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Da Interlinea offerte per San Gaudenzio

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La basilica di San Gaudenzio a Novara

a cura di Raul Capra

editore: Interlinea

pagine: 412

Nel terzo centenario dell’inaugurazione del prestigioso “scurolo” che custodisce le reliquie del protovescovo patrono della città, il presente volume vuole considerare il monumento anche nell’ambito del processo storico di formazione della città, di cui è stato motore e simbolo. Il volume inizia pertanto con una prima parte dedicata al nascere della Novara cristiana nei secoli del tardo impero, e alla sua affermazione nell’Alto Medioevo: intorno al complesso episcopale, di cui sussiste il battistero, e alla basilica Apostolorum, originaria sede del culto di san Gaudenzio, abbattuta nel 1553 per far luogo alle mura volute da Carlo V. La seconda parte è dedicata, nell’ambito della Novara spagnola, alla costruzione della nuova basilica tibaldiana e al costituirsi dello straordinario apparato decorativo di cui essa si ornerà nei due secoli successivi: dapprima riaccogliendo il bellissimo polittico di Gaudenzio Ferrari. Avranno così vita le cappelle di Tanzio e del Morazzone, lo scurolo del santo, con gli affreschi del Legnanino e le statue del Beretta, e infine l’altare maggiore. Nella Novara divenuta sabauda, cui si dedica la terza parte del libro, sorgeranno poi il campanile di Benedetto Alfieri, poco noto gioiello dell’architettura del XVIII secolo, e la cupola dell’Antonelli, che della ottocentesca costituisce uno dei monumenti più innovativi e problematici, nel suo rivoluzionario impiego del laterizio unito alla persistente classicità degli ordini. Le successive parti del volume sono dedicate ai restauri, alle espressioni musicali e letterarie relative alla basilica, alle festività e tradizioni gaudenziane. Infine un cenno al Museo antonelliano, il cui cantiere è tuttora aperto: museo al quale si connette la progettualità che noi oggi affidiamo al futuro.

Il trionfo di S. Gaudenzio

di Girolamo Antonio Prina

editore: Interlinea

pagine: 156

Uno dei capitoli più importanti che segnano la storia novarese riguarda il patrono san Gaudenzio e, in particolare, il solenne trasporto delle sue reliquie nello scurolo della nuova Basilica. Questo avvenne il 14 giugno 1711, data in cui l’intera città, nessuno escluso, con grande partecipazione e contributo del Consiglio Comunale oltre che della comunità cristiana, divenne teatro e protagonista di una solenne e fastosa festa definita Il Trionfo di San Gaudenzio. Con questo stesso titolo, qualche mese dopo l’evento, Girolamo Antonio Prina pubblicò un’opera di eccezionale valore documentario sulla città e su questo avvenimento tanto capitale, con la riproduzione di grandi tavole che illustrano la processione, l’interno della Basilica di San Gaudenzio, lo Scurolo e altre opere che tuttora costituiscono uno dei più significativi patrimoni storici, artistici e religiosi di Novara. L’opera divenne subito celebre, specie per la qualità delle incisioni in essa contenute. Dopo alcuni secoli l’opera è divenuta anche una notevole rarità. Oggi l’opera viene riconsegnata ad un ristretto novero di persone che hanno care le radici novaresi. Viene ristampata in anastatica la prima edizione del 1711 con procedimenti artigianali di arte tipografica, in una tiratura limitatissima di 150 copie, contenente le celebri e altrettanto rare incisioni.

San Gaudenzio nel III centenario della traslazione

Novarien. 40

rivista: Novarien.

pagine: 344

Battista Beccaria, La “questione di san Gaudenzio” nell’ultimo mezzo secolo. I problemi intorno alla figura del primovescovo e la loro soluzione; Franco Dessilani, «Un volo della mia penna». Girolamo Antonio Prina testimone di feste cittadine nella Novara barocca; Marina Dell’Omo, La basilica di San Gaudenzio dalle pagine del Trionfo di Gerolamo Antonio Prina: un percorso di parole e immagini; Susanna Borlandelli, Bianchini, Palagi e il dibattito sulla pittura di storia a Novara nei primi decenni dell’Ottocento; Marina Dell’Omo, Sergio Monferrini, Artefici del marmo tra Seicento e Settecento nella diocesi di Novara: nuovi documenti dagli archivi; Pierdavide Guenzi, Paolo Rulfi protagonista della cultura teologica novarese nell’età dei lumi; Casimiro Debiaggi, Sullo scomparso altare ligneo seicentesco della chiesa parrocchiale di Doccio; Stefano Della Sala, Usi e tradizioni liturgiche di una comunità fino al Vaticano II: Castelletto Sopra Ticino; Marina Airoldi, G.B. Bartoli canonico di San Gaudenzio; Dorino Tuniz, Gli atti di soppressione della canonica lateranense di Santa Maria delle Grazie di Novara; Giacomo Lorandi, Il monastero di Sant’Agostino dell’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino a Novara (1480-1807); Pier Giorgio Longo, Boine, Begey e Unamuno: due lettere inedite e una postilla novarese; Federico Cavalieri, Una nuova traccia per il Cerano; comunicazioni, recensioni e segnalazioni su vari argomenti.

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