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Ada Negri

Ada Negri
autore
Interlinea
Ada Negri (Lodi 1870 – Milano 1945) nacque da una famiglia umile, orfana di padre in tenera età, si diplomò e divenne insegnante grazie ai sacrifici della madre che lavorava come operaia. Le prime raccolte di poesie, Fatalità (1892) e Tempeste (1896), trattano tematiche sociali. Vicina al Partito socialista italiano, nel 1896 sposò l’imprenditore Giovanni Garlanda da cui ebbe la figlia, Bianca. Nel 1904 e nel 1910 pubblicò rispettivamente le raccolte in versi Maternità e Dal profondo, caratterizzate da maggiore introspezione. Dopo la separazione dal marito si trasferì a Zurigo, dove scrisse la raccolta intitolata Esilio (1913). Rientrata in Italia nel 1914 lavorò come giornalista e nel 1917 pubblicò la prima opera in prosa, una raccolta di novelle dedicate alla questione femminile, Le solitarie, seguita poi da Finestre alte (1923), Le strade (1926) e Sorelle (1929). Del 1921 è il romanzo autobiografico Stella mattutina. Le ultime raccolte in versi sono I canti dell’isola (1924), Vespertina (1930) e Il dono (1936), mentre in prosa Di giorno in giorno (1932) ed Erba sul sagrato (1939). Insignita nel 1931 del premio Mussolini, nel 1940 diviene prima donna membro dell’Accademia italiana. Morì a Milano l’11 gennaio 1945. Postume vennero pubblicate le opere OltreFons amorisLe cartoline della nonna e Pasqua di risurrezione.

Libri dell'autore

Le rose di Natale

Scrittrici italiane raccontano

a cura di Antonia Arslan, Silvia Avallone, Isabella Bossi Fedrigotti, Contessa Lara, Grazia Deledda, Natalia Ginzburg, La marchesa Colombi, Dacia Maraini, Ada Negri, Margherita Oggero, Diletta Rostellato

editore: Interlinea

pagine: 144

Il Natale è il ricordo di una «felicità possibile», una canzone, una promessa, anche un mazzo di rose per le scrittrici italiane dall’Unità ad oggi, che qui raccontano il loro 25 dicembre. Contraddittoria «realtà sempiterna divina e umana», attraverso lo sguardo femminile ogni natale porta con sé ricordi, angosce, incomprensioni e dolori: dalle tinte fosche della Marchesa Colombi alle visioni di Grazia Deledda e Contessa Lara, dalle disillusioni di Natalia Ginzburg ai ricordi Di Dacia Maraini, Margherita Oggero e Isabella Bossi Fedrigotti. E quando non c’è nessun regalo da scartare, come accade ai personaggi dell’ultimo crudo e provocatorio racconto di Silvia Avallone, le rose di Natale dimostrano tutte le loro spine.
 

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