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Tutto su: Boiardo

Pastorale. Carte de triomphi

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 360

Le egloghe volgari, ricchissime di allusioni storico-politiche sotto il velame pastorale, e i cosiddetti Tarocchi, notevole esempio di letteratura d’intrattenimento di alto livello, pur editi di recente, offrono molti spunti per una nuova lettura e riproposizione al pubblico.

Canzoniere Costabili

di Amico del Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 900

Il Canzoniere Costabili è una vasta raccolta organica di rime, che tradizionalmente prende il nome dalla donna a cui sono dedicati gran parte dei testi, Costanza Costabili, appartenente a una delle famiglie più potenti della Ferrara estense. Tra i molti motivi di interesse del canzoniere, uno dei prodotti più caratteristici e suggestivi del "petrarchismo" quattrocentesco, spicca la vicinanza agli Amorum libri tres. Da qui proviene l'etichetta di "amico del Boiardo", proposta vent'anni fa da Antonia Tissoni Benvenuti per designare l'autore, tuttora ignoto. Questa edizione, la prima in assoluto, nasce da un approfondito studio dell'unico testimone manoscritto, oggetto di una capillare revisione, ed è accompagnata da un'ampia introduzione che si sofferma sugli elementi narrativi e strutturali della raccolta, affronta problemi cronologici, portando nuovi dati utili a ricostruire l'identikit dell'anonimo, e prende in esame aspetti letterari, filologici e linguistici. Un anno dopo la pubblicazione del commento di Tiziano Zanato agli Amorum libri, ricco di rimandi allo stesso Canzoniere Costabili, la conoscenza dell'ambiente boiardesco e della lirica del Quattrocento si arricchisce di un ulteriore fondamentale tassello.

Amorum libri tres

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 1544

Finalmente un'edizione completa e critica del più bel canzoniere del Quattrocento

Boiardo a Scandiano. Dieci anni di studi

a cura di Andrea Canova, Gino Ruozzi

editore: Interlinea

pagine: 176

Questo volume intende celebrare i dieci anni di vita del Centro Studi Matteo Maria Boiardo, associazione voluta e sostenuta dal comune di Scandiano per "promuovere e favorire gli studi su Matteo Maria Boiardo e la cultura del suo tempo; sollecitare l'incontro e la collaborazione di studiosi di diverse esperienze e discipline nell'ambito della cultura umanistica con riferimento anche alla cultura contemporanea". È ormai definitiva l'acquisizione di Boiardo al pantheon dei classici italiani. Forse c'è chi vorrebbe celebrare o rivendicare con Boiardo una sua appartenenza alla "piccola patria" più che alla "grande", ma non va dimenticato che la caratteristica veste padana della sua lingua è l'espressione di quel policentrismo linguistico e culturale tuttora attivo all'interno di un sistema in cui le tradizioni locali sono state un'humus essenziale per la cultura nazionale. Interventi di Tina Matarrese, Giuseppe Anceschi, Rosario Coluccia, Donatella Coppini, Emilio Pasquini, Marzia Pieri, Marcello Aprile, Daniela Delcorno Branca, Ilaria Mussini.

Pastoralia. Carmina. Epigrammata

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 320

Della prima attività letteraria di Boiardo, sotto il segno umanistico, esiste la benemerita edizione Solerti (1894) e solo di recente i Pastoralia hanno ricevuto adeguate cure critiche per merito di Stefano Carrai (1996). Per quanto riguarda Epigrammata e Carmina, si tratta di un’edizione innovativa rispetto al passato, a cura di Stefano Carrai e di Francesco Tissoni.

Boiardo, il teatro, i cavalieri in scena

Atti del convegno Scandiano 15-16 maggio 2009

a cura di Giuseppe Anceschi, William Spaggiari

editore: Interlinea

pagine: 296

La questione delle fonti nei libretti d’opera, la preminenza degli uni rispetto all’altra (o viceversa) angustiano da sempre le storie letterarie, non meno di quelle musicali. Si tratta di problemi sostanzialmente irrisolti, considerati con sospetto da entrambe le parti e comunque soggetti alla variabilità dei tempi; li si può riassumere nel motto, largamente divulgato, «prima la musica poi le parole», oggetto per la sua rilevanza anche di specifiche rappresentazioni sceniche. I contributi qui raccolti, presentati in occasione del IV convegno di studi organizzato nel 2009 a Scandiano dal Centro Studi Matteo Maria Boiardo, si sono proposti di analizzare i modi e i tempi in cui il mondo letterario cavalleresco, consolidatosi a Ferrara anche nella dimensione teatrale dopo l’archetipo boiardesco e con la presenza poi dominante dell’Ariosto, si è depositato nel melodramma barocco e rococò italiano (ma non solo), fino al Settecento e oltre. Ne è sortito un panorama variegato che, pur privo di un centro focale (volutamente non perseguito), insegue qua e là nei campi più diversi “i cavalieri all’opera” e sollecita ulteriori linee di ricerca, piuttosto che proporre soluzioni chiuse.

Miscellanea boiardesca

a cura di Cristina Montagnani

editore: Interlinea

pagine: 136

Che cosa sappiamo, oggi, della letteratura cavalleresca che si sviluppò in Italia nel Quattrocento? Certamente più di quanto non ne sapessimo una trentina d’anni fa, e questo è di un certo conforto. A differenza di quanto accade con la lirica coeva, su cui c’è ancora molto da fare, ma della quale ciascuno di noi ha in mente una mappa, una gerarchia di autori e di opere, sul terreno cavalleresco si aprono di fronte a noi territori sconfinati, percorsi da una moltitudine di testi, o di forme varianti di uno stesso testo (o di una stessa storia? Caso che per un canzoniere non si dà mai) che è difficile, per usare una metafora di grana un po’ grossa, irregimentare. Anche perché i romanzi cavallereschi sono stati non solo numerosi, ma amatissimi dai lettori, che hanno letteralmente divorato prima i manoscritti, poi le edizioni a stampa dei loro libri preferiti, non lasciando a noi moderni che i lacerti di un genere, poche tessere di un puzzle irremediabilmente scomposto. I saggi raccolti in questo volume, che coprono l’arco cronologico compreso fra Entrée d’Espagne e Inamoramento d’Orlando, si propongono, per quanto possibile, di mettere a fuoco qualche segmento di questa storia ancora in gran parte da scrivere.

Spagna ferrarese

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 864

La Spagna ferrarese è il testo che ha consentito a personaggi e interpreti delle guerre di Spagna di trasmigrare nella Ferrara estense, per vivervi le avventure che ognuno di noi ben conosce. La tradizione rimata della Spagna, nel suo complesso, è meritevole di attenzione, non solo perché si situa al crocevia fra esperienze letterarie diverse: francese, franco-veneta e italiana, ma anche perché è in molti altri sensi un testo di confine, collocata com'è sul crinale fra tradizione alta e bassa, fra letterario e popolare, capace di transitare dai preziosi codici miniati di corte sino ai banchi dei cantastorie fiorentini, in un movimento alto/basso che in molti altri casi possiamo solo immaginare, mentre qui si disegna, limpidissimo, sotto i nostri occhi. Altrettanto straordinaria è la doppia vita del poema, che nella sua forma "padana" funziona da ipotesto per l'Innamoramento di Orlando del Boiardo (ed estende la sua influenza sino all'Ariosto) e offre, in quella Toscana, parecchi elementi alla Rotta del Pulci.

Timone. Orphei tragoedia

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 304

Il Centro Studi Matteo Maria Boiardo di Scandiano si fa promotore di un’edizione completa delle opere di Boiardo, attesa per lungo tempo tempo da studiosi, biblioteche, scuole, università e dal mondo della cultura italiana ed europea. Oltre alle opere maggiori, la collana edita da Interlinea comprenderà anche quelle mai pubblicate o apparse in stampe oggi di difficile reperimento. Tutti i testi saranno in edizione critica e commentata (con traduzione a fronte se latini), curati da alcuni dei più importanti studiosi di Boiardo.Il primo volume pubblicato è Timone. Orphei tragoedia. Non esisteva finora un’edizione critica e adeguatamente commentata della commedia lucianea di Boiardo. È un testo importante: si tratta infatti di uno dei primi tentativi, sulla scena ferrarese, di prescindere da una linea teatrale esclusivamente plautina. Ne cura l’edizione Mariantonietta Acocella, mentre Antonia Tissoni Benvenuti si occupa della Orphei Tragoedia, dimostrandone la probabile attribuzione a Boiardo.

Boiardo, Ariosto e i libri di battaglia

Atti del Convegno (Scandiano, Reggio Emilia, Bologna, 3-6 ottobre 2005)

a cura di Andrea Canova, Paola Vecchi Galli

editore: Interlinea

pagine: 552

I capitoli che le storie letterarie dedicano al romanzo cavalleresco si rivelano fatalmente inadeguati a dominare una gigantesca mole di testi, in versi e in prosa, scritti tra il medioevo e l'età moderna. La schiera dei "libri di battaglia" annovera i suoi campioni più famosi, come Pulci, Boiardo, Ariosto e Tasso, ma anche uno stuolo di anonimi, di minori e di minimi, che hanno divertito generazioni di lettori lungo un arco plurisecolare. Gli ultimi decenni hanno visto grandi progressi nella conoscenza di questa multiforme letteratura e ne hanno confermato la centralità nella costruzione della cultura italiana ed europea. Il convegno di Scandiano, Reggio Emilia e Bologna ha fatto il punto della situazione e ha aperto nuove prospettive di ricerca. I saggi qui raccolti recuperano la memoria smarrita, o spesso solo in parte occultata dal tempo, di una tradizione generosa: una linea forte che come poche altre ha saputo influenzare l'immaginario di un pubblico rinnovatosi di continuo. Il vitale intreccio di cantari e poemi, la fitta rete intertestuale, le riflessioni teoriche sul genere portano alla luce le strategie longeve che, conservando o innovando, hanno accompagnato "le donne e i cavalieri, le armi e gli amori" fino alla contemporaneità.

Corti e cortigiani

Arte di governo e buone maniere nella vita di corte

di Giuseppe Anceschi

editore: Interlinea

pagine: 152

Lungo la storia d’Italia, dal Quattrocento ai giorni nostri, questo libro propone una riflessione sulla figura dei cortigiani, un tempo maestri assoluti di civiltà e di cultura, letterati, musicisti, pittori, scultori, architetti e in seguito (fino a oggi) intristiti “pifferi” del padrone di turno. Uno studio storico con pungenti incursioni nell’attualità sociale e politica contemporanea.

Boiardo e altri studi cavallereschi

di Carlo Dionisotti

editore: Interlinea

pagine: 232

Per la prima volta sono raccolti importanti studi e ricerche del grande italianista scomparso Carlo Dionisotti, che fa rivivere figure e opere di Ariosto e Boiardo oltre ai romanzi cavallereschi.

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