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Saggistica storica

Fontaneto: una storia millenaria

Monastero. Concilio Metropolitico. Residenza Viscontea.

a cura di Cesare Alzati, Giancarlo Andenna, Alberto Bacchetta, Gisella Cantino Wataghin, Marina Dell'Omo, Eleonora Destefanis, Nicolangelo D’Acunto, Saverio Lomartire, Alfredo Lucioni, Luisella Pejrani Baricco, Aldo A. Settia, Fabrizio Slavazzi, Ivana Teruggi

editore: Interlinea

pagine: 372

«Sono trascorsi oltre 950 anni da quando, nel 1057, veniva indetto, a Fontaneto, il sinodo dei vescovi milanesi contro la Pataria e abbiamo ormai superato 1100 anni da quando il nome di Fontaneto appare per la prima volta, in un documento ufficiale, come sede del monastero di San Sebastiano, esattamente il 14 agosto del 908. Per ricordare questi avvenimenti si è costituito nella primavera del 2007 un Comitato storico con il compito di promuovere per il paese di Fontaneto alcune iniziative di carattere culturale. […] A volte, lungo percorsi misteriosi, la storia, quella con la lettera maiuscola narrata sui libri di scuola, passa attraverso le vicende di piccoli borghi apparentemente senza importanza, dentro infinite storie di contadini e paesani e ripercorre l’antica strada detta “stravachera” in compagnia del vicecomes Gariardo fino alle case e al castello di Fontaneto. Il compito di ricordare il passato è un dovere necessario soprattutto in questi tempi difficili, è condizione indispensabile per capire e valorizzare il presente e guardare con serenità al futuro. Chi non ha memoria del proprio passato si illude di essere vivo ma in realtà è come il cavaliere medievale che “del colpo non accorto, / cercava la battaglia ma era morto”» (Carlo Masseroni, Presidente del Comitato storico fontanetese).

E divenne Maggiore

Aspetti della storia dell'Ospedale di sant'Andrea in Vercelli

a cura di Giancarlo Andenna, Luca Bianchi, Giorgio Cosmacini, Miriam Clelia Ferrari, Gianmario Ferraris, Riccardo Nelva, Maria Caterina Perazzo, Adriano Soldano

editore: Interlinea

pagine: 276

«Un tempo si diceva comunemente e semplicemente “Ospedale Maggiore”, ora, non si sa perché, si dice comunemente “Ospedale di Sant’Andrea”. In realtà sia l’uno sia l’altro modo di chiamare quest’ospedale vanno bene. Nel primo modo s’indica la supremazia storica dell’ospedale fondato da Guala Bicchieri nei confronti degli altri ospedali che sono esistiti a Vercelli e che poi vennero assorbiti dall’Ospedale di Sant’Andrea, nel secondo modo si ritorna alla dugentesca denominazione originaria. [...] Ricordiamo che dapprima fu un’istituzione religiosa, poi, con bolla di Paolo IV del 1555, divenne un’istituzione laica, amministrata da cittadini vercellesi; nel secolo XIX ebbe una ragguardevole crescita, acquisendo anche un’ottima e ben meritata fama, grazie ad amministratori capaci e scrupolosi nel gestire il suo grande patrimonio fondiario e soprattutto nello scegliere con rigore il personale sanitario, che ancora al principio del Novecento era ritenuto fra i migliori del Piemonte. In questi ultimi decenni gli studi di storia ospedaliera, sia in generale sia di singoli ospedali, hanno avuto un forte incremento, ed è giusto che anche le complesse vicende dell’Ospedale di Sant’Andrea, una gloria autentica di Vercelli, incomincino a essere studiate in modo degno. Per questo v’è da plaudire a Vercelliviva per aver organizzato questo convegno, dove valenti relatori hanno dato importanti contributi sia nell’inquadrare la storia particolare dell’ospedale vercellese nella più vasta storia ospedaliera italiana, sia nell’approfondire la ricerca storica su argomeriti specifici riguardanti importanti momenti del suo passato, fino al secolo XVI. è da augurarsi però che gli studi proseguano anche per i secoli successivi» (Rosaldo Oldano, presidente della Società Storica Vercellese).

Il sangue non sporca i giusti

Mafia e legalità: un mosaico

di Massimo Savastano

editore: Interlinea

pagine: 112

Mafia e legalità: un mosaico di storie di lotta all'omertà e alla cultura dell'illegalità

Briga e chiesa parrocchiale

Unione di varie memorie

di Giulio Maria Scardini

editore: Interlinea

pagine: 352

Nel volume è pubblicata la trascrizione del manoscritto di Giulio Maria Scardini, parroco di Briga nel Settecento che per primo aveva unito le memorie di tutti i parroci di Briga che lo avevano preceduto. La pubblicazione è inoltre arricchita da un’ampia sezione fotografica su chiese, cappelle e oratori di Briga Novarese (con foto d’epoca e attuali), e da una sezione finale, a cura di Amedeo Fiammingo e Giulio Quirico, in cui vi sono ulteriori informazioni sui personaggi, gli avvenimenti, i luoghi e le istituzioni che vengono citati nel testo del parroco Scardini. Un documento molto prezioso per la storia di Briga e della sua Chiesa e per tutti gli appassionati di storia locale.

La memoria di Napoleone

Storia e collezionismo nella Novara dell'Ottocento

di Marco Albertario e Susanna Borlandelli

editore: Interlinea

pagine: 304

L’ingresso di Bonaparte a Novara, la mattina del 31 maggio 1800, si pone significativamente tra due eventi chiave della seconda campagna d’Italia, largamente trattati dall’iconografia napoleonica: il passaggio dal Gran San Bernardo e la battaglia di Marengo. Proprio nelle sale dello storico palazzo Bellini, dove è ospitato il giovane generale, la storiografia novarese vuole tradizionalmente ambientata l’intuizione della geniale strategia e la predisposizione dei preparativi per la battaglia di Marengo che consacra definitivamente il suo mito. È l’inizio di una nuova epoca anche per Novara. Alcuni nomi noti nella storia del collezionismo novarese coltivano la memoria di Napoleone collezionando iconografie, cimeli e materiali che ne rievocano il mito e la. In tempi diversi e secondo differenti modalità alcuni di queste iconografie napoleoniche sono infine pervenute alle collezioni pubbliche novaresi. Appartengono a donazioni e lasciti fra cui si distinguono quelli di alcuni tra i protagonisti della cultura e della politica della Novara di secondo Ottocento: Pietro Negri (1827-1862), Pietro Caire (1809-1884), Prospero Bollini (1793-1872), i fratelli Giovanni (1811-1867) e Giuseppe (1822-1888) Pampuri, ma anche figure femminili più recenti su cui convergono ampie tradizioni di collezionismo famigliare, quali Giuseppina Faa Negretti e Alessandra Salvaneschi Rognoni.Ecco il ricco contesto in cui si colloca l’ampio e documentato volume La memoria di Napoleone. Storia e collezionismo nella Novara dell’Ottocento, a cura di Marco Albertario e Susanna Borlandelli, che riserva a studiosi e appassionati molte sorprese e scoperte.

Un Monastero dalle molte vite

Dalle "Monache de Intra" alla famiglia studenti - il chiostro

a cura di Pierangelo Frigerio, Giorgio Margarini

editore: Interlinea

pagine: 272

Don Ponzetto

Un autonomo di Don Bosco a Novara

di Dorino Tuniz

editore: Interlinea

pagine: 96

Letteratura e pietà a Novara tra XV e XVI secolo

di Pier Giorgio Longo

editore: Interlinea

pagine: 440

Nel Liber per la compagnia dei disciplini-raccomandati di San Giuliano - San Giovanni Battista di Novara, qui trascritto, Longo legge l'espressione di una vicenda confraternitale in rapporto al contesto storico-religioso della città e della diocesi, negli anni della crisi delle strutture comunali e del progressivo consolidarsi dello Stato regionale visconteo-sforzesco. Ma il Liber è anche oggetto di un'indagine storico-letteraria, dato che risente dei filoni laudistici presenti in Piemonte e Lombardia nel XV secolo, a loro volta radicati nella tradizione toscana e umbra.

Carlo Francesco Frasconi

Erudito, paleografo, storico (1754-1836). Atti del Convegno (Novara, 11 dicembre 1982)

a cura di Pier Giorgio Longo, Angelo Luigi Stoppa

editore: Interlinea

pagine: 368

Frasconi, detto "il Muratori novarese", di quel grande personaggio cui era paragonato raccolse soprattutto la lezione tecnica dell'accertamento della verità documentaria, attraverso l'utilizzo delle varie scienze ausiliarie della storia. Saggi di Longo e Stoppa, di Guido Gentile, Giovanni Silengo, Maria Franca Baroni, Maria Laura Gavazzoli Tomea, Emilia Dahnk Baroffio, Giuseppe Balosso, Giancarlo Andenna, Aldo Franchini, Andrea Zanetta, Federico Ponti, Graziana Bolengo, Marziano Guglielminetti.

Arona nella storia

a cura di Carlo Manni

editore: Interlinea

pagine: 144

Il libro, nato sulle sperimentate basi conoscitive del Gruppo Archeologico Storico Mineralogico Aronese (GASMA), è una panoramica sulle vicende storiche della città di Arona, sul lago Maggiore, in una sintesi che si propone al lettore come uno strumento di consultazione rapido e affidabile. Gli autori però hanno colto l'occasione per mettere in luce anche le novità emerse negli ultimi anni, spesso ancora inedite. Ai testi che tracciano il quadro delle epoche storiche si uniscono un'utile bibliografia e due capitoli finali che incentrano il racconto sugli edifici architettonicamente più rappresentativi della città e sui personaggi aronesi storicamente più illustri.

Sulle strade dei giubilei

Vie, pellegrini e centri religiosi nella pianura tra Sesia e Ticino

a cura di Giancarlo Andenna, Adriano Cavanna

editore: Interlinea

pagine: 64

Vie, pellegrini e centri religiosi nella pianura tra Sesia e Ticino: (Giancarlo Antenna), Pellegrinare per salvarsi oppure per conoscere il mondo?; (Renata Crotti), Viaggio, pellegrinaggio e strutture di servizio. Dal generale al particolare: la Lomellina dei secoli centrali del Medioevo; (Claudia Baratti), L'acqua sulle vie dei pellegrini; Walther Ruspi, Il pellegrinaggio medievale: itinerari spirituali, riti liturgici e attrezzature per il viaggio; (Giampietro Morreale), Strade e viaggiatori nel basso Novarese e in Lomellina alla fine dell'antico regime.

L'ovest Ticino dalla prima guerra mondiale alla liberazione

Una storia delle comunità di Cameri, Galliate, Trecate, Romentino e Cerano

di Renzo Fiammetti

editore: Interlinea

pagine: 272

Una storia delle comunità di Cameri, Galliate, Trecate, Romentino e Cerano negli anni più difficili del Novecento, tra l'affermarsi del regime fascista e la scelta refendaria del 2 giugno 1946 per la repubblica. Da balilla a partigiani: la nascita di una nuova coscienza civile e Dai CLN comunali alle amministrazioni municipali, come recitano i titoli di due capitoli del libro.

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