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Saggistica storica

Libri di saggistica storica, storia, storia moderna, medievale, storia della Chiesa, storia e cultura locale tra Novara e Piemonte, saggi, testi e atti per lo studio e per l'università: scopri il nostro catalogo.

Campioni alle Olimpiadi

Gli atleti del Novarese del Verbano Cusio Ossola in cento anni di giochi olimpici

di Gianfranco Capra

editore: Interlinea

pagine: 168

Nel centenario delle Olimpiadi moderne, che si tennero per la prima volta ad Atene nel 1896, questo libro presenta un’ampia carrellata sugli atleti novaresi che hanno partecipato al grande rito sportivo dei nostri tempi. Il racconto parte dalle imprese di Umberto Barozzi, che andò a correre i 100 metri nel 1908 a Londra, e continua negli anni venti e trenta: in primo piano gli sciatori della val Formazza, con la medaglia d’oro di Sisto Scilligo, i calciatori del Novara, il mezzofondista Mario Lanzi. Poi, dopo la devastazione della seconda guerra mondiale, ecco le immagini pregnanti che dal 1948 conducono ai nostri giorni,attraverso gli ori del pugile Cosimo Pinto e del bobbista Mario Armano. Dice Gian Paolo Ormezzano nella sua presentazione che qui si compie un’operazione minimalista:«Si tratta di liofilizzare l’Olimpiade nel suo rapporto con gli uomini-atleti di una città, di una provincia. La liofilizzazione può diventare poi espansionein senso poetico particolare, con i versi in dialetto della nostra riconoscenza,in qualche caso del nostro aggancio diretto,personale, con il personaggio e la sua vicenda». Un racconto affascinante sul filo della memoria, con una straordinaria documentazione di ricerca e di foto d’epoca.

Salvare il tempo

La lotta di Dietrich Bonhoeffer nel carcere nazista

di Alessandro Andreini

editore: Interlinea

pagine: 160

«L’idea del tempo eventualmente perduto provoca in noi una costante inquietudine ogni volta che guardiamo indietro. Perduto sarebbe il tempo in cui non avessimo vissuto da uomini». Così scriveva il teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer in una memoria indirizzata ai suoi amici, membri della resistenza al nazismo, tre mesi prima dell’arresto, il 5 aprile 1943. La sua vita in carcere e il suo martirio, due anni dopo, all’età di 39 anni, costituiscono il culmine della sua testimonianza di autentico discepolo del Vangelo. Ne fa parte un’eroica lotta per “salvare il tempo” con tutti i mezzi che la sua forte personalità ha saputo mettere in campo, ricostruita dall’autore in questo appassionante percorso che può diventare un piccolo manuale di sopravvivenza in tempi ostili. 

25 aprile: memoria, attualità, futuri

Autografo 74

rivista: Autografo

pagine: 168

Il 25 aprile 1945 ha segnato la fine del ventennio più oscuro della nostra storia, ispirando una società nuova fondata su pluralismo, multiculturalità, pace e tolleranza. I saggi qui raccolti indagano con metodi e approcci diversi la memoria e l’elaborazione letteraria di quella stagione di lotta e di riscatto, sia in autori che l’hanno vissuta, Andrea Zanzotto (M.A. Grignani), Alfonso Gatto (M. Castoldi), Giorgio Bassani (A. Siciliano) e Franco Loi (P. Senna), sia in coloro che hanno cercato di riproporla negli ultimi dieci anni con nuovi linguaggi narrativi (G. Simonetti e D. Orecchio). Negli Inediti e rari è la biografia che Graziana Pentich scrisse di suo fratello Leone, morto partigiano in Slovenia nel 1944. Nei Margini sono riflessioni su libri dedicati a figure e narrazioni della Resistenza italiana ed europea (M.A. Grignani e M. Bignamini), con un focus particolare sulla realtà pavese (P. Lombardi, E. Signori e A. Pozzetta).

L’art. 416 bis c.p. tra storia ed ermeneutica

a cura di Michele Prestipino Giarritta, Sergio Seminara, Giovanna Torre

editore: Edizioni Santa Caterina

pagine: 196

Il volume intende proiettare l’analisi della fattispecie dell’art. 416 bis c.p. in una prospettiva diacronica, allo scopo di lumeggiare le ragioni della sua introduzione ma anche la successiva elaborazione. Come sottolinea Sergio Seminara, l’ermeneutica dell’art. 416 bis c.p. non può prescindere dalla storia della fattispecie e l’una e l’altra ci offrono gli strumenti per comprendere le linee della futura evoluzione del contrasto giuridico alla criminalità organizzata di tipo mafioso. Oggi però, osserva Michele Prestipino, viviamo un paradosso: proprio quando la nostra legislazione antimafia, dopo avere dato i suoi frutti migliori, inizia a essere presa a modello all’estero, tra i nostri confini invece è oggetto di un evidente tentativo, a carattere trasversale, volto a ridimensionarne la portata, con una crescente insofferenza verso tutta la disciplina sostanziale e processuale, motivata sull’idea che la fase emergenziale sia passata e che lo Stato abbia vinto la guerra contro le mafie. Ma occorre continuare sulla strada intrapresa, con la consapevolezza che tutti gli strumenti sui quali si fonda l’azione di contrasto vadano utilizzati in conformità dei principi della Costituzione e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e che, in tal senso, sia nostro dovere contribuire ad affinarne disciplina e prassi applicative.  Con testi di Giuseppe Amarelli, Giovanni Ariolli, Enzo Ciconte, Maurizio De Lucia, Ombretta Di Giovine, Fabio Fasani, Antonella Marandola, Ilaria Merenda, Ignazio Pardo, Michele Prestipino Giarritta, Maurizio Romanelli, Sergio Seminara, Costantino Visconti. 

In cammino

Antenati nomadi, migranti, girovaghi e itineranti

di Anna Maria D'Ambrosio

editore: Interlinea

pagine: 232

Molto prima che i nostri emigranti sognassero la Merica, si registrava in questa parte di mondo, ora chiamata Italia, la presenza diffusa di uomini, donne e bambini in cammino. Chi erano questi antenati nomadi, migranti, girovaghi e itineranti? Eterni poveri, in prevalenza contadini. Con ogni mezzo, lasciavano il loro paese per tentare altrove la sorte. Chi vendeva la forza delle proprie braccia, chi mercanzie o spettacolo di strada e chi non aveva niente da vendere. Erano braccianti, mondariso, spazzacamini, ambulanti, orsanti, cantastorie, burattinai, vagabondi e camminanti. Una population flottante di antico regime di cui si sta perdendo la memoria, anche per la mancanza di una documentazione scritta, poiché questi poveri erano analfabeti. In cammino racconta la maestria di ogni singolo mestiere e l’attitudine alla mobilità dei nostri antenati quale unica risorsa per sfuggire alla miseria.

Novara e la Shoah

Presenza e persecuzione antiebraica tra indifferenza, complicità e soccorso

di Anna M. Cardano

editore: Interlinea

pagine: 208

Antichi pregiudizi e stereotipi sono alla base della diffusione dell’antisemitismo che favorì anche a Novara l’applicazione delle leggi razziali contro la piccola minoranza di ebrei presenti in città. Negli anni trenta e quaranta si arrivò così, nel breve volgere di pochi anni, a produrre un’aberrante attività amministrativa finalizzata alla persecuzione dei diritti e poi delle stesse vite degli ebrei. Documenti d’archivio, testi giornalistici dell’epoca e testimonianze sono utilizzati per ricostruire una memoria che altrimenti andrebbe persa, fornendoci alcune chiavi interpretative per capire gli atteggiamenti di indifferenza o addirittura di entusiasmo verso la persecuzione, o al contrario le scelte di soccorso verso i perseguitati, puntando in particolare l’attenzione su ciò che successe a Novara il 19 settembre del 1943, e sulle vittime di quegli arresti. Come la cittadinanza si interrogò sulla Shoah, dopo la Liberazione? Quale ascolto ebbero gli ebrei sopravvissuti? Che cosa resta oggi di quella memoria?

Monachesimo femminile cistercense

Configurazioni e reti sociali in area padana nel Duecento

di Guido Cariboni

editore: Interlinea

pagine: 160

La storiografia ha a lungo dibattuto circa l’atteggiamento dell’ordine cistercense nei confronti dell’elemento femminile. Si è spesso dipinto il quadro di un monachesimo restio a occuparsi della “pericolosa” missione di inquadramento e cura spirituale e materiale delle donne religiose, per meglio preservare la purezza della sua vocazione contemplativa. Questo volume, al contrario, mostra come nel Duecento, in area padana, le comunità femminili non soltanto furono accettate, ma anzi prosperarono, spesso proprio grazie alla promozione e all’appoggio dei monaci. La ricchezza delle fonti, perlopiù inedite, permette di tratteggiare una realtà monastica estremamente varia e articolata che si inserì nella rete di Cîteaux, non accettandone passivamente la configurazione ma adattandola alle variabili circostanze, spesso drammatiche, del suo tempo.

Milano 25 aprile 1945

Con Mussolini in arcivescovado

di Achille Marazza

editore: Interlinea

pagine: 120

Nel pomeriggio del 25 aprile 1945 all’arcivescovado di Milano si svolsero le trattative tra il Comitato di liberazione nazionale, rappresentato da Achille Marazza e Riccardo Lombardi, e Mussolini. Dopo qualche ora il capo del fascismo decise di non proseguire il confronto, lasciando Milano, mentre il Comitato di liberazione diffondeva l’ordine dell’insurrezione nazionale. A partire dagli appunti del suo diario, Marazza ricordò quelle ore drammatiche che portarono alla liberazione in pagine qui pubblicate con un testo inedito di Leo Valiani e una lettera di Sandro Pertini.

La Corona e il Feudo

Diritto, economia e istituzioni nel Regno angioino da una pergamena salentina del 1292

di Antonio Manco

editore: Interlinea

pagine: 128

Il regno angioino nel Mezzogiorno d’Italia rappresenta un’epoca di profondi cambiamenti, in cui la continuità e l’innovazione si intrecciano nel segno di una nuova dinastia. Questo volume esplora la complessità amministrativa e giuridica del Regno, soffermandosi su temi fondamentali come la legislazione feudale, la gestione delle successioni e il ruolo dei sovrani angioini nella costruzione di un nuovo equilibrio tra élite locali e nuove realtà feudali. Attraverso lo studio del caso degli Hugot, nobili provenzali infeudati nel Salento, l’autore ricostruisce un capitolo cruciale della storia del Mezzogiorno medievale, illuminando il delicato processo di integrazione tra le diverse componenti sociali e culturali del Regno. La pergamena del 1292 diventa il punto di partenza per un’indagine che tocca le radici del diritto medievale, il panorama delle istituzioni angioine e le sfide della storiografia moderna. Un’opera che non si limita a raccontare una storia locale, ma la intreccia con il grande mosaico della storia europea, offrendo al lettore un viaggio illuminante tra documenti, contesti e prospettive di ricerca. Premio ricerca “Silvio Biancardi” per la storia medievale 2024

Giovanni Curioni 1831-1887

Ingegnere, professore, politico

editore: Interlinea

pagine: 176

Giovanni Curioni (1831-1887) rappresenta certamente la personalità più illustre della storia di Invorio. Nonostante i modesti natali ebbe modo di dedicarsi intensamente agli studi che gli erano congeniali e laurearsi a Torino come ingegnere e architetto. Intraprese quindi una brillante carriera di insegnante universitario e di studioso, autore di numerose e fortunate pubblicazioni che gli valsero promozioni, ulteriori nomine e onorificenze. Mise le sue vaste competenze al servizio della collettività assumendo incarichi amministrativi e politici: fu eletto consigliere comunale a Invorio Inferiore, consigliere della Provincia di Novara e, dal 1880 alla sua morte, deputato al Parlamento del Regno d’Italia. Durante questi incarichi si dedicò principalmente ai temi a lui più vicini: strade, ferrovie e istruzione pubblica, diventando un protagonista dell’evoluzione del nostro Paese negli anni postunitari. Studioso, politico, ma anche benefattore: donò al suo Comune di origine, con lascito testamentario, tutte le sue sostanze accumulate in una vita di impegno e di lavoro.

Torino 1864

La prima strage senza colpevoli dell’Italia unita

di Enzo Ciconte

editore: Interlinea

pagine: 200

«Erano davvero tante le persone quel pomeriggio in piazza San Carlo»: dietro i fatti del settembre 1864, che segnarono il destino di Torino e dell’Italia unita, sta la terribile strage rimasta impunita e senza colpevoli. Uno storico ricostruisce, come in un giallo, l’intricata vicenda con i primi casi di depistaggi e affossamenti di commissioni d’inchiesta. Nasce uno strappo tra i reali sabaudi e la loro città, tra governo e cittadini, con un’amnistia che si rivela un vero e proprio colpo di spugna. Perché «parlamento e magistratura con il solenne avallo del sovrano non avevano avuto nessuna voglia di continuare a ricordare e a discutere i fatti del recente passato». E allora i morti? «i morti requiescant in pace. Perché disturbarli ancora?»

Quel che resta del caso Moro

di Stefania Limiti

editore: Interlinea

pagine: 160

Esterno notte di Marco Bellocchio, l’ultimo film uscito su Aldo Moro, riaccende la discussione sulla discrepanza tra un’opera di carattere biografico e la storia, ricostruita attraverso i verbali dei processi e le voci dei protagonisti. Stefania Limiti racconta il caso Moro ponendo l’accento su quanto ancora la verità dei fatti sia offuscata anche a distanza di così tanti anni. E si domanda quanto l’immagine di Aldo Moro restituita dai film corrisponda alla realtà e quante reticenze ancora persistano nel parlare di questa storia, ferita aperta per il nostro paese.

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