XXII dei Promessi sposi, dove appunto di quel Collegio si parla – per dire che «porta ancora il nome del loro casato» – presentando la figura eccelsa del cardinal Federigo, il primo studente e più tardi cardinale milanese e fondatore, quattrocento anni or sono, della Biblioteca Ambrosiana.
Mario Pisani
Sommario
Giorgio Mariani, Cesare Angelini a cinquant’anni dalla morte
Alberto Lolli, Gli anniversari non contano
Saggi
Giovanni Caravaggi, Un antico omaggio poetico a santa Caterina da Siena (Valencia 1499)
Samuele Esposito, The protection of the culpability principle as a pillar of criminal lawsecundum constitutionem
Andrea Gamberini, Non solo «paesaggi di madreperla». Giuseppe Didone e la pittura di figura tra naturalismo e tecniche fotografiche
Paolo Zoboli, La poesia, la più divina creatura di Dio: l’ultimo Mario Novaro (1939-1944)
Elisa Avella, Sulle traduzioni delle Fleurs du mal di Giovanni Raboni: tra teoria e stile
Edoardo Foppiani, «Elli givan dinanzi, e io soletto di retro». Considerazioni sui rapporti tra Stazio, Virgilio e Dante
Michele Ferrando, Kierkegaard di Adorno. Adorno con Kierkegaard
Rachele Oggionni, Educazione linguistica democratica tra principi e pratiche: un’indagine sulla scuola
dell’infanzia e del primo ciclo in Italia
Giacomo Minuto, Miscele di gas ecosostenibili per il rivelatore di particelle PICOSEC-Micromegas
Emanuele Di Martino, Neurobiologia e Talking Cure: una prospettiva neuropsicoanalitica
Scaffale borromaico
Francesco Meriggi, Nel 65° anniversario del raid Pavia-Oxford compiuto dagli “Argonauti” o “Magnifici sette” del Collegio Borromeo (1961-2026)
Daniele Nizzola, Costantino Marini, ovvero lo studio e la guerra di un Borromaico
Bancarella borromaica
Filippo Capobianco, Le supernove non fanno rumore e tu tossisci a teatro? (Micael Boccato)
Gianmarco Gronchi, Liminal Fiorucci. Dieci anni di moda e arte a Milano (Sabrina Grassi)
Mauro Campello, L’undicesimo gioco (di Abulafia) (Riccardo Gabriele Maria Barera)
Paolo Geraci, Loano isola del Ponente. Variazioni su un tema di Alford. Storia, racconti e curiosità (Claudio Bellinzona)
Eulin
Histoires de femmes et de lin
di María Josefina -Cerutti
editore: Interlinea
pagine: 264
Le lin est une fibre dont l’histoire remonte à la nuit des temps et dans laquelle les femmes ont joué un rôle crucial. Ses origines datent d’il y a plus de 30 000 ans. Dans l’Égypte antique, le lin était largement utilisé pour les vêtements, les draps et les bandelettes funéraires, symbolisant la pureté et le statut social. Fibre européenne par excellence, le lin est également au cœur de la naissance des corporations dans les Flandres et des luttes des tisserandes en Irlande. Au cours des dernières décennies, ce tissu est redevenu très prisé dans la mode et la décoration d’intérieur, porté par un intérêt croissant pour la durabilité et la qualité, tout en restant lié à une tradition millénaire. C’est cette longue épopée que ce livre retrace, à la manière d’un roman, en mettant particulièrement en lumière ces figures de femmes qui ont toujours vu dans le lin le symbole de leur propre grâce.Édition promue par Linificio & Canopificio nazionale e Terre de Lin.
In novanta minuti
Storie di calcio e di vita
di Gian Luca Favetto
editore: Interlinea
pagine: 136
Lo sport, e soprattutto il calcio, non può fare a meno del racconto. Il raccontare è la continuazione del calcio con le parole, e anche in questo caso, oltre alla voce e alla penna, ci vogliono muscoli e fiato. Ecco allora la storia del grande Torino, «che si tiene su grazie ai calci dati a un pallone e a una tragedia», la Juventus eterna, la storia vera dell’Ajax, i segreti dei portieri, Zinedine Zidane, «che con il pallone fra i piedi è stato a volte arte, a volte cinema e quasi sempre grande calcio», la finale della prima coppa dei campioni nel 1956 perché «prima è arrivato il pallone e poi l’Europa», Germania 2006, con la faccia di Rino Gattuso che «ormai è letteratura».
Sonetti dei mesi dell’anno
di Cesare Angelini
editore: Interlinea
pagine: 116
«Stampati da soli, i dodici sonetti sui mesi occuperebbero altrettante pagine, campeggiando ariosi come nel volumetto che Scheiwiller mise fuori nel 1977, l’anno dopo la morte dello scrittore novantenne […]. Forse non dispiacerebbe, ad Angelini, se li chiamassimo idilli, nel senso teocriteo o leopardiano o semplicemente etimologico: dodici quadretti appesi alla bianca parete di una galleria d’arte che vanno valorizzati con un largo passe-partout e da una cornice elegante. Ci si ricorda di quei commentatori che facevano stampare il loro commento in una grande edizione in folio: al centro, come un francobollo, qualche riga di un testo sacro o profano, comunque venerato, e tutt’intorno l’apparato di chiose e commenti. Così ha fatto Mussini per la corona dei mesi: ciascun sonetto introdotto da un cappello, si appoggia sul piedistallo dell’apparato di varianti, cui segue l’ampia spiegazione, nel senso proprio del termine» (dalla Presentazione di Pietro Gibellini).
Leggero leggerò
Guida impertinente alla lettura e all’amore per i libri
di Antonio Ferrara
editore: Interlinea
pagine: 148
«Leggere è sexy» secondo Antonio Ferrara, uno scrittore amato da giovani lettori, insegnanti e bibliotecari, che qui racconta storie e modi per innamorarsi delle parole, giocarci e usarle al meglio perché «siamo fatti di storie». Con consigli per scrivere, parlare e leggere in pubblico, anche con tutto il corpo, imparando un uso creativo degli errori. Infatti, come diceva Sartre, «ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche». Un libro per amare i libri.
Eulin
Storie di donne e di lino
di María Josefina Cerutti
editore: Interlinea
pagine: 264
Il lino è un tessuto dalla storia lontanissima in cui le donne hanno avuto un ruolo cruciale. Le origini risalgono a oltre 30 000 anni fa. Nell’antico Egitto il lino era largamente usato per abbigliamento, lenzuola e bende funerarie, simboleggiando purezza e status sociale. Il lino, fibra europea per eccellenza, è anche al centro della nascita delle corporazioni nelle Fiandre e delle lotte delle tessitrici in Irlanda. Ma anche negli ultimi decenni questo tessuto è tornato ad essere molto richiesto nella moda e nell’arredamento, anche per una questione di attenzione alla sostenibilità e alla qualità del prodotto, legato a una tradizione antichissima. È una lunga storia che in questo libro viene raccontata come un romanzo illuminando in particolare le figure di donne che nel lino hanno riconosciuto sempre il simbolo della loro grazia.In collaborazione con Linificio e Canapificio Nazionale, con edizione francese promossa da Terre de Lin.








