E san Francesco inventò il presepio
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| Titolo | E san Francesco inventò il presepio |
| Autore | Tonino Conte |
| Illustratore | Emanuele Luzzati |
| Con testi di | Moni Ovadia |
| Argomento | Spiritualità Narrativa e spiritualità |
| Collana | Nativitas, 113 |
| Marchio | Interlinea |
| Editore | Interlinea |
| Formato |
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| Pagine | 64 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788868577308 |
Promozione valida fino al 09/10/2026
Prossima pubblicazione, disponibile dal 09-10-2026
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Un grande artista, Emanuele Luzzati, illustra l’invenzione del presepio a cura di Francesco d’Assisi raccontato da Tonino Conte, che così scrive: «La domanda più importante che si faceva san Francesco era: un cristiano può combattere e uccidere nel nome di Dio? E poi: era davvero una santa impresa entrare da conquistatori nella città di Gerusalemme? Le cose dello spirito hanno bisogno di una casa di pietra? Dio vuole la nostra sofferenza o il nostro amore? Trovò una sola risposta, così semplice e bella da farlo sorridere: la Terrasanta, Gerusalemme, Betlemme, la grotta della Natività non sono oltremare, in Palestina. Sono dovunque, perché innanzitutto sono nel cuore di ogni buon cristiano. In allegria dunque e con grande entusiasmo, per il Natale del 1223 organizzò nel paese di Greccio la sua sacra rappresentazione».
Con un'intervista a Moni Ovadia.
Con un'intervista a Moni Ovadia.
Biografia dell'autore
Tonino Conte
Tonino Conte (Napoli, 1935 – Genova, 2020) ha fondato nel 1975, insieme a Emanuele Luzzati e ad Aldo Trionfo, il Teatro della Tosse, di cui è stato direttore artistico, firmando innumerevoli regie. Si è anche occupato di teatro per ragazzi e ha pubblicato racconti, poesie e il saggio Facciamo insieme teatro con lo stesso Luzzati. Con L’Amato Bene ha raccontato gli avventurosi inizi con Carmelo Bene e in Genova, una città in 20 storie, con le illustrazioni di Emanuele Luzzati, ha proposto un ritratto del passato e del presente della sua città.La Terrasanta, Gerusalemme, Betlemme, la grotta della Natività non sono oltremare, in Palestina. Sono dovunue, perché innanzitutto sono nel cuore.








