fbevnts Interlinea edizioni – Libri di letteratura e cultura
Vai al contenuto della pagina

Boiardo

Quaderni borromaici 13

Saggi, studi, proposte

rivista: Quaderni Borromaici

pagine: 244

Anticipo che ho sempre cercato, nella mia vita di studioso e di accademico, di onorare, con l’impegno, il privilegio concessomi – immeritato come ogni privilegio – di essere entrato nella vita universitaria a Pavia, attraverso l’Università che era stata di Cesare Beccaria; e di esservi entrato, in contemporanea, dimorando per sei anni preziosi nel «Palazzo per la Sapienza» (così ebbe a chiamarlo il Vasari), fatto costruire a Pellegrino Tibaldi da san Carlo per farne l’Almo Collegio Borromeo: il più antico collegio universitario italiano. E dunque, in tal modo, per così dire passando anche attraverso il capitolo XXII dei Promessi sposi, dove appunto di quel Collegio si parla – per dire che «porta ancora il nome del loro casato» – presentando la figura eccelsa del cardinal Federigo, il primo studente e più tardi cardinale milanese e fondatore, quattrocento anni or sono, della Biblioteca Ambrosiana. Mario Pisani   Sommario   Giorgio Mariani, Cesare Angelini a cinquant’anni dalla morte Alberto Lolli, Gli anniversari non contano   Saggi Giovanni Caravaggi, Un antico omaggio poetico a santa Caterina da Siena (Valencia 1499) Samuele Esposito, The protection of the culpability principle as a pillar of criminal lawsecundum constitutionem Andrea Gamberini, Non solo «paesaggi di madreperla». Giuseppe Didone e la pittura di figura tra naturalismo e tecniche fotografiche Paolo Zoboli, La poesia, la più divina creatura di Dio: l’ultimo Mario Novaro (1939-1944)                                                                                                                  Elisa Avella, Sulle traduzioni delle Fleurs du mal di Giovanni Raboni: tra teoria e stile Edoardo Foppiani, «Elli givan dinanzi, e io soletto di retro». Considerazioni sui rapporti tra Stazio, Virgilio e Dante Michele Ferrando, Kierkegaard di Adorno. Adorno con Kierkegaard Rachele Oggionni, Educazione linguistica democratica tra principi e pratiche: un’indagine sulla scuola dell’infanzia e del primo ciclo in Italia Giacomo Minuto, Miscele di gas ecosostenibili per il rivelatore di particelle PICOSEC-Micromegas Emanuele Di Martino, Neurobiologia e Talking Cure: una prospettiva neuropsicoanalitica   Scaffale borromaico Francesco Meriggi, Nel 65° anniversario del raid Pavia-Oxford compiuto dagli “Argonauti” o “Magnifici sette” del Collegio Borromeo (1961-2026) Daniele Nizzola, Costantino Marini, ovvero lo studio e la guerra di un Borromaico   Bancarella borromaica Filippo Capobianco, Le supernove non fanno rumore e tu tossisci a teatro? (Micael Boccato) Gianmarco Gronchi, Liminal Fiorucci. Dieci anni di moda e arte a Milano (Sabrina Grassi) Mauro Campello, L’undicesimo gioco (di Abulafia) (Riccardo Gabriele Maria Barera) Paolo Geraci, Loano isola del Ponente. Variazioni su un tema di Alford. Storia, racconti e curiosità (Claudio Bellinzona)

L'Entrée d'Espagne

di Anonimo padovano

editore: Interlinea

pagine: 528

Per la collana “Opere di Matteo Maria Boiardo”, L'Entrée d'Espagne

Vita de alcuni electi Capitani (da Cornelio Nepote)

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 312

Nuova edizione con studio linguistico

Historia imperiale attribuita a Ricobaldo tradotta da Matteo Maria Boiardo

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 752

Questo testo, che ha a lungo suscitato discussioni tra gli studiosi, divisi tra chi lo vuole originale e chi traduzione di un’opera perduta di Ricobaldo, è stato pubblicato nel 2008 da Andrea Rizzi, con apparato esegetico in inglese, nella collana “Fonti per la storia medievale” dall’Istituto Storico Italiano. Lo studioso ne cura qui l’edizione in italiano.«Matteo Maria Boiardo ricorda che  bellezza e storia sono necessarie alla civiltà» ("La Lettura")

Pastorale. Carte de triomphi

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 360

Le egloghe volgari, ricchissime di allusioni storico-politiche sotto il velame pastorale, e i cosiddetti Tarocchi, notevole esempio di letteratura d’intrattenimento di alto livello, pur editi di recente, offrono molti spunti per una nuova lettura e riproposizione al pubblico.

Canzoniere Costabili

di Amico del Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 900

Il Canzoniere Costabili è una vasta raccolta organica di rime, che tradizionalmente prende il nome dalla donna a cui sono dedicati gran parte dei testi, Costanza Costabili, appartenente a una delle famiglie più potenti della Ferrara estense. Tra i molti motivi di interesse del canzoniere, uno dei prodotti più caratteristici e suggestivi del "petrarchismo" quattrocentesco, spicca la vicinanza agli Amorum libri tres. Da qui proviene l'etichetta di "amico del Boiardo", proposta vent'anni fa da Antonia Tissoni Benvenuti per designare l'autore, tuttora ignoto. Questa edizione, la prima in assoluto, nasce da un approfondito studio dell'unico testimone manoscritto, oggetto di una capillare revisione, ed è accompagnata da un'ampia introduzione che si sofferma sugli elementi narrativi e strutturali della raccolta, affronta problemi cronologici, portando nuovi dati utili a ricostruire l'identikit dell'anonimo, e prende in esame aspetti letterari, filologici e linguistici. Un anno dopo la pubblicazione del commento di Tiziano Zanato agli Amorum libri, ricco di rimandi allo stesso Canzoniere Costabili, la conoscenza dell'ambiente boiardesco e della lirica del Quattrocento si arricchisce di un ulteriore fondamentale tassello.

Boiardo a Scandiano. Dieci anni di studi

a cura di Andrea Canova, Gino Ruozzi

editore: Interlinea

pagine: 176

Questo volume intende celebrare i dieci anni di vita del Centro Studi Matteo Maria Boiardo, associazione voluta e sostenuta dal comune di Scandiano per "promuovere e favorire gli studi su Matteo Maria Boiardo e la cultura del suo tempo; sollecitare l'incontro e la collaborazione di studiosi di diverse esperienze e discipline nell'ambito della cultura umanistica con riferimento anche alla cultura contemporanea". È ormai definitiva l'acquisizione di Boiardo al pantheon dei classici italiani. Forse c'è chi vorrebbe celebrare o rivendicare con Boiardo una sua appartenenza alla "piccola patria" più che alla "grande", ma non va dimenticato che la caratteristica veste padana della sua lingua è l'espressione di quel policentrismo linguistico e culturale tuttora attivo all'interno di un sistema in cui le tradizioni locali sono state un'humus essenziale per la cultura nazionale. Interventi di Tina Matarrese, Giuseppe Anceschi, Rosario Coluccia, Donatella Coppini, Emilio Pasquini, Marzia Pieri, Marcello Aprile, Daniela Delcorno Branca, Ilaria Mussini.

Amorum libri tres

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 1544

Finalmente un'edizione completa e critica del più bel canzoniere del Quattrocento di Matteo Maria Boiardo, curata da Tiziano Zanato nella collana di Interlinea dedicata all'opera omnia boiardesca.

Pastoralia. Carmina. Epigrammata

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 320

Della prima attività letteraria di Boiardo, sotto il segno umanistico, esiste la benemerita edizione Solerti (1894) e solo di recente i Pastoralia hanno ricevuto adeguate cure critiche per merito di Stefano Carrai (1996). Per quanto riguarda Epigrammata e Carmina, si tratta di un’edizione innovativa rispetto al passato, a cura di Stefano Carrai e di Francesco Tissoni.

Boiardo, il teatro, i cavalieri in scena

Atti del convegno Scandiano 15-16 maggio 2009

a cura di Giuseppe Anceschi, William Spaggiari

editore: Interlinea

pagine: 296

La questione delle fonti nei libretti d’opera, la preminenza degli uni rispetto all’altra (o viceversa) angustiano da sempre le storie letterarie, non meno di quelle musicali. Si tratta di problemi sostanzialmente irrisolti, considerati con sospetto da entrambe le parti e comunque soggetti alla variabilità dei tempi; li si può riassumere nel motto, largamente divulgato, «prima la musica poi le parole», oggetto per la sua rilevanza anche di specifiche rappresentazioni sceniche. I contributi qui raccolti, presentati in occasione del IV convegno di studi organizzato nel 2009 a Scandiano dal Centro Studi Matteo Maria Boiardo, si sono proposti di analizzare i modi e i tempi in cui il mondo letterario cavalleresco, consolidatosi a Ferrara anche nella dimensione teatrale dopo l’archetipo boiardesco e con la presenza poi dominante dell’Ariosto, si è depositato nel melodramma barocco e rococò italiano (ma non solo), fino al Settecento e oltre. Ne è sortito un panorama variegato che, pur privo di un centro focale (volutamente non perseguito), insegue qua e là nei campi più diversi “i cavalieri all’opera” e sollecita ulteriori linee di ricerca, piuttosto che proporre soluzioni chiuse.

Miscellanea boiardesca

a cura di Cristina Montagnani

editore: Interlinea

pagine: 136

Che cosa sappiamo, oggi, della letteratura cavalleresca che si sviluppò in Italia nel Quattrocento? Certamente più di quanto non ne sapessimo una trentina d’anni fa, e questo è di un certo conforto. A differenza di quanto accade con la lirica coeva, su cui c’è ancora molto da fare, ma della quale ciascuno di noi ha in mente una mappa, una gerarchia di autori e di opere, sul terreno cavalleresco si aprono di fronte a noi territori sconfinati, percorsi da una moltitudine di testi, o di forme varianti di uno stesso testo (o di una stessa storia? Caso che per un canzoniere non si dà mai) che è difficile, per usare una metafora di grana un po’ grossa, irregimentare. Anche perché i romanzi cavallereschi sono stati non solo numerosi, ma amatissimi dai lettori, che hanno letteralmente divorato prima i manoscritti, poi le edizioni a stampa dei loro libri preferiti, non lasciando a noi moderni che i lacerti di un genere, poche tessere di un puzzle irremediabilmente scomposto. I saggi raccolti in questo volume, che coprono l’arco cronologico compreso fra Entrée d’Espagne e Inamoramento d’Orlando, si propongono, per quanto possibile, di mettere a fuoco qualche segmento di questa storia ancora in gran parte da scrivere.

Spagna ferrarese

di Matteo Maria Boiardo

editore: Interlinea

pagine: 864

La Spagna ferrarese è il testo che ha consentito a personaggi e interpreti delle guerre di Spagna di trasmigrare nella Ferrara estense, per vivervi le avventure che ognuno di noi ben conosce. La tradizione rimata della Spagna, nel suo complesso, è meritevole di attenzione, non solo perché si situa al crocevia fra esperienze letterarie diverse: francese, franco-veneta e italiana, ma anche perché è in molti altri sensi un testo di confine, collocata com'è sul crinale fra tradizione alta e bassa, fra letterario e popolare, capace di transitare dai preziosi codici miniati di corte sino ai banchi dei cantastorie fiorentini, in un movimento alto/basso che in molti altri casi possiamo solo immaginare, mentre qui si disegna, limpidissimo, sotto i nostri occhi. Altrettanto straordinaria è la doppia vita del poema, che nella sua forma "padana" funziona da ipotesto per l'Innamoramento di Orlando del Boiardo (ed estende la sua influenza sino all'Ariosto) e offre, in quella Toscana, parecchi elementi alla Rotta del Pulci.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.