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Tobia e Giuseppe

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Tobia e Giuseppe
titolo Tobia e Giuseppe
autore
illustratore
argomento Letteratura per l'infanzia Narrativa italiana
collana Le rane piccole, 9
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 32
pubblicazione 2002
ISBN 9788882123772
 
5,00 4,25
 
risparmi: € 0,75
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Età consigliata

Dai 9 anni.
Tobia è un bambino come tanti, nella Palestina di 2000 anni or sono: solo un po’ più pensieroso e originale degli altri. E, più degli altri, è un bambino dotato di un intuito straordinario per le cose importanti. E così sarà lui il primo a capire che a Betlemme, in una fredda notte d’inverno, è successo un fatto davvero speciale…
 

Biografia dell'autore

Luca Doninelli

Luca Doninelli nasce a Leno nel 1956 e si laurea in Filosofia con una tesi su Foucault nel 1982. Come critico ed editorialista collabora con diverse testate giornalistiche ed è consigliere dell’Ente teatrale italiano. Molte delle sue opere narrative hanno ricevuto importanti riconoscimenti, per esempio la nomina alla selezione del premio Campiello per La revoca.
Nel 1994 pubblica una raccolta di testi per bambini, Le avventure di Annibale Zumpapà (Vallardi, 1994). Per il teatro ha curato la traduzione de L’ispettore generale e scritto la sceneggiatura di Ite Missa Est, andato in scena con la regia di Claudio Longhi. Con Interlinea ha pubblicato Tobia e Giuseppe nel 2002.

Mio fratello Tobia era sempre stato un po’ scemo. Voglio dire: non è che fosse proprio completamente scemo, però non era neanche normalissimo. Di solito se ne stava col naso all’aria a pensare ai fatti suoi, e quando lo chiamavamo bisognava ripetere il suo nome almeno tre volte.
«Tobia».
«Tobia!»
«Tobia!!!»
Alla terza volta si girava, tutto calmo, come se niente fosse, ci guardava prima i piedi, poi su su per le gambe e il busto e la faccia fino alle punte dei capelli, e alla fine sbatteva un po’ gli occhi, poi faceva: «Eh?»
E io: «Ma come sarebbe “eh”? è un’ora che ti chiamo».
E lui: «Scusa. Non ti avevo sentito».
Il bello è che non era sordo. Era fatto così, sempre dietro qualche pensiero senza importanza.
Poi, di tanto in tanto, d’un tratto, eccolo animarsi. Da lento che era di solito, diventava vispo e agitato come se l’avesse morso una tarantola. Succedeva sempre quando, ad esempio, qualcuno ci mandava a dire che sarebbe venuto a trovarci a casa nostra. Allora eccolo tutto animato, tutto preoccupato di mettere a posto la casa – come se non ci fosse stata, a pensarci, nostra madre.
A quel tempo io avevo quattordici anni, Tobia dodici. Avevamo un cugino, di nome Giuseppe, che ogni tanto veniva a trovarci. Era più grande di me di qualche anno, Giuseppe.

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