Tutti i prodotti: Interlinea
Teatro II: drammi borghesi, frammenti di commedie e sceneggiature
di Giovanni Verga
editore: Interlinea
pagine: XCVI + 712
Il volume raccoglie le prime due commedie verghiane, risalenti al periodo fiorentino, I nuovi tartufi e Rose caduche, insieme agli abbozzi delle opere teatrali non compiute e a quanto ci è giunto delle sceneggiature cinematografiche. Se i frammenti delle opere teatrali attestano un costante scambievole rapporto tra novellistica e teatro, la collaborazione con la nascente industria cinematografica offre una ulteriore testimonianza della concezione profondamente sperimentale che Giovanni Verga ebbe dell’arte.
La traduzione del testo poetico
Tra XX e XXI secolo
a cura di Franco Buffoni
editore: Interlinea
pagine: 440
I maggiori autori e studiosi della traduzione letteraria sono raccolti in un libro di riferimento a cura di Franco Buffoni, tra i massimi esperti del settore a livello europeo. Da Bonnefoy e Sanesi a Bacigalupo, Magrelli e Gardini, sono messi in luce i diversi aspetti del tradurre, nell’idea che occorra comprendere e monitorare «il concetto di costante mutamento e trasformazione che è delle lingue e della traduzione, come metafora del nostro esistere».
E san Francesco inventò il presepio
di Tonino Conte
editore: Interlinea
pagine: 64
Un grande artista, Emanuele Luzzati, illustra l’invenzione del presepio a cura di Francesco d’Assisi raccontato da Tonino Conte, che così scrive: «La domanda più importante che si faceva san Francesco era: un cristiano può combattere e uccidere nel nome di Dio? E poi: era davvero una santa impresa entrare da conquistatori nella città di Gerusalemme? Le cose dello spirito hanno bisogno di una casa di pietra? Dio vuole la nostra sofferenza o il nostro amore? Trovò una sola risposta, così semplice e bella da farlo sorridere: la Terrasanta, Gerusalemme, Betlemme, la grotta della Natività non sono oltremare, in Palestina. Sono dovunque, perché innanzitutto sono nel cuore di ogni buon cristiano. In allegria dunque e con grande entusiasmo, per il Natale del 1223 organizzò nel paese di Greccio la sua sacra rappresentazione».Con un'intervista a Moni Ovadia.
La Resistenza e il domani
Dai giornali clandestini di partito Milano settembre 1943- aprile 1945
di Carlo Banfi
editore: Interlinea
pagine: 232
Che cosa sognavano gli uomini e le donne della Resistenza mentre combattevano il nemico interno e l’invasore tedesco? Attraverso i giornali clandestini dei partiti del Comitato di liberazione, pubblicati a Milano tra il 1943 e il 1945, Carlo Banfi restituisce la voce diretta di chi visse quei giorni decisivi. Non una ricostruzione a posteriori, ma la cronaca del presente: la lotta, le speranze, i sacrifici, i progetti per l’Italia e per l’Europa che sarebbero nate dalla Liberazione. Un viaggio nelle idee e nelle passioni che contribuirono a costruire la democrazia, rivolto anche alle nuove generazioni. Come ha scritto Angelo del Boca, «sono stati mesi straordinari che hanno dato significato a tutta la mia vita».
Questa mia bassa (e altre terre)
di Cesare Angelini
editore: Interlinea
pagine: 101
Più che un libro di viaggio, Questa mia Bassa è un atto d’amore verso la terra, la memoria e l’anima dei luoghi. Nelle pagine di Cesare Angelini la Bassa pavese, la Lomellina, l’Oltrepò e molte altre terre d’Italia e non solo si trasformano in paesaggi dello spirito, dove storia, natura, arte e fede si intrecciano in una prosa di straordinaria eleganza. Tra risaie, castelli, santuari, città e ricordi d’infanzia, l’autore restituisce il volto autentico di un mondo ricco di umanità e cultura. Emerge uno scrittore ancora vivo nel suo radicamento alla piccola patria padana, amata però di un amore inclusivo che abbraccia anche Torino, la Romagna di Renato Serra, naturalmente Assisi (il cristianesimo di Angelini è francescano naturaliter), spingendosi sino a Napoli. Un capitolo a parte riguarda la Terrasanta, in cui la sua biblica simpatia per gli ebrei fratelli maggiori va a braccetto con quella per gli altri fratelli in Abramo, i musulmani. Parole da rileggere, da tenere con sé, antidoto ai troppi rancori che intristiscono la vita.In occasione del cinquantesimo dalla morte e a 140 anni dalla nascita di Cesare Angelini.
Quaderni montaliani 6
rivista: Quaderni montaliani
pagine: 196
Sull’eco del centenario di Ossi di seppia, tre contributi analizzano risvolti meno esplorati del libro come il “sommerso” testuale, l’architettura sonora e le risonanze musicali. Segue un’indagine sulla persistenza di Irma Brandeis come lato oscuro del personaggio di Clizia, insieme a un esame tra macrotesto e varianti per Fuori di casa. Il fascicolo si completa con una nuova selezione di inediti per l’epistolario del poeta, il significativo vis-à-vis di Umberto Fiori, un documentato studio di contesto sulla genesi della Primavera hitleriana, nonché con il nuovo, prezioso aggiornamento della bibliografia montaliana.Hanno collaborato a questo numero: Maria Silvia Assante, Carlo Danelon, Umberto Fiori, Roberto Leporatti, Quinto Marini, Giovanni Palmieri, Monica Schettino, Paolo Senna, Enrico Testa.TESTIMonica Schettino, Due lettere e due biglietti di Eugenio Montale a Raul Radice (1925-1975) SAGGI E NOTERoberto Leporatti, Confessioni e turbamenti: sulla parte sommersa di Ossi di seppia 1925 Enrico Testa, L’architettura sonora di Ossi di seppia 1925. Appunti Maria Silvia Assante, Gli Ossi musicali: suggestioni debussiste, una noticina filologica e un prestito pucciniano Giovanni Palmieri, Il lato oscuro di Clizia nei versi di Montale Quinto Marini, «Mai lo vidi più bello e prepotente…» Immagini da Primavera hitleriana nella lettera di un allievo ufficiale Carl o Danelon, Appunti sul macrotesto e le varianti di Fuori di casa Umberto Fiori, I miei Montale BIBLIOGRAFIA MONTALIANA 2017-2018 a cura di Paolo Senna Notizie sugli autori
La persona e il lavoro
Restare umani in un mondo che cambia
di Davide Maggi
editore: Interlinea
pagine: 120
Oggi più che mai la questione del lavoro chiede di essere ripensata in termini radicali in un tempo di grande transizione, segnato da accelerazioni tecnologiche, crisi ecologiche e trasformazioni socioculturali. Non si tratta soltanto di ridefinire competenze, adattare i sistemi produttivi o aggiornare le politiche del lavoro. Si tratta di interrogare la visione antropologica che sottende le scelte collettive. Parlare di futuro del lavoro significa parlare della possibilità di non smarrirsi nel cambiamento, ma di abitarlo con libertà, con relazioni vere e con un senso che tenga insieme il fare e l’essere. È in questo spazio che si gioca la sfida più grande: restare umani anche mentre il mondo, e il lavoro con esso, cambia. Un libro che chiarisce gli interrogativi e pone le basi per risposte e soluzioni necessarie.
Vita mia
di Giovanni Tesio
editore: Interlinea
pagine: 96
«Dormono le parole dentro i libri» scrive Giovanni Tesio. Scritti in piemontese, questi versi che escono per gli 80 anni dell'autore affondano le radici nella lingua della memoria e dell'appartenenza, ma parlano a ogni lettore oltre i confini geografici e culturali, dimostrando tutta la libertà possibile dentro il campo ben perimetrato del sonetto, dimostrazione di un'ulteriore fedeltà, alla letteratura innanzi tutto. I testi di Vita mia si muovono tra i grandi temi dell'esistenza: il tempo e la memoria, il silenzio e la verità, la fragilità del corpo e la tenacia dell'anima. «Mi piace scrivere di cose piccole e nude / che sono come le campane del mezzogiorno / che ascolto con una gioia che non so dire» confida commosso in un testo che pizzica la corda dei sentimenti più sinceri. Nelle pagine di questa raccolta risuonano inoltre l'amore per la bellezza, la passione civile, il senso del limite e una mai spenta sete di conoscenza.Più il tempo passa, sembra dirci, più cresce l'amore per la vita e per la parola che la racconta. Per questo il miglior modo di festeggiare gli ottant'anni dell'autore è affidarsi alla sua stessa voce che continua a parlarci con una vitalità intatta, anche se tutto ciò che si scrive in dialetto è come «le fior d'un mond përdù».
L'ultimo testimone
Il violino della Shoah e la sua storia
di Carlo Alberto Carutti
editore: Interlinea
pagine: 80
La storia del “violino della Shoah”, appartenuto a una famiglia ebrea e finito in campo di concentramento ad Auschwitz.
Le carte di Don Mimì Domenico Rea negli archivi italiani
Autografo 75
rivista: Autografo
pagine: 240
Manoscritti, dattiloscritti annotati, lettere, appunti, ritagli e materiali di lavoro: le carte di Domenico Rea restituiscono il laboratorio di uno degli scrittori più originali del Novecento italiano. Attraverso i documenti conservati negli archivi (Centro Manoscritti di Pavia, Archivio di Stato di Torino, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Fondazione Mondadori, Gabinetto Vieusseux, Fondazione La Quadriennale di Roma, Università degli Studi di Salerno, Centro Studi Michele Prisco, Archivio Guida Editori), questo volume segue il percorso creativo dell’autore, illuminando la genesi delle opere, le relazioni intellettuali, il dialogo costante con la realtà sociale e culturale del Mezzogiorno. Ne viene fuori un’indagine su testimonianze edite e inedite che consente di ricomporre itinerari di scrittura, vicende editoriali e reti di relazioni culturali, aprendo nuove prospettive di lettura sull’opera e sulla figura dello scrittore di Nofi.SommarioAvvertenza dei curatoriPremessa di Franco ContorbiaSAGGIPasquale Sabbatino, Calvino e Rea: rapporti editoriali e dialogo sulla narrativa nella corrispondenza dal 1953 al 1955 Clara Allasia, «Un gomitolo di vere PAROLE»: la corrispondenza fra Italo Calvino e Domenico Rea (1955-1972) Gianni Turchetta, «Non posso scrivere romanzacci»: don Alberto e altri editori nelle carte della Fondazione MondadoriGianfranca Lavezzi, L’amara pietà di Ritratto di maggio in una recensione inedita di Franco AntonicelliSilvia Zopp i Garampi, Rea e il «toscano napoletanizzante» Betocchi attraverso il loro carteggio Nicoletta Trotta, «Ancora una volta ti ho scelto a mio confidente»: Domenico Rea nel carteggio con Luigi SantucciLaura Cannavacciuolo, «È più forte di me questo male di scrivere». Le lettere di Domenico Rea a Libero De LiberoVincenzo Salerno, Le carte di Domenico Rea poeta nell’archivio dell’Università degli Studi di Salerno Lucilla Lijoi, Il taccuino del 1946. Appunti di uno «scrittore di provincia» Margherita De Blasi, Domenico Rea nell’epistolario di Michele PriscoSara Stifano, «La Guida fu un sogno più che una programmazione»: Domenico Rea e la Saletta rossa negli anni sessantaINEDITI E RARILe lettere di Pomilio a Rea al Centro Manoscritti a cura di Vincenzo CaputoTre lettere a Domenico Rea dagli amici Luigi Santucci, Luigi Compagnone e Maria Corti a cura di Nicoletta Trotta ARCHIVIO DELLA MEMORIALucia Rea, Domenico Rea mio padreINSERTO FOTOGRAFICO ABSTRACTS Pubblicazioni del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Domenico Rea
Geografie della fame
Questione alimentare e letteratura (1834-1901)
di Elisa Chiocchetti
editore: Interlinea
pagine: 352
La questione del ventre e della fame, nel secondo Ottocento, diventa uno dei temi privilegiati con cui la letteratura italiana interpreta la modernità. Attraverso un metodo interdisciplinare che intreccia storia dell’alimentazione, inchieste sociali e analisi letteraria, il volume ricostruisce il dialogo tra scienze, società e varie forme narrative durante il periodo dell’unificazione nazionale (1834-1901). Organizzata secondo una duplice chiave di lettura ambientale e geografica – città/campagna, Nord/Sud – l’indagine passa in rassegna autori afferenti a diverse aree: dai rusticali del Lombardo-Veneto agli scapigliati, dai veristi alle voci del realismo napoletano. Emerge una rilettura originale della produzione letteraria di fine secolo, nella quale il paradigma alimentare non solo diventa un modo per comprendere le trasformazioni storiche e culturali dell’Italia unita, ma aiuta a delineare il ritratto dell’homo edens, figura moderna identificabile dalla qualità e dalla quantità del cibo che consuma.
Un santo per amico
Figure spirituali per l’oggi
di Renato Corti
editore: Interlinea
pagine: 296
I santi non appartengono al passato: continuano a parlare, a interrogare, a indicare strade. In queste pagine Renato Corti ci accompagna nell’incontro con sette grandi figure cristiane – da sant’Agostino a Charles de Foucauld, da Teresa di Lisieux a Dietrich Bonhoeffer – cogliendone il nucleo più vivo e attuale. Non ritratti da ammirare a distanza, ma compagni di viaggio capaci di illuminare le domande, le sfide e le speranze dell’uomo di oggi. Ogni capitolo diventa così un invito a riscoprire la fede, il coraggio delle scelte, la forza della speranza e la bellezza dell’amicizia spirituale. «Non si potrebbe vivere in modo felice senza avere un santo per amico» (Renato Corti).








